Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

14 gennaio 2018

Siediti qui...

Avrei dovuto scrivere di te mesi fa, molto probabilmente quando ti ho conosciuto, in quel periodo strano d'attesa tra la partenza certa di C. e non l'altrettanto certo suo ritorno. Ti ho conosciuto per caso e sempre per caso ci siamo incontrati per la prima volta: credo che siano passati quasi due mesi da quell'incontro a Monti, da quelle chiacchiere un po' imbarazzate e da quei silenzi goffi. Sono passati mesi dalla prima volta che ho visto il tuo sorriso, il tuo sguardo e quel tatuaggio sexy che hai sul braccio.

Ho provato ad avere verso di te un comportamento più corretto e onesto possibile e tutto quello che ho fatto fino ad ora è stato cercare di seguire quella direttiva. Quando le cose con C. hanno preso quel sentiero contorno ho sentito il bisogno di tutelarti e di avvisarti subito perché non so da quale parte del corpo nascesse questo pensiero ma avrei dovuto tutelarti dal "dolore". Volevo essere con te il più corretto possibile perché sei una bella persona, perché tutto quello che hai di buono dentro il tuo corpo si manifesta nei tuoi occhi, nelle parole (poche ma sincere) e nei tuoi gesti.

Avrei dovuto scrivere di più di te su questo blog, su questo pezzo di internet che ho occupato scrivendo di me, dei miei pensieri e degli innumerevoli sbagli che faccio ogni giorno. Racconto qui quelli che sono alcuni miei pensieri, alcuni miei sfoghi, alcuni attimi della mia vita e nell'ultimo periodo tu sei stato presente nella mia vita. E' giusto che tu abbia questo post, che ti dedichi questi pensieri...

Ammetto di vivere in un periodo di confusione sentimentale, una bulimia del sentimento dove mi vorrei nutrire fino alla sazietà di qualsiasi cosa mi faccia stare bene. In questa fase di ingozzamento forzato mi capita di "mangiare" qualcosa e credere che sia, finalmente, la pietanza giusta... ho conosciuto tante persone negli ultimi due anni, molte di più di quelle che avrei mai pensato prima, mi sono divertito, mi sono concesso non limitandomi a volte ho avuto la sensazione di aver trovato la persona "giusta" quella che meritata un investimento affettivo di una certa portata e altre volte, invece, ho avuto la certezza di aver conosciuto dei figuranti di passaggio.

Ci sono delle persone tra questi incontri che più di altri hanno toccato qualche corda del mio cuore: ci sono i nomi storici e cioè A. e R. e poi abbiamo C. Vi starete domando dove sia finito C., beh miei cari è una bella domanda. Che fino a fatto C? Probabilmente il tempo, lo spazio e la distanza sta facendo il suo lavoro e quello che sembrava poter essere qualcosa di concreto si è palesato con tutta la sua debolezza. Ho ripensato a tutti i discorsi che abbiamo fatto e ogni volta che ripeto nella mia testa parte delle sue battute trovo che tutto il quadro generale assuma nuove e non gradite dimensioni. Credo di non potermi negare il diretto alla felicità a causa di alcune persone che ho incontrato per strada: questa frase non viene pronunciata con astio e cattiveria ma con una bonaria consapevolezza. Ad oggi non posso domarmi totalmente a qualcosa che mia dia un parziale ritorno e uno sproporzionato senso di stanchezza.

In tutto questi discorsi tu, F., entri in punta dei piedi e ti aggiri con quel tuo sorriso capace di aprire le porte di qualsiasi paradiso tra le stanze della mia assenza. Tu che ti aggiri senza averi mai preteso niente, senza aver mai alzato la voce.. beh tu forse hai tutto il diritto di sederti alla mia tavola ed io ho il dovere di darti una possibilità e di capire se insieme a te io possa essere felice.


8 gennaio 2018

Catalogo sull'amore secondo me

Cosa ha la gente contro quello atteggiamento che vede due individui impegnarsi una relazione stabile?

Riconosco che i tipi di relazioni umane siano miliardi, di una complessita quasi disarmante e che esistano una sfaccietture di cromature difficile da racchiudere in una manciata di colori primari ma sono fortemente convinto che ad un certo bisogna semplificare

La semplificazione passa attraverso dei concetti semplici e non per niente scontati:

Semplicità: le relazioni, o almeno le mie, devono essere semplici. Badate bene non sto dicendo che tutto dovrebbe essere vissuto con superficialità, anzi! Ben vengano i rapporti profondi e complessi ma devono essere semplici, tutto deve avvenire con quella semplicità che contraddistingue un rapporto tra persone che si amano. Se il rapporto tra due persone è complesso, sempre complicato, dal mio punto di vista c'è qualcosa che non va. L'amore è semplicità, i sentimenti sono e devono essere facili. Poi tutto il resto può essere complesso, il quadro generale all'interno in cui si muove una relazione può essere complicato ma il sentimento.. diamine deve essere semplice. Il parlarsi, l'ascoltare, il capirsi.. deve essere semplice. 

lo starci: 0 e 1 è il linguaggio binario oppure bianco e nero oppure esserci o non esserci. Io ho sempre preferito lo stare, l'essere presente nella vita delle persone. Non possiamo stare a metà nella vita delle persone; non possiamo avere una relazine a metà. Ci sto quando mi fa comodo a me, ci sto nei giorni dispari o ci sto dosando le emozioni. Cazzo se io provo affetto verso una persona io mi concedo io decido di starci, di esserci. 

L'ansia: sapete che un po' avere rotto il cazzo con sto concetto di ansia? a sentire voi tutto è riducibile ad avere ansia. Non è che state confondendo quella cosa di assumersi responsabilità con l'ansia? Cosa vi credete di fare di poter fare un passo laterale e sfuggire ad ogni tipo di responsabilità? Facciamo i seri.. non avete le palle! 

L'ansia 2: Io non voglio assolutamente sapere che sono la causa di ansia per le altre persone. Io non voglio sapere che sono la causa di complicazioni nella vita di altre prsone. Non è così che secondo nascono le relazioni. Io voglio essere la causa di gioia, di allegria, di sane incazzature, di preoccupazioni sane.. io non posso pensare di creare ansie nella vita di chi conosco. 


Io ho voglia di esserci, di starci fisicamente e mentalmente, ho voglia di sapere che quando chiedo a qualcuno di andarlo a trovare quel qualcuno abbia un battito in più dalla felicità, vorrei sapere che se chiedo ad una persona di uscire a cena quella persona rifletta anche dell'eventualità di annulare tutti gli altri impegni; voglio sperare che quando sto con qualcuno io sia la semplificazione ai suoi pensieri.
Io vorrei questo in un rapporto sano. Io voglio crescere assieme all'altra persona, voglio camminare e inciampare con lui, voglio assumermi le mie responsabilità ed essere a fianco a scelte difficili e impegnative. Sono abbastanza adulto da prendermi le mie ansie e sapermele gestire. 

Devo riflettere.