E' da qualche settimana che penso di voler scrivere una "lettera" di fine anno che abbia la presunzione di riassumere tutto quello che mi è successo in questo 2016. Inoltre avrei voglia di condividere questo mio "sfogo" con la mia famiglia selettiva perché se son qui oggi e sorride e anche grazie a voi.
Probabilmente bisognerebbe iniziare scrivendo un semplice ma non scontato Grazie per aver deciso di continuare questa pezzo di strada assieme. E' un grazie diverso e personale perché vi garantisco che ho saputo attingere da voi qualcosa di unico e importante. Non leggete queste parole come retorica ma solo come nuda verità: non a caso siete la mia famiglia. Ho scelto di percorrere questa strada assieme a voi perché ho compreso che mi porterete inevitabilmente ad essere una persona migliore.
Voi spalle, pilastri, basamenti della mia vita se in alcuni giorni di quest'anno non ci foste stati io avrei sofferto e pianto di più e gioite e riso di meno. Grazie.
Grazie a G. che nonostante la lontananza lo sento vicino e lo sento come un fratello. Non è stato per te un anno bello come lo può essere stato per me: ma da tutto quello che succede si può apprendere e trovare uno spazio di serenità. Gemello, Jumeau, twin, Gemeo, Gemelo.
Grazie a M. perché sei stata forse la persona che ho sentito più vicino in momento di caduta libera e la persona che in più di un'occasione mi ha tirato su per i capelli e mi ha regalato un sonoro "sveglia cazzo". Rimani ferma dove sei.
Grazie a M. anche te ormai lontana ma insostituibile presenza nella vita. Mi piacerebbe tornare indietro con gli anni per metterti una mano sulla spalle e prendere a parolacce quella testa di cazzo che ero alle superiori quando invece che incoraggiarti ti bastonavo come non mai. Ora sei diventata un donna che stimo. Vai avanti a testa alta.
Grazie a F. perché so che ogni volta che ho bisogno di parlare e di ricevere un gesto affettuoso tu sei sempre pronta e presente. Mi sei venuta in mente leggendo una frase di Hesse qualche giorno fa: "E ti dico ancora: qualunque cosa avvenga di te e di me, comunque si svolta la nostra vita, non accadrà mai che, nel momento in cui tu mi chiami seriamente e senta d'aver bisogno di me, mi trovi sordo al tuo appello, Mai," Ti chiedo scusa quando è capito di essere stato sordo e incapace di ascoltare.
Grazie a E. presenza preziosa, pilastro fondamentale e donna a cui ho appreso di più di quello che tu sia convinta di poter dare: tenace, risoluta, completa e complessa. Grazie anche per te perché ti ho sentito vicino quando avrei voluto cadere a terra.
Grazie a M. perché sei l'altra parte di me, quella femminile, quella nera, perché anche se non camminiamo più assieme giorno per giorno so che se dovessi avere bisogno di te tu saresti qui fiera e combattiva come solo tu sai essere.
Grazie a C. anche te sei la presenza, assieme alla tua famiglia, che voglio avere vicino perché mi avete insegnato tanto, tantissimo. Non smetterò mai di dirvi grazie perché se oggi sono cosi una parte è merito tuo e vostro.
Grazie a L. il sorriso e l'incazzatura che mi servono nel quotidiano per sentirmi vivo; la persona che sa lasciare da parte il suo personaggio per diventare il prezioso e indispensabile mentore.
Grazie a V. Che forse più di tutti ha avuto modo di vedermi a 360 gradi che si è preso il bello e il brutto di quest'anno. Che mi ha fatto trovare sempre un pasto pronto e una parola di conforto. Scusami se sono stato a tratti insopportabile.
Grazie a R. Perché ormai sei famiglia e ti sento tale. Anche a te grazie di esserci sempre: la presenza non è mai scontata. A volte seguire i sogni ripaga e tu sei il mio esempio.
Grazie a C. e M. Me lo hai portato via.. ma ti sei presa una meravigliosa persona, un principe dall'animo buono. Tu guerriera, cazzuta e testarda che ha fatto una lunghissima strada dalla nanetta con i codino del primo banco. Sii virabhadra! M. Ti amo sempre un po', sallo.
Grazie a D. che vivi lontano in un posto tanto diverso da quello dove vivo io. Grazie a internet la nostra amicizia è giornalmente vicina. Credo di averti dato tanto ma tu mi hai dimostrato molto di più e cioè: il volermi bene, il sapermi accettare e il cambiare pur di starmi vicino.
Un altro grazie va a quelle persone, poche per fortuna, che quest'anno ho incontrato sulla mia cammino e che hanno causato in me del
dolore. Il grazie più grande, ovviamente, va ad A., per merito suo, e per il quantitativo di dolore generato, mi ha fatto fare quel salto in avanti che probabilmente mi mancava. Son conscio del fatto che il cervello umano tende ad appiattire il dolore passato dandogli una dimensione diversa: se la mente non compiesse tale processo avremmo il peso del dolore del passato anche nel presente.Vi assicuro che il tipo di dolore che ho percepito questa volta è stato diverso da tutto quello del passato ed è come se fosse stato più netto, più tagliente e più reale. Sarò che è arrivato a trent'anni e si è aggrappato ad un carattere, il mio, ben formato e delineato ma il risultato finale è stato complesso.
Probabilmente il prossimo dolore che arriverà, so che succederà non per una vocazione pessimista ma semplicemente accettazione della realtà, sarà ancora più grande e destabilizzando consegnando e rilegando il dolore di A. ad un porzione minuscola del mio cervello.
Ripercorrendo quello che è successo vi dico che non sarebbe potuto andare diversamente anzi credo che è stato decisamente meglio così. Avevo bisogno di tutto ciò perché dovevo provare che di questo tipo di dolore non si muore. Ad A. vorrei dire anche un sonore e tridimensionale vaffanculo per non essere riuscito ad essere un Uomo e per aver messo sempre davanti il suo obeso ego in ogni cosa che faceva. La mia strada ad oggi è lontana dalla sua.
Un grazie a R. che ho avuto il piacere di incontrare sulla mia strada in un momento, leggere sopra, strano della vita. E' entrato in punta dei piedi senza devastare niente, come invece ha fatto l'attore da quattro soldi, dandomi tanto. Ovviamente lui tutto questo non lo può sapere perché non ho avuto ancora il modo di parlargliene ma credo, a voi posso dirvelo, di essermi affezionato a lui. Lo so che ci si affeziona anche agli animali ma io in questo caso sto parlando di una persona e quindi vi posso dire che affezionarmi ad una persona è molto più complesso che ad un cane. Grazie a R. perché mi ha di fatto regalato, io me lo sono premo, una visione tridimensionale che mi mancava. Mi piacerebbe che restasse nella mia vita, in che modo non lo so e non mi interessa ad oggi, ma so che non può essere una decisione presa a posteriori e quindi mi tocca vedere e credere in un futuro. Se A. è stato il dolore cristallino con R. di dolore non ne posso parlare e quindi a te va veramente un grazie pieno e tondo.
Grazie alla mia famiglia, quella naturale, perché da loro provengo e da loro attingo l'energie vitali per combattere giorno per giorno. Citazione preferita: "Questa è la mia famiglia, L'ho trovata per conto mio. E' piccola e disastrata ma bella. Si, davvero bella."
L'ultimo grazie lo devo a me. Perché finalmente ho fatto cadere il muro.
Dopo i sentiti, e prolissi, grazie è giunto il momento di chiedervi scusa. Mi dispiace se sono stato manchevole in qualcosa, se vi ho dato la sensazione di essere distante, arrabbiato, acido, scostante ecc. Mi spiace perché io vorrei potervi solo dare la parte migliore di me,, ma ho scoperto che non è possibile. Vi tocca prendere, fino a quando lo vorrete, il bene e il male che c'è dentro questo gnomin. Vi chiedo però di essere i più franchi possibile con me perché vorrei che il nostro rapporto si basasse sulla completa e schietta verità. La verità se detta con garbo e non infiocchettata fa meno male di un silenzio.
Ricorderò quest'anno per svariati motivi ma devo essere onesto intellettualmente e dire che il motivo principale per cui lo ricorderò è perché è stato il periodo più bello della mia vita;
- l'anno delle molteplici emozioni;
- l'anno delle conferme e delle scoperte
- l'anno delle notti in bianco;
- l'anno delle passeggiate a villa Pamphili, all'alba, sperando che i pensieri si schiarissero
- l'anno delle interminabili camminate con il solo obiettivo di stancare le gambe e i pensieri
- l'anno dei snghiozzi;
- l'anno del "si è chiuso il capito della Kuore di Roma";
- l'anno dove ho conosciuto nuove persone e dove le persone più care sono rimaste vicino a me
- l'anno del sentirsi leggero;
- l'anno del dolore e della presa di coscienza che di questa sofferenza non si muore;
- l'anno del lavoro su se stessi;
- l'anno del sentirsi felice così come sono;
- l'anno dell'avere la sensazione di camminare venti centimetri da terra;
- l'anno del non capirci più niente;
- l'anno del -18kg;
- l'anno di Londra dove ho trovato amici e la pace;
- l'anno dell'attivismo LGBT;
- l'anno delle cene e delle uscite con voi;
- l'anno dei concerti;
- l'anno del "riscriviamoci ad un master";
- l'anno di sentirsi finalmente adulto;
- l'anno del osservo il cellulare nella speranza di una messaggio:
- l'anno dello yoga;
- l'anno dei coming out - Ho finito!;
- l'anno di parlare di me e solo di me come non ho mai fatto in vita mia;
- l'anno del donare il sangue.
L'anno di tantissime altre cose, immagini, ricordi, canzoni, letture... un anno realmente pieno di emozioni, belle e brutte, che lo ha reso tridimensionale!
Vi auguro un buono Natale e un nuovo anno pieno zeppo di emozioni e... possiamo camminare assieme anche per il 2017?
Canzone dell'anno: Kings of Leon - Walls