Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

14 maggio 2011

La distanza.

Devo scriverlo da qualche parte, perché ho bisogno di trascrivero quello che penso. Non né posso paralre, perché alcuni né sono coinvolti, altri non essendo dentro la sitauzione non capirebbero e altri nemmeno gli interesserebbe. Io, però, devo parlare. 

Il fatto di essere lontano da Roma e non avere la situazione sotto controllo mi infastidisce. Non posso capire, non posso dare una spiegazione a quello che sta succedendo. Devo farmi riportare le cose, che come al solito sono soggette a alterazioni provocate dai sentimenti e quindi sono distorte. Io non avendo la possibilità di vedere, non posso ricercare la verità. che è un delicato lavoro di ricostruzione di vari punti di vista. 

La situazione mi sta opprimendo. Sono combattuto fra due fuochi, uno sembra bruciare di più, ma sono sicuro che l'altro sia pronto da un momento all'altro per divampare e mangiarsi tutto. Non riesco a capire chi sta esagerando e chi no. Non riesco nemmeno a capire, sinceramente, come siamo arrivati a tutto questo. Ed io che posso fare? Non è giusto vomitare su di me, ogni santissima volta, quello che non va. Io sono a duemila chilometri di distanza e non posso muovere un dito. Anzi, ha dir la verità ho anche provato a giostrare questa situazione da lontano. Il risultano è stato quello di scottarmi. 

Uno dei miei difetti è quello di voler sempre fare da pacere, credo che sia un atteggiamento, che nasca dalla voglia di non vedere le persone a cui voglio bene litigare. Forse è dovuto alla separazione dei miei? Potrei aver trovato uno dei traumi della mia infanzia. 

Sta di fatto, che quando mi trovo in una situazione del genere, faccio di tutto per mantenere la situazione in un equilibrio perfetto. A volte sforzandomi fino allo sfinimento di trovare un perfetto compromesso e pacificare la situazione. Questa volta non ci riesco, non essendo li, non potendo vedere, non so come muovermi. 

C’è da aggiungere, che alcune settimane fa, parlando con una mia amica di questo mio piccolo difetto, mi abbia fatto notare di quanto sia irrealistico, forse anche un po’ scorretto cercare di trovare un equilibrio dove non vi è più niente. Credo che abbia perfettamente ragione.


Sono stanco perché sto per perdere la pazienza, ma sono terribilmente dispiaciuto perché non so che fare. 

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