Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

6 luglio 2016

Dialoghi fra pazzi.

Tu: «Ci siamo riusciti»
Io: «Scusa, siamo riusciti a far cosa?»
Tu: «A stabilizzarci e a diventare una coppia. Abbiamo trovato il nostro equilibrio»
Io: «Sei serio?»
Tu: «Si»
Io:  «Aspetta un secondo, ho realmente bisogno di capire se sei scemo»
Tu: «Ecco che inizi ad insultare. Questa volta cosa avrei fatto di tanto sbagliato»
Io:  «Mi stai prendendo per il culo, ecco cosa è successo. Voglio rifarti la domanda sei serio?»
Tu: «...»
Io: «Hai usato il plurale.»
Tu: «Certo, perché non avrei dovuto?»
Io: «Perché non fino ad ora non c'è mai stato un Noi
Tu: «Come?»
Io: «Come cosa?»
Tu: «In che senso non c'è stato un noi?»
Io: «Credo che tu abbia capito benissimo.»
Tu: «Evidentemente no, per piacere spiegami»
Io: «Quando fai così mi fai cadere le palle per terra. Hai presento le palle? ecco m sono appena scese fino al suolo e se non fossero attaccate al mio corpo avrebbero iniziato già a rotolare.
Tu: «Spiega»
Io: «Cosa ti devo spiegare? devo ricordarti la nostra "storia" dal primo giorno fino a questa conversazione? Devo ricordarti che è stata una estenuante scalata verso la cima del tuo ego? Vuoi che ti spieghi che non mi sono mai sentito parte di un "Noi".» 
Tu: «Ho cambiato idea. Forse è il caso di interrompere qui la conversazione»
Io: «No, ora mi ascolti. Ascoltami perché questa sarà la prima e l'ultima volta che ti farò un discorso del genere. Ti chiedo inoltre la cortesia di non badare alle mie lacrime mentre ti parlo di queste cose perché sono di rabbia e non hanno peso.» 
Tu: «...»
Io: «Credo di averti amato dal primo momento che ti ho visto. Aspetto mi correggo. Credo di aver amato la parte più nascosta di te, quella che cosi attentamente nascondi agli occhi della gente, la prima volta che ti ho visto. Ho amato quel sorriso bastardo, quello sguardo sveglio, i tuo capelli, le tue labbra e tutto il resto. Credo... anzi no ne sono certo di averti amato dal primo secondo. Ma sei stato cosi maledettamente bravo da farti odiare da subito.» 
Tu: «Io..»
Io: «Taci! Come ti viene in mente di utilizzare il plurale? come ti viene in mente? Non c'è mai stato un Noi! C'è stato un Io e un Tu. Ci siamo stati io e te separati fino ad oggi uno a correre e l'altro a ricorrere. Siamo stati separati anche nel farci del male. Tu lo facevi a me io lo facevo a me stesso. Non so cosa ho visto realmente in te se un spiraglio di normalità od ho proiettato talmente tante mio speranze da farmi credere tu possa essere una persona diversa. Si onesto, con me e con te, e non utilizzare il plurale; siamo solo due esseri umani distinti che stanno provando a camminare assieme. Non so se ci riuscirai e ci riuscirò ma ad oggi sono sicuro che se siamo qui a parlare lo devo a me e non a Noi.» 
Tu: «Io.. vorrei..» 
Io: «Io vorrei che fossi onesto, almeno adesso, te ne prego. Vorrei solo che dicessi: "è vero mi sono comportato come uno stronzo. Mi sono fatto rincorrere, raggiungere e seminare un miliardo di volte". Vorrei una confessione. Ecco tutto. » 
Tu: «Se vuoi te lo dico.. ma. » 
Io: «Non mi devi fare un piacere, non ti sto chiedendo l'elemosina vorrei che tu fossi sincero come lo sono stato io. Renditi conto che solo così ci sarà un noi. Altrimenti ognuno per la sua strada. Per quanto ti posso amare non posso continuare ad essere io e te.» 
Tu: «Credo di aver avuto paura. Paura di lasciarmi prendere e.. ho pensato che se mi fossi fermato e se tu mi avessi afferrato e mi avessi guardato negli occhi avresti capito e quindi sono scappato. Potrei stare qui giorni a parlarti e cercare di spiegare il perché e il per come mi comporto da stronzo. Scusami, credo di doverti dire solo questo ora anzi posso dirti solo questo.» 
Io:  «E' già molto» 
Tu: «O è molto poco ma è quello che posso offrire: me, il mio caratteraccio e le mie scuse. Ad oggi se vuoi possiamo edificare il nostro noi sopra delle enormi scuse.» 
Io: «Sai una cosa?» 
Tu: «Dimmi» 
Io: «Credo proprio di averci visto giusto con te.» 
Tu: «Eh?» 
Io: «Taci, scemo.» 


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