Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

29 novembre 2017

Cretino che sei



Essendo un lettore compulsivo mi capita di leggere qui e là dei frammenti in cui riesco a ritrovarmi. Frammenti di discorsi, poesie, brani o racconti che mi fanno esclamare: "Cazzo avrei usato proprio queste parole per descrivere questa cosa". 

Ebbene mi è capitato ultimamente di leggere un libro divertente di Diego De Silva, libro che consiglio, e ho trovato una frase che descrive perfettamente un momento della mia vita.

"Un'altra cosa che ho imparato dai fallimenti dei miei rapporti sentimentali, è che non sono tagliato per l'amore. Lo so che detta in questi termini sembra che stia parlando di una materia scolastica, ma è così che stanno le cose, fra l'amore e me. Raramente l'ho vissuto con leggerezza. Per me l'amore è sempre stato fatica, cimento, manutenzione e ristrutturazione. Me lo sono ogni volta sudato e l'ho attraversato, anche nella felicità, con una certa propensione alla tragedia."

Divorziare con stile, Diego de Silva

Per quanto mi socci doverlo ammettere la sopracitata frase è la verità. Confermo di vivere con "pesantezza" o come dice l'autore con una propensione alla tragedia le cose che vivo. Non riesco a vivere con leggerezza le mie avventure, ci metto quel pizzico di teatralità e catastrofismo che mi fanno viver sempre con l'ansia del "Tra poco arriva la tranvada in faccia".

Perché tutto questo sproloqui? Perché le cose negli ultimi giorni sono cambiate un po' e personalemente devo capire se con C. le cose stanno prendendo una "inaspettata" strada. Dico solamente che in questo momento ho l'ansia. Ansia da prestazione, ansia da non sentirsi al posto giusto, ansia e ansia.

Se fosse... non ci voglio pensare all'ipotesi che quel messaggio sia da considerare una battuta lanciata così tanto per...

Il mood sonoro di questa settimana invece va alla seguente canzone:



"Ti eri promesso "No mi avranno mai più"
Mi sono dato, ci ho creduto e voi mi avete massacrato
E questo cuore è diventato una poltiglia
Da dare in pasto a quattro amici, una famiglia
Adesso basta, la lezione è stata dura
L'ho imparata, l'ho affrontata
Anche se avevo un paura dei cazzotti che sa darti dritto in faccia la vita
Getta la spugna, questa volta è finita
Ma poi è arrivato il suo sguardo e per tornare a illuderti che basta il suo sguardo
Cretino che sei
Adesso il cuore ti si spaccherà
Ci sei cascato di nuovo, ci sei cascato di nuovo
Cretino che sei
Adesso il cuore ti si spaccherà
Ti hanno fregato di nuovo, ti hanno fregato di nuovo
E pensi "Forse sono stato sfortunato, forse stavolta potrei usare tutto quello che ho imparato
per schivare i colpi in faccia della vita, che la lezione è stata dura e l'ho capita
Che poi sennò che cosa campo a fare, se non ho più neanche il coraggio di rischiare
Sono convinto, questa volta potrei essere davvero più più maturo, più fedele, più sincero

19 novembre 2017

Yoga

Mi è stato chiesto, durante il corso di formazione per diventare insegnante di yoga, il perché avessi iniziato a praticare e perché proprio quel tipo di yoga.

Ebbene la risposta è la seguente: E' iniziato tutto per un caso, per una voglia di provare a capire perché A. facesse yoga e cosa ci potesse trovare. Mi sono avvicinato allo yoga per caso, anche se era da anni che mi incuriosiva, ma solo dopo aver conosciuto A. mi sono detto: proviamo.

Il perché abbia continuato a fare yoga? credo che debba essere inserito un discorso più ampio e complesso: mi sono ignorato, sia fisicamente che mentalmente, per 28 anni. Non mi sono ascoltato, conosciuto e capito per una vita: mi sono sistematicamente ignorato. Dopo 28 anni invece ho iniziato ad ascoltarmi. Lo yoga in questo è come se fosse stato l'ultimo tassello come se avessi trovato nella pratica degli asana e del prana e di tutto il resto un mezzo nel quali ritrovarmi ed ascoltarmi. 

Lo yoga per me in questo momento è un mezzo per conoscermi e continuare ad ascoltarmi. 

Sei solo un ricordo



Cosa è cambiato rispetto un mese fa? 

E' cambiato profondamente il modo che avevo di idealizzarti e di proteggerti da qualsiasi accusa venisse mossa a te: indifferentemente se fossi io o altri a muovertela. E' cambiato che sono caduti i drappi e tu sei rimasto li, nudo, inerme e imperfetto ed io ho potuto vedere tutto. E' da giorni che ho in mente un ipotetico discorso da farti qual'ora ti vedessi di nuovo, cosa che potrebbe succedere tra dieci giorni, uno di quei discorsi dove l'astio non è da padrone ma dove vorrei semplicemente riportarti quello che ho "vissuto". Ti farei un discorso che in questo momento nella mia testa funziona talmente bene che potresti usarlo come sceneggiatura in uno dei tuoi film. 

"Sai che c'è R. che se io mi fermo a guardarti non mi viene voglia di trattarti male, non mi sale da dentro nessun sentimento di astio o cattiveria, mi viene solo da farti una domanda: Perché non hai avuto le palle di dirmi tutto subito e invece hai aspettato che  che il tempo, l'inerzia e successivamente io ti portasi ad una conclusione.
Vuoi sapere l'altra cosa che mi ha lasciato scottato? Mi sono scottato con la realtà quando C. mi ha parlato di te: è stata la prima volta che qualcuno mi parlasse di te, che qualcuno mi dicesse che in realtà tu avevi una vita: una vita di cui io non ho mai, nemmeno marginalmente, fatto parte.
Sai per alcune cose sono come San Francesco ho bisogno di vedere per credere, ho bisogno che la verità mi sia sbattuta in faccia con tutta la crudezze del caso. Non basta che io me la sia immaginata, ho bisogno di sapere che i miei pensieri sono concreti: ebbene quando C. mi ha raccontato delle cose su di te mi ha semplicemente schiaffeggiato con la realtà. Lui non lo sapeva, mi stava facendo del male. Quel dolore me lo hai provocato te perché non hai avuto il coraggio di dirmi semplicemente cose stesse la realtà.
Ho capito tutto dopo, ho capito tutto qualche settimana fa: tu hai ragione sei fatto in maniera complessa, sei complicato e per alcune cose sei strano ma tutto questo è parzialmente una cazzata. Perché una cazzata? Perché il problema eravamo noi, non ti ho mai dato quella scintilla che ti facesse scattare qualcosa in più. Avresti potuto dirmelo ed io mi sarei risparmiato gli ultimi mesi di domande. 
Sono rimasto incastrato su di te per troppo tempo, ora mi sono sbloccato, ho di te un ricordo bello ma come ho appena detto è un ricordo: sei stato rilegato nel passato"



6 novembre 2017

Alla cazzo di cane



Confesso di non avere risposte alle domande, pensa che a volte non ho nemmeno domanda a cui dare risposte, non credo di avere nemmeno un piano d'azione che risponda ad una logica. Credo, non sono sicuro nemmeno di questo, di muovermi alla cazzo di cane senza un'apparente logica. Procedo in direzione ostinata e contraria, continuando a balbettare cose senza senso... e sai quale è la cosa che mi lascia più perplesso di tutto faccenda è che in alcuni di questi momenti di confusione trovo tutto stupendo.

Per una persona come me che fino a qualche anno fa era abituata a razionalizzare il mondo, a trovare una fottuta logica in tutto ed avere risposte piene ad ogni domanda, questa situazione ad oggi è.. anstra.

Continuo a pensare che muoversi dentro il meraviglioso mondo della razionalità mi dia quel senso di sicurezza che altrimeni non avrei ma ultimamente non riesco più a rimanere all'interno del reteicolo della razionalità e come un fiume in piena straripo da una parte all'altra.

Vado avanti senza una logica e ad tenativi: mi sento un scienzato pazzo che continua ad fare le sue ricerche basandosi su un metodo empirico. La ricerca in questo caso sono le relazioni lo studio avviene sulla mia pelle e le cicatrici sono le note a pie di pagina che dovrebbero farmi ricordare come sono avvenuti quei tagli. Ti giuro che non ho altro mezzo per andare avanti e per comprendere le cose che mi stanno succedendo se non compiere giornalmente gesti che mi possano dare una lezione.

Ho bisogno disperato di lezioni di vita, di botte, di porte chiuse in faccia, di sorridi, di emozioni e di lacrime. Ho bisogno di viverle le cose per capire, devo attraversare le emozioni per comprendere come sono fatte... tutto questo comportamento ha come grande conseguenza che il dolore lo si percepisce di più. Ma sai cosa mi ripeto in questi casi? "Alessandro hai sentito che tipo di dolore si prova ed hai capito che non uccide".

Da ricordare l'uscita al pub con la mia famiglia selettiva e R.e C.

Vado avanti in direzione ostinata e contraria adottato una strategia che copia il vecchio metodo della "Cazzo di Cane" sperando che attraverso questi esperimenti empirici io possa