Cominciamo da questa sera e da questa giornata per poi cercare di andare a ritroso in quelli che sono stati sette mesi, più di metà dell'anno, che mi hanno portato finalmente ad essere in ferie. Sento di dover mettere un punto, tirare il fiato e cercare di raccontare tutto quanto e liberare finalmente la mente. Voglio iniziare questo mese di ferie in questo modo sperando che mi aiuti a viverlo serenamente.
Cercando di raccontare la giornata di oggi devo menzionare l'enorme fatica che ho in corpo e nella mente. Si ecco sono stanco, stanco e forse ancora stanco. Sono stanco della giornata, della settimana, dei mesi, dei pensieri, della palestra e di tutto. Sono seduto sul mio divano di pallet sul balcone la casa è silenziosa, nel quartiere ci sono i soliti rumori e spotify trasmette la playlist degli ultimi mesi. Probabilmente bisognerebbe parlare a lungo anche dalla mia playlist per capire come sono trascorsi questi giorni ma non è nel il momento nel il post adatto.
Della giornata di oggi parlerò solo dell'emozioni e non delle fatiche materiali che non sono importanti da ricordare. Invece le emozioni quelle vanno ricordate perché quelle cambiano le persone. Oggi sono partiti i bambini e come ogni anno da quattro anni è stato un giorno di velata tristezza. La loro partenza è sempre un momento di tristezza e malinconia anche se ogni anno il cuore si stringe sempre di più gli occhi invece non piangono ma piange il cuore. Oggi, rispetto agli anni passati, ho avuto difficoltà a guardare andare via i bambini perché per la prima volta ho visto dei netti miglioramenti, posso definirli concreti, per alcuni di loro. Nel mio cuore fino ad oggi, realmente e in maniera viscerale, c'era solo Dima invece credo proprio di dover aggiungere anche Hanna e Anton. Madre mia stringere uno scricciolo in un abbraccio e vedere quella bambina con gli occhi lucidi perché deve tornare all'inferno della propria vita.. Perché lei vive un inferno in terra di quelli che ti fanno dire alla gente: "Ecco questo è uno dei motivi per cui non credo in Dio". Ebbe si come faccio a credere in un Dio se poi so che esistono bambini che soffrono per la brutalità e la bestialità dell'uomo? Ovviamente non posso dare la colpa delle azioni degli uomini ad un Dio.. ma se mai chiedo a questo Dio perché ha concesso il dono della vita a queste creature se poi debbono soffrire.
Il lavoro deve occupar uno spazio importante in questo flusso di pensieri. Il lavoro che da una parte amo tanto, tantissimo e dall'altra detesto ormai sempre di più. Mi rendo conto di lavorare in quel posto per arrivare all'estate e godermi l'arrivo dei bambini. Credo che loro siano la mia unica vera gioia lavorativa. Per il resto è tutto da bocciare, tutto da cancellare e poco da ricordare e o salvare. La mia capa, la gente che ho conosciuto e le mie soddisfazioni sono sempre in un saldo negativo. Tra le cose da fare nell'immediato futuro c'è e ci deve essere un nuovo lavoro. I bambini resteranno parte del mio presente e del mio futuro anche se non lavorerò più li.
Gli amici. In questo campo di grandi cambiamenti in questi mesi non ne ho avuto se mai posso registrare delle certezze e degli eventi che mi hanno fatto confermare quanto siano importanti per me e per la mia vita. Non posso dire con certezza che saranno parte integrante della mia futura vita ma posso dire con nitidezza che ad oggi io li voglio qui affianco a me per camminare con loro e per loro verso un futuro a me sconosciuto. Loro sono la mia famiglia selettiva e non poso che amarli. Ovvio ci sono e ci saranno dei momenti di alti e bassi come ad esempio in questi giorni, che a causa della mia stanchezza, un po' li odio e vorrei tanto starmene per conto mio. Tra qualche giorno vado a Londra e avrò tempo di riposare il cervello.
Famiglia. Anche qui probabilmente bisognerebbe parlare per giorni e giorni ma non avendo molto tempo, più che sono le dieci di sera e sono veramente stanco, cercherò di utilizzare il doto della sintesi. Mai come in questo periodo mi accorgo di quanto li amo e di quanto io non possa vivere senza di loro. Ne sono estremamente legato perché ho capito finalmente che meravigliose persone siano. Cosa voglio dire che ho finalmente capito che meravigliose persone siano? Penso, e qui mi riferisco maggiormente alla mamme e al papà. che ho realmente capito che persone siano e cosa hanno vissuto in questi anni. Qualche giorno fa ho ripercorso parte della vita di mia Madre, ovviamente di quella che conosco io, leggendo il tutto attraverso delle lenti nuove e devo dire che non riesco a comprendere come quella donna, ad oggi cosi fragile, abbia potuto superare degli anni di puro dolore. Si quegli anni, circa tre anni, per mia Madre sono stati un susseguirsi di eventi che avrebbero messo in ginocchio anche l'uomo più forte e quadrato e invece lei ha preso una famiglia sulle spalle ed è andata contro il vento e il dolore. Che donna... Il papà come ho già detto tempo fa è il mio punto di riferimento. Da aggiungere anche il matrimonio di mia sorella: lei è mia sorella. Realmente cosa potrei dire se noon che è mai sorella? che è l'altra parte di me. Lei è come se fosse la parte femminile del mio corpo che è uscita fuori e ha preso possesso di un corpo.
L'amore. Non credo che sia l'etichetta giusta da dare a questa parte ma realmente non saprei come altro definirla. Qui di parole ne ho spese veramente tanti. Lui, A., per me ha rappresentato l'inizio di un nuovo periodo. La storia non è andata come mi auspicavo e le ferita è ancora aperta ma vedo che lentamente si sta rimarginando. Madre, madre e ancora madre realmente sono talmente tante le cose che vorrei dire che non trovo le parole giuste. Le emozioni che ho vissuto in questi mesi io realmente non ero in grado di poterli nemmeno immaginare. Realmente mi rendo conto di aver vissuto una vita a metà solo per la paura bastarda dello stare male. Ad oggi posso dire di essere stato male ma sono vivo. Di questa storia cosa voglio ricordare? Quasi tutto. Voglio ricordarmi dei baci, delle carezze, del'ansia di vederlo, delle uscite, del teatro con Ascanio Celestini, dell'aperitivo all'andirivieni, delle passeggiata e villa Pamphili, delle giornate al mare, delle pause pranzo, dell'averlo aiuto con il trasloco, delle cene organizzate, del giapponese, delle chiacchiere, delle confessioni, delle pizze prese a monti, della tremolio alla gamba, dei crampi allo stomaco, dell'erpes per lo stress, del burro di cacao, delle giacca nuova, delle sue poesie, delle sigarette che ho fumato per colpa sua, delle uscite con i miei amici, i suoi amici, i pianti che ho fatto, i sorrisi che mi ha provato, delle camminate spensierate con la sensazione di camminare a tre metri da terra, del dolore netto e reale, delle pippe mentali, dello schianto, del dolore al'essenza, della sua barba appena tagliata, del suo maledetto sorriso, il suo nome, la prima volta che ci siamo visti. Voglio ricordare tutto a volte vorrei ricordare anche i sogni che ho fatto con lui ma senza di lui.
Ad oggi c'è solo il silenzio pieno.
Ad oggi non posso raccontare altro anche se dovrei dire che di passi avanti ne ho fatti tanti, tanti e vorrei, questo è il desiderio di sta sera, che con R. le cose possano andare avanti.
Da domani ferie per ora non ho altro da dire.
Il lavoro deve occupar uno spazio importante in questo flusso di pensieri. Il lavoro che da una parte amo tanto, tantissimo e dall'altra detesto ormai sempre di più. Mi rendo conto di lavorare in quel posto per arrivare all'estate e godermi l'arrivo dei bambini. Credo che loro siano la mia unica vera gioia lavorativa. Per il resto è tutto da bocciare, tutto da cancellare e poco da ricordare e o salvare. La mia capa, la gente che ho conosciuto e le mie soddisfazioni sono sempre in un saldo negativo. Tra le cose da fare nell'immediato futuro c'è e ci deve essere un nuovo lavoro. I bambini resteranno parte del mio presente e del mio futuro anche se non lavorerò più li.
Gli amici. In questo campo di grandi cambiamenti in questi mesi non ne ho avuto se mai posso registrare delle certezze e degli eventi che mi hanno fatto confermare quanto siano importanti per me e per la mia vita. Non posso dire con certezza che saranno parte integrante della mia futura vita ma posso dire con nitidezza che ad oggi io li voglio qui affianco a me per camminare con loro e per loro verso un futuro a me sconosciuto. Loro sono la mia famiglia selettiva e non poso che amarli. Ovvio ci sono e ci saranno dei momenti di alti e bassi come ad esempio in questi giorni, che a causa della mia stanchezza, un po' li odio e vorrei tanto starmene per conto mio. Tra qualche giorno vado a Londra e avrò tempo di riposare il cervello.
Famiglia. Anche qui probabilmente bisognerebbe parlare per giorni e giorni ma non avendo molto tempo, più che sono le dieci di sera e sono veramente stanco, cercherò di utilizzare il doto della sintesi. Mai come in questo periodo mi accorgo di quanto li amo e di quanto io non possa vivere senza di loro. Ne sono estremamente legato perché ho capito finalmente che meravigliose persone siano. Cosa voglio dire che ho finalmente capito che meravigliose persone siano? Penso, e qui mi riferisco maggiormente alla mamme e al papà. che ho realmente capito che persone siano e cosa hanno vissuto in questi anni. Qualche giorno fa ho ripercorso parte della vita di mia Madre, ovviamente di quella che conosco io, leggendo il tutto attraverso delle lenti nuove e devo dire che non riesco a comprendere come quella donna, ad oggi cosi fragile, abbia potuto superare degli anni di puro dolore. Si quegli anni, circa tre anni, per mia Madre sono stati un susseguirsi di eventi che avrebbero messo in ginocchio anche l'uomo più forte e quadrato e invece lei ha preso una famiglia sulle spalle ed è andata contro il vento e il dolore. Che donna... Il papà come ho già detto tempo fa è il mio punto di riferimento. Da aggiungere anche il matrimonio di mia sorella: lei è mia sorella. Realmente cosa potrei dire se noon che è mai sorella? che è l'altra parte di me. Lei è come se fosse la parte femminile del mio corpo che è uscita fuori e ha preso possesso di un corpo.
L'amore. Non credo che sia l'etichetta giusta da dare a questa parte ma realmente non saprei come altro definirla. Qui di parole ne ho spese veramente tanti. Lui, A., per me ha rappresentato l'inizio di un nuovo periodo. La storia non è andata come mi auspicavo e le ferita è ancora aperta ma vedo che lentamente si sta rimarginando. Madre, madre e ancora madre realmente sono talmente tante le cose che vorrei dire che non trovo le parole giuste. Le emozioni che ho vissuto in questi mesi io realmente non ero in grado di poterli nemmeno immaginare. Realmente mi rendo conto di aver vissuto una vita a metà solo per la paura bastarda dello stare male. Ad oggi posso dire di essere stato male ma sono vivo. Di questa storia cosa voglio ricordare? Quasi tutto. Voglio ricordarmi dei baci, delle carezze, del'ansia di vederlo, delle uscite, del teatro con Ascanio Celestini, dell'aperitivo all'andirivieni, delle passeggiata e villa Pamphili, delle giornate al mare, delle pause pranzo, dell'averlo aiuto con il trasloco, delle cene organizzate, del giapponese, delle chiacchiere, delle confessioni, delle pizze prese a monti, della tremolio alla gamba, dei crampi allo stomaco, dell'erpes per lo stress, del burro di cacao, delle giacca nuova, delle sue poesie, delle sigarette che ho fumato per colpa sua, delle uscite con i miei amici, i suoi amici, i pianti che ho fatto, i sorrisi che mi ha provato, delle camminate spensierate con la sensazione di camminare a tre metri da terra, del dolore netto e reale, delle pippe mentali, dello schianto, del dolore al'essenza, della sua barba appena tagliata, del suo maledetto sorriso, il suo nome, la prima volta che ci siamo visti. Voglio ricordare tutto a volte vorrei ricordare anche i sogni che ho fatto con lui ma senza di lui.
Ad oggi c'è solo il silenzio pieno.
Ad oggi non posso raccontare altro anche se dovrei dire che di passi avanti ne ho fatti tanti, tanti e vorrei, questo è il desiderio di sta sera, che con R. le cose possano andare avanti.
Da domani ferie per ora non ho altro da dire.