Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

30 novembre 2016

Pronto sono A. della Help Line, come ti posso aiutare?


Ci sono momenti, come la giornata odierna, dove mi sento incapace di sintetizzare e filtrare le conversazioni che ricevo. Percepisco che tutte le chiacchierate non riescono ad essere elaborate e metabolizzate ma rimangono nella pancia unendosi fra di loro e creando così un blocco, un macigno, che diviene pesante da portare. 

Bisognerebbe che diventassi capace a prendere al vole le informazioni che mi inviano, bloccarle con entrambe le mani e riporle in apposite scatole fuori dalla mia testa. Non posso comportarmi come un vespasiano che si fa utilizzare da qualsiasi persona senza troppa attenzione. 

Vorrei essere capace di spiegare le sensazioni che vivo in questi attimi perché sarebbe utile per me stesso, ci provo. 


Il primo pensiero che mi viene in mente è la stanchezza che inevitabilmente viene indotta da varianti esterne ed interne al discorso. Le varianti esterne, quindi che vengono al di fuori della conversazioni, sono dovuti al momento esteriore e quindi stanchezza, affaticamento dovuto dalla vita reale; le varianti interne sono il ripetersi costante di parole ed eventi che si rigenerano durante i mesi senza alterazioni e quindi provocano sensazioni di frustrazione e impotenza dal non poter aiutare la persona direttamente interessata. Frustrazione e impotenza anche dovute dal non saper cosa aggiungere a discorsi avvenuti ormai troppe volte. Un'altra sensazione è la rabbia di vedere una situazione incancrenita a tal punto da far stare male i soggetti interessati; provocatoriamente parlando mi verrebbe voglia di dire che è un atteggiamento da persone che non hanno problemi e che quindi se li fanno venire. Altra emozione, che nel sopracitato corollario non può mancare, è l'empatia sentimento cui il sottoscritto potrebbe dare lezioni magistrali al prossimo. L'empatia è devastante in queste circostanza perché ti porta a vivere le stesse montagne russe del tuo interlocutore. Insomma in questa marasma di eventi io a volte mi sento di prendere il timone della nave con il reale rischio di uno schianto. 

Al corso del Gay Center mi hanno provato ad insegnare proprio questo e cioé il sapersi centrare nelle situazioni cosi facendo il rischio di essere spostato dall'urto delle conversazioni altrui sia portato al minimo. A volte ciò mi è ancora molto difficile da attuare perché mi sento di ricevere talmente tante strattonate che ogni tanto un passi di assestamento mi tocca farlo. Devo anche aggiungere che probabilmente queste frustrazioni siano scaturite da una costruzione mentale che mi porta a pensare che io debba necessariamente trovare una chiave di lettura, quindi un aiuto tangibile, all'altra persona che mi sta parlando. Mi rendo conto di vivere come una frustrazione delle telefonate a cui io non riesco e non posso dare una mano. Questa frustrazione di impotenza fa leva su alcuni lati del mio carattere facendo cosi scoperchiare i vari vasi di pandora (ebbene si io ne ho tanti). 

Ora mentre scrivo tutto questo penso proprio che una soluzione possibile sia quello dell'ascoltare in maniera attiva la persona interessata partendo però due presupposti basilari e cioé:
1, Non sono io un portatore di saggezza e aiuto concreto.
2. Le persone mi chiamano per essere aiutate e non salvate. 
3. Uccidi la tua indole da crocerossina e da supereroe. Non sei Dio non devi salvare nessuno. 


Passo e chiudo  

28 novembre 2016

Vibra.



Sto cercando di applicare dei principi diversi al mio modo di approcciarmi al presente con l'obiettivo di scrollarmi di dosso dei retaggi che non fanno vivere il presente nel migliore dei modi. 
Sto provando ad applicare dei principi di yoga al mio abituale modo di vivere. Ho molta voglia di rallentare i miei ritmi, di vivere il presente con meno filtri. meno costruzioni imposte e auto-imposte e di liberare il cervello e il respiro da altrettanti catene. 

Vorrei provare con lo yoga perché trovo qualcosa di benevolo in quello che sto facendo e non perché mi senta un pazzo invasato. Ritengo che debba calmare il respiro, il cervello e il corpo e abbandonare alcune convinzioni che ho.

Mi sono un po' stancato di queste montagne russe emozionali e del silenzio imposto per non turbare i momenti esteriori. 

In merito a quello che ho scritto ieri penso sempre di voler esplicitare delle cose perché altrimenti covano dentro di me e soprattutto perché mi sono accorto, o meglio accetto questa sensazione, che io amo parlare e chiarire le cose. Questa mia paura atavica di veder una persona andar via se gli viene messa la cruda verità davanti agli occhi deve essere superata.

Ultima mia sensazione, poi mi metterò a lavorare, è che stia lavorando un filino troppo su me stesso e si siano innescati troppi perché  un motivo in più per utilizzare lo yoga come strumento di meditazione del presente e non di un passato da rimpiangere o un futuro da desiderare. 

27 novembre 2016

Lista della spesa

Cerchiamo di fermare alcuni pensieri altrimenti riesco di entrare in uno di quei vortici che non fanno altro che farmi pensare tutto il giorno:

1. Credo che sia arrivato il di parlarci, non tanto di cosa stiamo facendo o di dove vorremmo andare ma più che altro di un mio livello di ansia che a volte non riesco a gestire. Dovrei essere sincero al 100% perché cosi facendo mi libererei di un peso che altrimenti mi sento ogni volta addosso e che non mi fa sentire libero.

2. A volte mi vengono i dubbi se possa essere una "storia" che abbia un seguito e/o un futuro. Non vorrei darmi una risposta nell'immediato ma vorrei capire se la mia sensazione è dettata da una paura o da una piena consapevolezza di quello che voglio.

3. Quando sto con lui non ho dubbi appena mi allontano mi assalgono.

4. Ho iniziato il master e cazzo è un bel salto nel vuoto. Ho imbroccato la strada giusta?

18 novembre 2016

Discorsi fra pazzi 12 - Considerazioni varie



Sto di nuovo pensando troppo e questo è realmente un problema: vorrei realmente far scendere i pensieri dalla testa al ventre e da li essere capaci di agire senza star qui troppo a riflettere sul mondo, sul senso della vita e sul concetto impossibile da definire di bene e male. 

Mi sono iscritto al Master e la prossima settimana mi iscrivo anche al corso di inglese. Nuovi punti su cui costruire l'immediato futuro però, Santaenergiachemuoveilcosmo, quando è complesso rimanere in equilibrio in questo momento. 

Sempre rimanendo in tema di obiettivi fissati qualche mese fa da portare a termine entro dicembre devo farmi i complimenti perché ad oggi peso 65kg. Questo vuol dire che ho perso diciotto chili in sei mesi.

Ho ripreso in mano un libro di Tiziano Terzani che avrò letto dieci anni fa e lo sto rileggendo con l'essenza, il cuore, il cervello di oggi e devo dire che mi sta aprendo qualche interessante strada. 

Questi giorni di apparente silenzio servono anche a me per farmi delle domande e darmi delle risposte. A tal proposito vorrei andare in giro con un quadernetto e segnare domande, parole e sensazioni della giornata.. un modo per buttare nero su bianco, e nell'immediato, delle sensazioni,

Ultima considerazione riguarda lo yoga: mi sembra da farlo da una vita e di fare una cosa che io in realtà già conoscevo.. come se fosse stato qualcosa che avessi abbandonato e poi ripreso in un secondo momento. Se fossi stato un maestro di yoga in qualche vita passata?



Io: Sono sfiduciato, se così posso dire, da tutta questa situazione. 
Tu: Perché?
Io: Ho la costante sensazione di dove rincorrere sempre qualcosa e qualcuno. 
Tu: Sostieni che tu mi stia rincorrendo? 
Io: Lo sostengo con forza. Tu se uno dei motivi di questa mia perenne corsa. Correo nel disperato tentativo di acchiapparti. Non sono un maratoneta, non sono un corridore e non sono più un giovane fanciullo che vuole perdere tempo dietro alle persone. 
Tu: Cosa mi stai dicendo?
Io: Esattamente quello che ti ho detto, provo ad essere più chiaro perché è giusto che io lo sia: Ho la sensazione, che a tratti si trasforma in piena consapevolezza, che la nostra frequentazione, posso chiamarla così?, sia in realtà una maratona. Io che inseguo te che corri più forte di me. Il perché tu stia sfuggendo ovviamente lo ignoro. Mi sono fatto delle ipotesi ma ovviamente sono messe a fuoco dal mio cervello e dalle mie esperienze quindi probabilmente non sono attendibili. 
Tu: Io fuggo? Da cosa dovrei fuggire?
Io: Bella domanda a cui dovresti essere te a rispondere ovviamente non io. Ti posso solo restituire quello che io sto vivendo ed è questo che ti sto spiegando. Tu mi piaci, sei una persona complessa che mi intriga parecchio, sei esteticamente un bel vedere e credo che tu abbia qualcosa da raccontare e di questi tempi trovare una persona con tutti questi attributi non è poco. Non trascuriamo il fatto che mi piace baciarti: tutti punti a tuo favore. Ma nel momento in cui desidererei che il nostro "rapporto" possa fare un saltino in avanti tu corri e scappi via: questa è la mia sensazione. Ho l'idea che nonostante tutto il nostro sia un rapporto superficiale e credimi non mi piace questa cosa. Se qualora ti facessi già delle domande nella tua testa ti do subito delle risposte in merito. No, non voglio sposarti, ne avere figli con te e nemmeno legarti con delle catene. Ti sto solo dicendo che vorrei capire se siamo destinate a essere "scopa amici" o "altro". Che termine brutto "scopa amici" almeno per il sottoscritto. Ora perché fuggi?
Tu: In pratica vorresti che in pochi minuti ti spiegassi la mia intera vita così da poterti fare capire chi sono io?
Io: Se ti bastano pochi minuti.. accomodati. Puoi anche non dirmi niente, non sei obbligato, ritengo solo giusto e importante parlare con le persone. Come ritengo che sia giusta da parte mia farmi una serie di domande come ad esempio: "per quanto tu mi possa interessare sono disponibile io a sacrificare quello che ritengo importante in un rapporto". 
Tu: Cosa ritieni importante in un rapporto?
Io: la presenza fisica e mentale, una presenza che non sia perpetua ma sia presente nell'aria. Sempre. Posso anche non sentirti per tre giorni, posso anche non vederti per tre giorni ma devo avere la certezza che la mia presenza è stata li con te e la tua qui con mio. Non sento questo non ora. Ci vediamo, parliamo, ridiamo e finiamo inevitabilmente a letto assieme e poi.. Poi sembra finire tutto li per poi iniziare nuovamente la volta successiva. Ho la sensazione che non abbia continuità tutto questo. 
Tu: Forse è il caso che io vada. 
Io: Si forse è il caso che tu vada. Se deciderai di camminare e smettere di corre sai dove trovarmi. Buona vita.

15 novembre 2016

Sovrastrutture

A volte mi viene da pensare di aver creato eccessive sovrastrutture nella mia vita (o testa) e che di conseguenza in alcuni periodi devo fare i conti con questi innumerevoli piani e trovare una via d'uscita possibile.

Mi andrebbe anche di essere in grado di ripiegare e/o di mollare i pensieri e lasciare che il corpo si muova senza una riflessione costante. Sono giunto ad un buon punto di consapevolezza e ora devo destrutturare tutto per non rimanere in gabbiato in trappole mentali.

Tempo fa avevo scritto a zia C. Cercando di risolvere una situazione creatasi anni fa. Oggi ho ricevuto la convocazione per chiarire questa storia... il fatto è che in questo momento non ne ho più voglia ma so che ormai devo affrontare la questione.

Con R. In alcuni casi succede la stessa cosa. Vorrei vivere con leggerezza tutto ma invece mi accorgo di fare il contrario e di muovermi come un elefante in un negozio di cristalli.

Devo lasciarmi andare consapevole di poter sbagliare e che se qualora dovesse succedere non sarebbe la fine del mondo. In fin dei conti non posso prevedere e razionalizzare tutto. Vivi senza troppi ma né se.

10 novembre 2016

Compiti di Rob

Probabilmente avrò scritto che l'unico oroscopo che seguo regolarmente è quello che esce ogni giovedì mattina sull'internazionale e a cura di Rob Brezsny. Questa settimana il compito per tutti e di: "Confronta la persona che sei oggi con quella che eri due anni fa e trova tre differenze importanti."

Ebbene voglio trovare queste tre differenze importanti:

  • La prima grande differenze è sicuramente data dalla consapevolezza di essere qualcosa e non di essere altro. Ho finalmente delineato il mio carattere, personalità e pensiero contrapponendo quello che sono, quello che vorrei essere e quello che non vorrei mai essere. Sono riuscito a volermi bene per quel che sono senza cercare sempre altro. 
  • La seconda grande differenze è l'amore intenso nel senso più lato possibile. Due anni fa non ci credevo oggi ho qualche certezza in più. Oggi sono molto diverso dall'Alessandro cinico di due anni fa. Mi permetto di sognare. 
  • La terza è ultima differenze è l'ostinazione di voler e saper di poter fare quello che mi metto in testa. 
Queste sento che siano le tre grandi differenze rispetto l'Alessandro del passato: mi rendo conto di essere più consapevole di me e questo ha portato un cambiamento netto in tanti, tantissimi aspetti della mai vita... ostinato e capoccione verso l'amore. 


9 novembre 2016

"Tu ricerchi troppo la perfezione"


C'è qualcosa di peggiore che una freccia lanciata a tutta velocità nell'unica fessura che la tua corazza possiede? C'è qualcosa di peggiore che una freccia che entra in quel pertugio e affonda nella carne fino ad arrivare all'essenza del tuo essere? 
C'è qualcosa di peggiore che sentire una verità nuda e cruda e sentire in quel preciso momento che l'armatura che hai addosso crolla al suolo? 

"Tu ricerchi troppo la perfezione" 

Non potevano arrivare più dirette e taglienti queste parole e se fossero state pronunciate in un altro momento e da un'altra persona probabilmente non avrebbero colpito così a fondo. 

"Tu ricerchi troppo la perfezione" 

Ammetto che questa freccia mi abbia colpito nell'essenza perché è assolutamente la verità. Una verità cruda e nuda che mi è stata lanciata e al quale non ho avuto la forza di reagire. Cosa dovrei aggiungere a questa frase se non una semplice esclamazione: "Si è vero". 

"Tu ricerchi troppo la perfezione" 

E' vero che io cerco la perfezione perché credo che sia l'ultimo baluardo che ho per nascondermi dietro qualcosa e proteggermi dal mondo. Mi sento un Re nudo il quale si è appena accorto che il suo "popolo" non lo vede più vestito. Mi sento come essere stato tirato fuori dal mio nascondiglio e messo in mezzo alla piazza alla mercé di tutti. Questo è l'ultimo, o spero che sia l'ultimo, brandello di omofobia interiorizzata su cui devo lavorare. 

"Tu ricerchi troppo la perfezione" 

Smettere di ricercare la perfezione perché non ne ho bisogno. Non ho bisogno di dimostrare agli altri che io sono la persona una persona perfetta al quale difficilmente si può dire qualcosa e soprattutto smettere di pensare di voler essere perfetto per non procurare preoccupazioni al prossimo. Perché parlo di omofobia interiorizzata? Perché ritengo che questa mia ricerca della perfezione sia dovuta al fatto di non aver pensato per una vita al mio essere gay come un motivo di scherno e di accusa e quindi il fatto di essere perfetto, o almeno rasentare la perfezione, sarebbe stata una scusa almeno valida. Sai sono gay ma sono anche perfetto... hai visto che persona meravigliosa sono come fai a focalizzarti su quel neo quando qui hai una meraviglia davanti a te. 


 "Tu ricerchi troppo la perfezione" 

8 novembre 2016

Perfezione

Oggi è un altro di quei giorni della mia vita che avrei disperata voglia di urlare in faccia a qualcuno la seguente fra; "Reggimi, ora non ho le forze". In questo momento mi andrebbe di lasciarmi cadere su qualcuno e farmi reggere da lui/lei. Oggi non ho le forze mentali di prendere delle decisioni sensate. 
Cosa ha aperto le porte a queste emozioni? Credo che sia stata una frase detta dall'insegnante di yoga ieri sera delle semplici parole che hanno squarciato il muro: "tu cerchi troppo la perfezione". SBEM.. schiaffo in pieno viso, inaspettato e veritiero. Sono alla disperata ricerca della perfezione e del posto nel mondo dove posso stare e dire; "guardatemi sono Retto, Austero, e Solido. Io non sbaglio, io posso essere quel bastone per tutti voi". A volte invece la realtà mi crolla a dosso e mi accorgo di non voler essere sempre questo ma... Sarà vittimismo ma a volte mi sento un nano che combatte contro i giganti. 

Parlo di nuovo a te Alessandro: quelle che in questo preciso momento stai vivendo sono emozioni e non dovresti contrastarle ma viverle. 

7 novembre 2016

E cade la pioggia

Era da mesi che non mi sentivo così... madre mia è proprio il mese del rinculo.
Ho solo tanta voglia di piangere.. solo questo.

Parole del mese:
- destrutturare; 
- rinculo; 
- resilienza.


Voglio chiudere questa giornata con il sonno.

4 novembre 2016

Qui c'è bisogno di una donna

Come al solito siamo di fronte a delle scelte da fare. Non avevo dubbi che nel sentiero della vita avrei dovuto fermarmi a qualche altro incrocio per decidere la direzione da prendere. Prendere la decisione apparentemente giusta cercando di mantenere il sangue tiepido e imboccare la strada migliore. Non voglio avere altri rimpianti nella vita e non vorrei piu dovermi fermare e osservare indietro e avere quel gusto di amaro in bocca: "se avessi fatto questo e non quello". 

Ebbene è questione di decidere e di muoversi sempre e solo verso una direzione che sia proiettata in avanti.

I buoni propositi che mi ero dato da qui fino a dicembre iniziano o a dare i propri frutti o a venire al pettine. I nodi vanno sciolti: ora.

Inglese, contabilità e master devono essere queste le direttive da seguire per quanto riguarda lo studio. C'è bisogno di investire su me stesso e tornare, quanto meno,  a farlo. Ora che finalmente mi sono tolto strati di grigiume devo spiccare il volo o almeno tentare un salto verso il futuro.

Amore. Sono settimane complesse nel senso buono del termine perché di pensieri da analizzare né ho ricevuti tanti. Se di A. Parlavo tato, forse troppo, di R. Ho un atteggiamento più riservato. Ma vorrei provare a mettere per iscritto qualche pensiero. Provo a scriverli come se fossero un flussdi coscienza: mi piace e mi piace in un senso ampio del termine; mi piace fisicamente e mentalmente. Mi piace baciarlo e stargli vicino mi rende felice stargli a fianco. Ad oggi io ki frequento con lui e mi va bene così e sto cercando di vivere un rapporto con estrema calma. Quado sto con lui ho molte certezze quado siamo lontani il suo rispondere a mozzichi e bocconi a volte mi destabilizza. Noj voglio nemmeno parlare tanto dell'ipotesi dello schianto per vari motivi: 1 nn vedo questo schianto così possibile; 2 questa volta credo di saperlo gestire meglio anche perché ho capito che il dolore serve e quindi se dovesse arrivare me lo saprò gestire.

Attivismo lgbt. Che gran cosa che ho deciso di fare. Mi serviva proprio quello scatto mentale che mi facesse essere sereno. Ho conosciuto tante persone, molto diverse fra di loro, ma posso dire di essere molto contento soprattutto perché ho smantellato una serie di preconcetti e di omofobia interiorizzata che mi faceva stare male.

Il peso. Non mi sono più pesato da circa due mesi quindi non so come stia andando e se abbia raggiunto i 67kg. Le persone continuano a dirmi che sono dimagrito. Probabilmente è anche grazie a yoga che come ho gia detto in passato è delle cose più azzeccate degli ultimi tempi. Mi sento proprio portato per lo yoga, mi rilassa e mi fa bene al corpo e alla mente. Mi accorgo di piacermi.. quando mi guardo allo specchio mi piaccio e ragazzi miei non credo che ci sia niente di più importante nella vita che amarsi. Io oggi mi amo.

Gli altri buoni propositi sono cose meno importanti ma il tatuaggio vorrei ancora farmelo.

Sono in pulman direzione treviso e sto ascoltando una canzone che mi ha messo addosso felicità/malinconia.

"Vieni a cambiarmi la vita.
Vieni a cambiemela tu
Così posso finalmente
Seppellire la pioggia
E fare tutto quello che ho sempre fatto
Ora anche con te"
Vieni a cambiare la mia vita thegiornalisti

2 novembre 2016

Dialoghi fra pazzi 11

Al banco carne di un anonimo supermercato...

Io: « Mi ricordo perfettamente l'emozione che ho provato quella sera di tanti anni fa, in quel giorno anonimo e in quell'anno strano che fu il 1985, E' uno di quei ricordo che non si è più staccato dalla mia testa e si è impresso come un marchio a fuoco nella mia vita. Ora che ci rifletto di nuovo potrebbe essere stato realmente un marchio a fuoco, una timbratura, un simbolo che mi ha cambiato tanto in quell'attimo come in tutto il mio futuro. Ricordo nitidamente quell'emozione reale che provo a dormire abbracciato a lui. Sai, io ho sempre pensato di detestare di dormire con un'altra persona perché la trovato una maniera scomoda di vivere un momento di esclusivo rilassamento. Il mio spazio veniva violato da altri proprio quando avevo necessariamente bisogno di silenzio. Quella volta invece la cosa andò diversamente... quella ricerca clandestina sotto le lenzuola. Quella ricerca di gambe, mani, petto e altri miliardi di parte del corpo. Non pensavo che un corpo si potesse utilizzare in tante maniere, sai? Eh invece quella sera ho ricevuto un'altra lezione dalla vita. Come non smetterò mai di dire; mai dire mai nella vita. Ebbene quelle mani, quelle braccia, quelle gambe che si incastravano e scastravano mi hanno marchiato. Ah e non dimentichiamoci del respiro quello è stata un'altra cosa pazzesca di quella sera.. il respirare... un atto assolutamente scontato nella nostra vita in quell'attimo e in quel frangente è stata la colonna sonora più bella che io abbia mai sentito; un suono che di ritmico non aveva più niente ma aveva, almeno per me, ma era di un armonico. Mi ci perderei ancora se potessi. 
Ovvio che l'altro aspetto da non dimenticare è l'olfatto. In quel momento è come se il corpo si fosse svegliato da un torpore o da una glaciazione e avesse iniziato a risvegliarsi. Quell'odore di persona viva tra le tue braccia, quell'odore di casa nelle mie narici, quell'odore di vita. A volte pagherei oro per risentire quegli odori. Sai, si dice che l'odore è una delle cose che più di tutte rimettono in moto i pensieri e i ricordi: l'odore è immediato. 
Non ero in un letto ero in un concerto dove ogni parte del mio corpo ha vibrato all'unisono un inno alla vita e quella melodia era dedicata a lui. Una ballata che è iniziata lentamente ed è cresciuta di intensità fino a rallentare nuovamente e spegnersi del tutto. Ci siamo addormentati alla fine stretti in un abbraccio che ha smesso di essere un insieme di due corpi per diventare qualcosa di unico e indivisibile. 
Non l'ho più visto.. è dal 1985 che lo ricerco di ogni viso che incontro e oggi lei me lo ha fatto ricordare. »
Tu: « Scusi è tutto molto interessante ma io devo lavorare. Mi direbbe di cosa a bisogno? » 
Io: « Ah si scusi mi sono fatto prendere la mano.. mi dia quelle salsicce li. Grazie »