Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

28 dicembre 2016

Ho bisogno di silenzio

Ho bisogno di silenzio
come te che leggi col pensiero
non ad alta voce
il suono della mia stessa voce
adesso sarebbe rumore
non parole ma solo rumore fastidioso
che mi distrae dal pensare.
Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina
disorietate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.
Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.
Gli amici veri, pochi, uno?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.
Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.
Alda Merini

24 dicembre 2016

Buon Natale e buon Anno!


E' da qualche settimana che penso di voler scrivere una "lettera" di fine anno che abbia la presunzione di riassumere tutto quello che mi è successo in questo 2016. Inoltre avrei voglia di condividere questo mio "sfogo" con la mia famiglia selettiva perché se son qui oggi e sorride e anche grazie a voi. 

Probabilmente bisognerebbe iniziare scrivendo un semplice ma non scontato Grazie per aver deciso di continuare questa pezzo di strada assieme. E' un grazie diverso e personale perché vi garantisco che ho saputo attingere da voi qualcosa di unico e importante. Non leggete queste parole come retorica ma solo come nuda verità: non a caso siete la mia famiglia. Ho scelto di percorrere questa strada assieme a voi perché ho compreso che mi porterete inevitabilmente ad essere una persona migliore

Voi spalle, pilastri, basamenti della mia vita se in alcuni giorni di quest'anno non ci foste stati io avrei sofferto e pianto di più e gioite e riso di meno. Grazie.
Grazie a G. che nonostante la lontananza lo sento vicino e lo sento come un fratello. Non è stato per te un anno bello come lo può essere stato per me: ma da tutto quello che succede si può apprendere e trovare uno spazio di serenità. Gemello, Jumeau, twin, Gemeo, Gemelo.
Grazie a M. perché sei stata forse la persona che ho sentito più vicino in momento di caduta libera e la persona che in più di un'occasione mi ha tirato su per i capelli e mi ha regalato un sonoro "sveglia cazzo". Rimani ferma dove sei.
Grazie a M. anche te ormai lontana ma insostituibile presenza nella vita. Mi piacerebbe tornare indietro con gli anni per metterti una mano sulla spalle e prendere a parolacce quella testa di cazzo che ero alle superiori quando invece che incoraggiarti ti bastonavo come non mai. Ora sei diventata un donna che stimo. Vai avanti a testa alta.
Grazie a F. perché so che ogni volta che ho bisogno di parlare e di ricevere un gesto affettuoso tu sei sempre pronta e presente. Mi sei venuta in mente leggendo una frase di Hesse qualche giorno fa: "E ti dico ancora: qualunque cosa avvenga di te e di me, comunque si svolta la nostra vita, non accadrà mai che, nel momento in cui tu mi chiami seriamente e senta d'aver bisogno di me, mi trovi sordo al tuo appello, Mai," Ti chiedo scusa quando è capito di essere stato sordo e incapace di ascoltare.
Grazie a E. presenza preziosa, pilastro fondamentale e donna a cui ho appreso di più di quello che tu sia convinta di poter dare: tenace, risoluta, completa e complessa. Grazie anche per te perché ti ho sentito vicino quando avrei voluto cadere a terra.
Grazie a M. perché sei l'altra parte di me, quella femminile, quella nera, perché anche se non camminiamo più assieme giorno per giorno so che se dovessi avere bisogno di te tu saresti qui fiera e combattiva come solo tu sai essere.
Grazie a C. anche te sei la presenza, assieme alla tua famiglia, che voglio avere vicino perché mi avete insegnato tanto, tantissimo. Non smetterò mai di dirvi grazie perché se oggi sono cosi una parte è merito tuo e vostro.
Grazie a L. il sorriso e l'incazzatura che mi servono nel quotidiano per sentirmi vivo; la persona che sa lasciare da parte il suo personaggio per diventare il prezioso e indispensabile mentore.
Grazie a V. Che forse più di tutti ha avuto modo di vedermi a 360 gradi che si è preso il bello e il brutto di quest'anno. Che mi ha fatto trovare sempre un pasto pronto e una parola di conforto. Scusami se sono stato a tratti insopportabile. 
Grazie a R. Perché ormai sei famiglia e ti sento tale. Anche a te grazie di esserci sempre: la presenza non è mai scontata. A volte seguire i sogni ripaga e tu sei il mio esempio.
Grazie a C. e M. Me lo hai portato via.. ma ti sei presa una meravigliosa persona, un principe dall'animo buono. Tu guerriera, cazzuta e testarda che ha fatto una lunghissima strada dalla nanetta con i codino del primo banco. Sii virabhadra! M. Ti amo sempre un po', sallo.
Grazie a D. che vivi lontano in un posto tanto diverso da quello dove vivo io. Grazie a internet la nostra amicizia è giornalmente vicina. Credo di averti dato tanto ma tu mi hai dimostrato molto di più e cioè: il volermi bene, il sapermi accettare e il cambiare pur di starmi vicino. 

Un altro grazie va a quelle persone, poche per fortuna, che quest'anno ho incontrato sulla mia cammino e che hanno causato in me del dolore. Il grazie più grande, ovviamente, va ad A., per merito suo, e per il quantitativo di dolore generato, mi ha fatto fare quel salto in avanti che probabilmente mi mancava. Son conscio del fatto che il cervello umano tende ad appiattire il dolore passato dandogli una dimensione diversa: se la mente non compiesse tale processo avremmo il peso del dolore del passato anche nel presente.Vi assicuro che il tipo di dolore che ho percepito questa volta è stato diverso da tutto quello del passato ed è come se fosse stato più netto, più tagliente e più reale. Sarò che è arrivato a trent'anni e si è aggrappato ad un carattere, il mio, ben formato e delineato ma il risultato finale è stato complesso.
Probabilmente il prossimo dolore che arriverà, so che succederà non per una vocazione pessimista ma semplicemente accettazione della realtà, sarà ancora più grande e destabilizzando consegnando e rilegando il dolore di A. ad un porzione minuscola del mio cervello.
Ripercorrendo quello che è successo vi dico che non sarebbe potuto andare diversamente anzi credo che è stato decisamente meglio così. Avevo bisogno di tutto ciò perché dovevo provare che di questo tipo di dolore non si muore. Ad A. vorrei dire anche un sonore e tridimensionale vaffanculo per non essere riuscito ad essere un Uomo e per aver messo sempre davanti il suo obeso ego in ogni cosa che faceva. La mia strada ad oggi è lontana dalla sua. 

Un grazie a R. che ho avuto il piacere di incontrare sulla mia strada in un momento, leggere sopra, strano della vita. E' entrato in punta dei piedi senza devastare niente, come invece ha fatto l'attore da quattro soldi, dandomi tanto. Ovviamente lui tutto questo non lo può sapere perché non ho avuto ancora il modo di parlargliene ma credo, a voi posso dirvelo, di essermi affezionato a lui. Lo so che ci si affeziona anche agli animali ma io in questo caso sto parlando di una persona e quindi vi posso dire che affezionarmi ad una persona è molto più complesso che ad un cane. Grazie a R. perché mi ha di fatto regalato, io me lo sono premo, una visione tridimensionale che mi mancava. Mi piacerebbe che restasse nella mia vita, in che modo non lo so e non mi interessa ad oggi, ma so che non può essere una decisione presa a posteriori e quindi mi tocca vedere e credere in un futuro. Se A. è stato il dolore cristallino con R. di dolore non ne posso parlare e quindi a te va veramente un grazie pieno e tondo.

Grazie alla mia famiglia, quella naturale, perché da loro provengo e da loro attingo l'energie vitali per combattere giorno per giorno. Citazione preferita: "Questa è la mia famiglia, L'ho trovata per conto mio. E' piccola e disastrata ma bella. Si, davvero bella."

L'ultimo grazie lo devo a me. Perché finalmente ho fatto cadere il muro.

Dopo i sentiti, e prolissi, grazie è giunto il momento di chiedervi scusa. Mi dispiace se sono stato manchevole in qualcosa, se vi ho dato la sensazione di essere distante, arrabbiato, acido, scostante ecc. Mi spiace perché io vorrei potervi solo dare la parte migliore di me,, ma ho scoperto che non è possibile. Vi tocca prendere, fino a quando lo vorrete, il bene e il male che c'è dentro questo gnomin. Vi chiedo però di essere i più franchi possibile con me perché vorrei che il nostro rapporto si basasse sulla completa e schietta verità. La verità se detta con garbo e non infiocchettata fa meno male di un silenzio.

Ricorderò quest'anno per svariati motivi ma devo essere onesto intellettualmente e dire che il motivo principale per cui lo ricorderò è perché è stato il periodo più bello della mia vita;

- l'anno delle molteplici emozioni;
- l'anno delle conferme e delle scoperte
- l'anno delle notti in bianco;
- l'anno delle passeggiate a villa Pamphili, all'alba, sperando che i pensieri si schiarissero
- l'anno delle interminabili camminate con il solo obiettivo di stancare le gambe e i pensieri
- l'anno dei snghiozzi;
- l'anno del "si è chiuso il capito della Kuore di Roma";
- l'anno dove ho conosciuto nuove persone e dove le persone più care sono rimaste vicino a me
- l'anno del sentirsi leggero;
- l'anno del dolore e della presa di coscienza che di questa sofferenza non si muore;
- l'anno del lavoro su se stessi;
- l'anno del sentirsi felice così come sono;
- l'anno dell'avere la sensazione di camminare venti centimetri da terra;
- l'anno del non capirci più niente;
- l'anno del -18kg;
- l'anno di Londra dove ho trovato amici e la pace;
- l'anno dell'attivismo LGBT;
- l'anno delle cene e delle uscite con voi;
- l'anno dei concerti;
- l'anno del "riscriviamoci ad un master";
- l'anno di sentirsi finalmente adulto;
- l'anno del osservo il cellulare nella speranza di una messaggio:
- l'anno dello yoga;
- l'anno dei coming out - Ho finito!;
- l'anno di parlare di me e solo di me come non ho mai fatto in vita mia;
- l'anno del donare il sangue.

L'anno di tantissime altre cose, immagini, ricordi, canzoni, letture... un anno realmente pieno di emozioni, belle e brutte, che lo ha reso tridimensionale!

Vi auguro un buono Natale e un nuovo anno pieno zeppo di emozioni e... possiamo camminare assieme anche per il 2017?

Canzone dell'anno: Kings of Leon - Walls

21 dicembre 2016

Pensieri post Marocco

Ci siamo allontanati qualche giorno dalla solita vita andando fino in Marocco, precisamente a Marracash, per concedersi un piccolo regalo e una pausa dai pensieri. 
Ovviamente i pensieri, come ben sapete pure voi, hanno questa brutta abitudine di seguirti sempre e ovunque ma il fatto di essermi calato in una nuova realtà per qualche giorno mi ha fatto bene. Mi sono riposato, rilassato, ho dormito e riflettuto il giusto.
Le considerazioni sul viaggio sono ottime, bei posti e bella compagnia. Le foto e i ricordi mi rimarranno per far si che ogni tanto io mi posso rifugiare in quei pensieri e essere sereno. 
Una delle poche considerazioni che devo fare è sul fatto di non essermi sentito libero di essere quello che sono. Era da anni che non mi succedeva una cosa del genere.. non essere libero di potermi esprimere, se ne avessi avuta voglia, nella forma e nel modo in cui io mi sento. In questo ringrazio il creatore di avermi fatto nascere in Italia un paese, che per quanto complicato, da la possibilità a chiunque di essere quello che si è.

Io sono un essere complesso, un uomo, un po' bassetto, con la testa grande e il cuore strambo; sono gay, mi piace essere quello che sono. Mi piace essere in grado di amare a 360 gradi, mi piace la mia tolleranza, il mio essere femminista e rivendicare i diritti di tutti. Mi piace essere un polemista convinto. In Marocco ho avuto la sensazione di non poter essere Gay, di dovermi occultare, ed è stato orrendo. Non che io volessi andare a rimorchiare in giro, sia chiaro, anche perché i miei due cari compagni di viaggio, etero convinto, non avrebbero apprezzato... Ma il solo fatto di immaginare che un ipotetico Io in un contesto simile non avrei potuto essere libero mi ha messo tristezza.

Per quanto riguarda R. penso che la cosa, haimè, debba volgere inevitabilmente ad un punto di svolta: sentendo e leggendo le mie sensazioni vi posso pre-anunciare che non saranno a lieto fine. Percepisco che quello che voglio io non è quello ciò che vuole lui.

Ma cosa voglio io?
Questa è una domanda complessa perché dentro ha, probabilmente, un mondo. Posso provare a rispondere che quello che vorrei in questo momento è qualcuno che mi donasse amore. Come provare a spiegare questa considerazione in una maniera più lucida possibile.. tralasciando le mie aspettative e i miei desideri. Vorrei che la persona con cui mi frequento avesse verso di me un atteggiamento privilegiato ed esclusivo. Non sto parlando di fedeltà cieca e bieca, anche perché in questo periodo della vita vedo il tradimento fisico come un mero atto di svuotamento di palle che probabilmente mi ferirebbe di meno di un tradimento di mente. 
Vorrei una persona che mi facesse sentire unico; che mi facesse sentire che io sono stato una scelta ponderata.. un volere me e nessun altro. Ad oggi questo con R. non c'è. Ci sono dell'incontri fugaci, degli scambi di emozioni e sensazioni ma niente di più. Siamo, probabilmente, due scopamici, due persone che si annusano. Vivo questa situazione con un leggero fondo di insoddisfazione.
Mi piacerebbe sapere che c'è dall'altra parte della città una persona che è pronta, a volte, a scombussolare i suoi piani, a rivedere le sue priorità a cercarmi anche venti minuti al giorno per dire: "ci sto, eccomi. Avevo venti minuti e ho deciso di dedicarli a te". Mi piacerebbe sapere che c'è qualcuno che ha un battito di cuore accelerato ogni volta che veda sul display del cellulare il mio nome. 

E' chiedere tanto? E' aspettarsi sempre qualcosa di più di quello che in realtà abbiamo? Vorrei questo solo per appagare il mio desiderio di amore e di sentirmi voluto? 

Sto leggendo alcuni libri di yoga, sapete sono entrato un po' in fissa, e una delle tante cose che viene detta è di sapersi accontentare. Di non dover sempre cercare il di più delle cose, di saperle accettare così come sono e soprattutto di provarle a vedere da diverse angolazioni. Una situazione se letta sempre nella solita maniera può sembrarci assurda ma se lo sforzo di comprensione venisse impiegato per leggere la situazione da una diversa angolazione potremmo ricevere delle risposte positive. 
Calmare la mente, calmare i pensieri, distaccarsi dalle cose e dalle persone e lasciare per un attimo quella assurda convinzione che le cose ci appartengono. 
Tempo fa avevo detto che le persone sono come i cani: non si possono legare a noi perché comunque sia appena molliamo la presa quelle se vogliono scappare.. scappano. 

Altro suggerimento datomi dallo yoga è quello di prendere una decisione di un periodo di riflessione, dopo un lungo respiro, che aiuti la mente ad acquietarsi ed uscire da un vortice di pensieri non sani. Proverò a fare così e a distaccarmi dalle cose e vederle per quelle che sono rimanendo però consapevole di quello che voglio e cioé: sentirmi amato.


12 dicembre 2016

Quasi finito l'anno.

L'anno può finire qui con 19 giorni di anticipo, il perché è assolutamente molto facile: ho raggiungo molto di quello che mi ero prefissato e credo che non possa succedere più niente da qui al 31 dicembre. 

Detto ciò riprendo i buoni propositi che mi ero dato a settembre e facciamo il punto della situazione: 


- Amore;
- Lavoro;-
- Sciarpa fatta a maglia;
- Attivismo Lgbt;
- Argilla;
- 67 kg;
- Tattoo;
- Inglese;
- Studiare.



In rosso sono gli "obiettivi" centrati o almeno avviati. Sono stati tre mesi talmente intensi da avermi prosciugato la maggior parte delle energie e mi hanno anche molto stancati i pensieri. Oggi sono parecchio stanco ma sono soddisfatto ho lavorato tanto e, grazie al creatore, qualche risultato è stato ottenuto. 

Ad oggi non ho grandi propositi per il 2017 ma se dovessi indicarne qualcuno probabilmente riscriverei la lista di sopra con qualche modifica:

- Conferma che l'Amore esiste;
- Nuovo Lavoro;
- Yoga continuare su questa strada;
- Continuare con l'attivismo Lgbt;
- Continuare a studiare l'inglese;
- Seguire e apprendere il più possibile al master;
- Meditazione;
- Continuare a coltivare le mie passioni e affetti;
- Sorridere tanto.
- Smetterla di giudicarmi;
- Sentire tutte le emozioni.

Vorrei continuare a seguire la strada tracciata quet'anno, soprattutto negli ultimi mesi, e provare a vedere se riesco a modificare qualche mio atteggiamento di vita. Mi piacerebbe avere un filo diretto con la mia testa e la mia essenza, vorrei calmare i miei pensieri e vorrei essere meno severo e più paziente e disponibile con me stesso. 

Che inizi il 2017 io ti aspetto pronto a prendere e vivere tutte le emozioni che incontrerò per strada. 

30 novembre 2016

Pronto sono A. della Help Line, come ti posso aiutare?


Ci sono momenti, come la giornata odierna, dove mi sento incapace di sintetizzare e filtrare le conversazioni che ricevo. Percepisco che tutte le chiacchierate non riescono ad essere elaborate e metabolizzate ma rimangono nella pancia unendosi fra di loro e creando così un blocco, un macigno, che diviene pesante da portare. 

Bisognerebbe che diventassi capace a prendere al vole le informazioni che mi inviano, bloccarle con entrambe le mani e riporle in apposite scatole fuori dalla mia testa. Non posso comportarmi come un vespasiano che si fa utilizzare da qualsiasi persona senza troppa attenzione. 

Vorrei essere capace di spiegare le sensazioni che vivo in questi attimi perché sarebbe utile per me stesso, ci provo. 


Il primo pensiero che mi viene in mente è la stanchezza che inevitabilmente viene indotta da varianti esterne ed interne al discorso. Le varianti esterne, quindi che vengono al di fuori della conversazioni, sono dovuti al momento esteriore e quindi stanchezza, affaticamento dovuto dalla vita reale; le varianti interne sono il ripetersi costante di parole ed eventi che si rigenerano durante i mesi senza alterazioni e quindi provocano sensazioni di frustrazione e impotenza dal non poter aiutare la persona direttamente interessata. Frustrazione e impotenza anche dovute dal non saper cosa aggiungere a discorsi avvenuti ormai troppe volte. Un'altra sensazione è la rabbia di vedere una situazione incancrenita a tal punto da far stare male i soggetti interessati; provocatoriamente parlando mi verrebbe voglia di dire che è un atteggiamento da persone che non hanno problemi e che quindi se li fanno venire. Altra emozione, che nel sopracitato corollario non può mancare, è l'empatia sentimento cui il sottoscritto potrebbe dare lezioni magistrali al prossimo. L'empatia è devastante in queste circostanza perché ti porta a vivere le stesse montagne russe del tuo interlocutore. Insomma in questa marasma di eventi io a volte mi sento di prendere il timone della nave con il reale rischio di uno schianto. 

Al corso del Gay Center mi hanno provato ad insegnare proprio questo e cioé il sapersi centrare nelle situazioni cosi facendo il rischio di essere spostato dall'urto delle conversazioni altrui sia portato al minimo. A volte ciò mi è ancora molto difficile da attuare perché mi sento di ricevere talmente tante strattonate che ogni tanto un passi di assestamento mi tocca farlo. Devo anche aggiungere che probabilmente queste frustrazioni siano scaturite da una costruzione mentale che mi porta a pensare che io debba necessariamente trovare una chiave di lettura, quindi un aiuto tangibile, all'altra persona che mi sta parlando. Mi rendo conto di vivere come una frustrazione delle telefonate a cui io non riesco e non posso dare una mano. Questa frustrazione di impotenza fa leva su alcuni lati del mio carattere facendo cosi scoperchiare i vari vasi di pandora (ebbene si io ne ho tanti). 

Ora mentre scrivo tutto questo penso proprio che una soluzione possibile sia quello dell'ascoltare in maniera attiva la persona interessata partendo però due presupposti basilari e cioé:
1, Non sono io un portatore di saggezza e aiuto concreto.
2. Le persone mi chiamano per essere aiutate e non salvate. 
3. Uccidi la tua indole da crocerossina e da supereroe. Non sei Dio non devi salvare nessuno. 


Passo e chiudo  

28 novembre 2016

Vibra.



Sto cercando di applicare dei principi diversi al mio modo di approcciarmi al presente con l'obiettivo di scrollarmi di dosso dei retaggi che non fanno vivere il presente nel migliore dei modi. 
Sto provando ad applicare dei principi di yoga al mio abituale modo di vivere. Ho molta voglia di rallentare i miei ritmi, di vivere il presente con meno filtri. meno costruzioni imposte e auto-imposte e di liberare il cervello e il respiro da altrettanti catene. 

Vorrei provare con lo yoga perché trovo qualcosa di benevolo in quello che sto facendo e non perché mi senta un pazzo invasato. Ritengo che debba calmare il respiro, il cervello e il corpo e abbandonare alcune convinzioni che ho.

Mi sono un po' stancato di queste montagne russe emozionali e del silenzio imposto per non turbare i momenti esteriori. 

In merito a quello che ho scritto ieri penso sempre di voler esplicitare delle cose perché altrimenti covano dentro di me e soprattutto perché mi sono accorto, o meglio accetto questa sensazione, che io amo parlare e chiarire le cose. Questa mia paura atavica di veder una persona andar via se gli viene messa la cruda verità davanti agli occhi deve essere superata.

Ultima mia sensazione, poi mi metterò a lavorare, è che stia lavorando un filino troppo su me stesso e si siano innescati troppi perché  un motivo in più per utilizzare lo yoga come strumento di meditazione del presente e non di un passato da rimpiangere o un futuro da desiderare. 

27 novembre 2016

Lista della spesa

Cerchiamo di fermare alcuni pensieri altrimenti riesco di entrare in uno di quei vortici che non fanno altro che farmi pensare tutto il giorno:

1. Credo che sia arrivato il di parlarci, non tanto di cosa stiamo facendo o di dove vorremmo andare ma più che altro di un mio livello di ansia che a volte non riesco a gestire. Dovrei essere sincero al 100% perché cosi facendo mi libererei di un peso che altrimenti mi sento ogni volta addosso e che non mi fa sentire libero.

2. A volte mi vengono i dubbi se possa essere una "storia" che abbia un seguito e/o un futuro. Non vorrei darmi una risposta nell'immediato ma vorrei capire se la mia sensazione è dettata da una paura o da una piena consapevolezza di quello che voglio.

3. Quando sto con lui non ho dubbi appena mi allontano mi assalgono.

4. Ho iniziato il master e cazzo è un bel salto nel vuoto. Ho imbroccato la strada giusta?

18 novembre 2016

Discorsi fra pazzi 12 - Considerazioni varie



Sto di nuovo pensando troppo e questo è realmente un problema: vorrei realmente far scendere i pensieri dalla testa al ventre e da li essere capaci di agire senza star qui troppo a riflettere sul mondo, sul senso della vita e sul concetto impossibile da definire di bene e male. 

Mi sono iscritto al Master e la prossima settimana mi iscrivo anche al corso di inglese. Nuovi punti su cui costruire l'immediato futuro però, Santaenergiachemuoveilcosmo, quando è complesso rimanere in equilibrio in questo momento. 

Sempre rimanendo in tema di obiettivi fissati qualche mese fa da portare a termine entro dicembre devo farmi i complimenti perché ad oggi peso 65kg. Questo vuol dire che ho perso diciotto chili in sei mesi.

Ho ripreso in mano un libro di Tiziano Terzani che avrò letto dieci anni fa e lo sto rileggendo con l'essenza, il cuore, il cervello di oggi e devo dire che mi sta aprendo qualche interessante strada. 

Questi giorni di apparente silenzio servono anche a me per farmi delle domande e darmi delle risposte. A tal proposito vorrei andare in giro con un quadernetto e segnare domande, parole e sensazioni della giornata.. un modo per buttare nero su bianco, e nell'immediato, delle sensazioni,

Ultima considerazione riguarda lo yoga: mi sembra da farlo da una vita e di fare una cosa che io in realtà già conoscevo.. come se fosse stato qualcosa che avessi abbandonato e poi ripreso in un secondo momento. Se fossi stato un maestro di yoga in qualche vita passata?



Io: Sono sfiduciato, se così posso dire, da tutta questa situazione. 
Tu: Perché?
Io: Ho la costante sensazione di dove rincorrere sempre qualcosa e qualcuno. 
Tu: Sostieni che tu mi stia rincorrendo? 
Io: Lo sostengo con forza. Tu se uno dei motivi di questa mia perenne corsa. Correo nel disperato tentativo di acchiapparti. Non sono un maratoneta, non sono un corridore e non sono più un giovane fanciullo che vuole perdere tempo dietro alle persone. 
Tu: Cosa mi stai dicendo?
Io: Esattamente quello che ti ho detto, provo ad essere più chiaro perché è giusto che io lo sia: Ho la sensazione, che a tratti si trasforma in piena consapevolezza, che la nostra frequentazione, posso chiamarla così?, sia in realtà una maratona. Io che inseguo te che corri più forte di me. Il perché tu stia sfuggendo ovviamente lo ignoro. Mi sono fatto delle ipotesi ma ovviamente sono messe a fuoco dal mio cervello e dalle mie esperienze quindi probabilmente non sono attendibili. 
Tu: Io fuggo? Da cosa dovrei fuggire?
Io: Bella domanda a cui dovresti essere te a rispondere ovviamente non io. Ti posso solo restituire quello che io sto vivendo ed è questo che ti sto spiegando. Tu mi piaci, sei una persona complessa che mi intriga parecchio, sei esteticamente un bel vedere e credo che tu abbia qualcosa da raccontare e di questi tempi trovare una persona con tutti questi attributi non è poco. Non trascuriamo il fatto che mi piace baciarti: tutti punti a tuo favore. Ma nel momento in cui desidererei che il nostro "rapporto" possa fare un saltino in avanti tu corri e scappi via: questa è la mia sensazione. Ho l'idea che nonostante tutto il nostro sia un rapporto superficiale e credimi non mi piace questa cosa. Se qualora ti facessi già delle domande nella tua testa ti do subito delle risposte in merito. No, non voglio sposarti, ne avere figli con te e nemmeno legarti con delle catene. Ti sto solo dicendo che vorrei capire se siamo destinate a essere "scopa amici" o "altro". Che termine brutto "scopa amici" almeno per il sottoscritto. Ora perché fuggi?
Tu: In pratica vorresti che in pochi minuti ti spiegassi la mia intera vita così da poterti fare capire chi sono io?
Io: Se ti bastano pochi minuti.. accomodati. Puoi anche non dirmi niente, non sei obbligato, ritengo solo giusto e importante parlare con le persone. Come ritengo che sia giusta da parte mia farmi una serie di domande come ad esempio: "per quanto tu mi possa interessare sono disponibile io a sacrificare quello che ritengo importante in un rapporto". 
Tu: Cosa ritieni importante in un rapporto?
Io: la presenza fisica e mentale, una presenza che non sia perpetua ma sia presente nell'aria. Sempre. Posso anche non sentirti per tre giorni, posso anche non vederti per tre giorni ma devo avere la certezza che la mia presenza è stata li con te e la tua qui con mio. Non sento questo non ora. Ci vediamo, parliamo, ridiamo e finiamo inevitabilmente a letto assieme e poi.. Poi sembra finire tutto li per poi iniziare nuovamente la volta successiva. Ho la sensazione che non abbia continuità tutto questo. 
Tu: Forse è il caso che io vada. 
Io: Si forse è il caso che tu vada. Se deciderai di camminare e smettere di corre sai dove trovarmi. Buona vita.

15 novembre 2016

Sovrastrutture

A volte mi viene da pensare di aver creato eccessive sovrastrutture nella mia vita (o testa) e che di conseguenza in alcuni periodi devo fare i conti con questi innumerevoli piani e trovare una via d'uscita possibile.

Mi andrebbe anche di essere in grado di ripiegare e/o di mollare i pensieri e lasciare che il corpo si muova senza una riflessione costante. Sono giunto ad un buon punto di consapevolezza e ora devo destrutturare tutto per non rimanere in gabbiato in trappole mentali.

Tempo fa avevo scritto a zia C. Cercando di risolvere una situazione creatasi anni fa. Oggi ho ricevuto la convocazione per chiarire questa storia... il fatto è che in questo momento non ne ho più voglia ma so che ormai devo affrontare la questione.

Con R. In alcuni casi succede la stessa cosa. Vorrei vivere con leggerezza tutto ma invece mi accorgo di fare il contrario e di muovermi come un elefante in un negozio di cristalli.

Devo lasciarmi andare consapevole di poter sbagliare e che se qualora dovesse succedere non sarebbe la fine del mondo. In fin dei conti non posso prevedere e razionalizzare tutto. Vivi senza troppi ma né se.

10 novembre 2016

Compiti di Rob

Probabilmente avrò scritto che l'unico oroscopo che seguo regolarmente è quello che esce ogni giovedì mattina sull'internazionale e a cura di Rob Brezsny. Questa settimana il compito per tutti e di: "Confronta la persona che sei oggi con quella che eri due anni fa e trova tre differenze importanti."

Ebbene voglio trovare queste tre differenze importanti:

  • La prima grande differenze è sicuramente data dalla consapevolezza di essere qualcosa e non di essere altro. Ho finalmente delineato il mio carattere, personalità e pensiero contrapponendo quello che sono, quello che vorrei essere e quello che non vorrei mai essere. Sono riuscito a volermi bene per quel che sono senza cercare sempre altro. 
  • La seconda grande differenze è l'amore intenso nel senso più lato possibile. Due anni fa non ci credevo oggi ho qualche certezza in più. Oggi sono molto diverso dall'Alessandro cinico di due anni fa. Mi permetto di sognare. 
  • La terza è ultima differenze è l'ostinazione di voler e saper di poter fare quello che mi metto in testa. 
Queste sento che siano le tre grandi differenze rispetto l'Alessandro del passato: mi rendo conto di essere più consapevole di me e questo ha portato un cambiamento netto in tanti, tantissimi aspetti della mai vita... ostinato e capoccione verso l'amore. 


9 novembre 2016

"Tu ricerchi troppo la perfezione"


C'è qualcosa di peggiore che una freccia lanciata a tutta velocità nell'unica fessura che la tua corazza possiede? C'è qualcosa di peggiore che una freccia che entra in quel pertugio e affonda nella carne fino ad arrivare all'essenza del tuo essere? 
C'è qualcosa di peggiore che sentire una verità nuda e cruda e sentire in quel preciso momento che l'armatura che hai addosso crolla al suolo? 

"Tu ricerchi troppo la perfezione" 

Non potevano arrivare più dirette e taglienti queste parole e se fossero state pronunciate in un altro momento e da un'altra persona probabilmente non avrebbero colpito così a fondo. 

"Tu ricerchi troppo la perfezione" 

Ammetto che questa freccia mi abbia colpito nell'essenza perché è assolutamente la verità. Una verità cruda e nuda che mi è stata lanciata e al quale non ho avuto la forza di reagire. Cosa dovrei aggiungere a questa frase se non una semplice esclamazione: "Si è vero". 

"Tu ricerchi troppo la perfezione" 

E' vero che io cerco la perfezione perché credo che sia l'ultimo baluardo che ho per nascondermi dietro qualcosa e proteggermi dal mondo. Mi sento un Re nudo il quale si è appena accorto che il suo "popolo" non lo vede più vestito. Mi sento come essere stato tirato fuori dal mio nascondiglio e messo in mezzo alla piazza alla mercé di tutti. Questo è l'ultimo, o spero che sia l'ultimo, brandello di omofobia interiorizzata su cui devo lavorare. 

"Tu ricerchi troppo la perfezione" 

Smettere di ricercare la perfezione perché non ne ho bisogno. Non ho bisogno di dimostrare agli altri che io sono la persona una persona perfetta al quale difficilmente si può dire qualcosa e soprattutto smettere di pensare di voler essere perfetto per non procurare preoccupazioni al prossimo. Perché parlo di omofobia interiorizzata? Perché ritengo che questa mia ricerca della perfezione sia dovuta al fatto di non aver pensato per una vita al mio essere gay come un motivo di scherno e di accusa e quindi il fatto di essere perfetto, o almeno rasentare la perfezione, sarebbe stata una scusa almeno valida. Sai sono gay ma sono anche perfetto... hai visto che persona meravigliosa sono come fai a focalizzarti su quel neo quando qui hai una meraviglia davanti a te. 


 "Tu ricerchi troppo la perfezione" 

8 novembre 2016

Perfezione

Oggi è un altro di quei giorni della mia vita che avrei disperata voglia di urlare in faccia a qualcuno la seguente fra; "Reggimi, ora non ho le forze". In questo momento mi andrebbe di lasciarmi cadere su qualcuno e farmi reggere da lui/lei. Oggi non ho le forze mentali di prendere delle decisioni sensate. 
Cosa ha aperto le porte a queste emozioni? Credo che sia stata una frase detta dall'insegnante di yoga ieri sera delle semplici parole che hanno squarciato il muro: "tu cerchi troppo la perfezione". SBEM.. schiaffo in pieno viso, inaspettato e veritiero. Sono alla disperata ricerca della perfezione e del posto nel mondo dove posso stare e dire; "guardatemi sono Retto, Austero, e Solido. Io non sbaglio, io posso essere quel bastone per tutti voi". A volte invece la realtà mi crolla a dosso e mi accorgo di non voler essere sempre questo ma... Sarà vittimismo ma a volte mi sento un nano che combatte contro i giganti. 

Parlo di nuovo a te Alessandro: quelle che in questo preciso momento stai vivendo sono emozioni e non dovresti contrastarle ma viverle. 

7 novembre 2016

E cade la pioggia

Era da mesi che non mi sentivo così... madre mia è proprio il mese del rinculo.
Ho solo tanta voglia di piangere.. solo questo.

Parole del mese:
- destrutturare; 
- rinculo; 
- resilienza.


Voglio chiudere questa giornata con il sonno.

4 novembre 2016

Qui c'è bisogno di una donna

Come al solito siamo di fronte a delle scelte da fare. Non avevo dubbi che nel sentiero della vita avrei dovuto fermarmi a qualche altro incrocio per decidere la direzione da prendere. Prendere la decisione apparentemente giusta cercando di mantenere il sangue tiepido e imboccare la strada migliore. Non voglio avere altri rimpianti nella vita e non vorrei piu dovermi fermare e osservare indietro e avere quel gusto di amaro in bocca: "se avessi fatto questo e non quello". 

Ebbene è questione di decidere e di muoversi sempre e solo verso una direzione che sia proiettata in avanti.

I buoni propositi che mi ero dato da qui fino a dicembre iniziano o a dare i propri frutti o a venire al pettine. I nodi vanno sciolti: ora.

Inglese, contabilità e master devono essere queste le direttive da seguire per quanto riguarda lo studio. C'è bisogno di investire su me stesso e tornare, quanto meno,  a farlo. Ora che finalmente mi sono tolto strati di grigiume devo spiccare il volo o almeno tentare un salto verso il futuro.

Amore. Sono settimane complesse nel senso buono del termine perché di pensieri da analizzare né ho ricevuti tanti. Se di A. Parlavo tato, forse troppo, di R. Ho un atteggiamento più riservato. Ma vorrei provare a mettere per iscritto qualche pensiero. Provo a scriverli come se fossero un flussdi coscienza: mi piace e mi piace in un senso ampio del termine; mi piace fisicamente e mentalmente. Mi piace baciarlo e stargli vicino mi rende felice stargli a fianco. Ad oggi io ki frequento con lui e mi va bene così e sto cercando di vivere un rapporto con estrema calma. Quado sto con lui ho molte certezze quado siamo lontani il suo rispondere a mozzichi e bocconi a volte mi destabilizza. Noj voglio nemmeno parlare tanto dell'ipotesi dello schianto per vari motivi: 1 nn vedo questo schianto così possibile; 2 questa volta credo di saperlo gestire meglio anche perché ho capito che il dolore serve e quindi se dovesse arrivare me lo saprò gestire.

Attivismo lgbt. Che gran cosa che ho deciso di fare. Mi serviva proprio quello scatto mentale che mi facesse essere sereno. Ho conosciuto tante persone, molto diverse fra di loro, ma posso dire di essere molto contento soprattutto perché ho smantellato una serie di preconcetti e di omofobia interiorizzata che mi faceva stare male.

Il peso. Non mi sono più pesato da circa due mesi quindi non so come stia andando e se abbia raggiunto i 67kg. Le persone continuano a dirmi che sono dimagrito. Probabilmente è anche grazie a yoga che come ho gia detto in passato è delle cose più azzeccate degli ultimi tempi. Mi sento proprio portato per lo yoga, mi rilassa e mi fa bene al corpo e alla mente. Mi accorgo di piacermi.. quando mi guardo allo specchio mi piaccio e ragazzi miei non credo che ci sia niente di più importante nella vita che amarsi. Io oggi mi amo.

Gli altri buoni propositi sono cose meno importanti ma il tatuaggio vorrei ancora farmelo.

Sono in pulman direzione treviso e sto ascoltando una canzone che mi ha messo addosso felicità/malinconia.

"Vieni a cambiarmi la vita.
Vieni a cambiemela tu
Così posso finalmente
Seppellire la pioggia
E fare tutto quello che ho sempre fatto
Ora anche con te"
Vieni a cambiare la mia vita thegiornalisti

2 novembre 2016

Dialoghi fra pazzi 11

Al banco carne di un anonimo supermercato...

Io: « Mi ricordo perfettamente l'emozione che ho provato quella sera di tanti anni fa, in quel giorno anonimo e in quell'anno strano che fu il 1985, E' uno di quei ricordo che non si è più staccato dalla mia testa e si è impresso come un marchio a fuoco nella mia vita. Ora che ci rifletto di nuovo potrebbe essere stato realmente un marchio a fuoco, una timbratura, un simbolo che mi ha cambiato tanto in quell'attimo come in tutto il mio futuro. Ricordo nitidamente quell'emozione reale che provo a dormire abbracciato a lui. Sai, io ho sempre pensato di detestare di dormire con un'altra persona perché la trovato una maniera scomoda di vivere un momento di esclusivo rilassamento. Il mio spazio veniva violato da altri proprio quando avevo necessariamente bisogno di silenzio. Quella volta invece la cosa andò diversamente... quella ricerca clandestina sotto le lenzuola. Quella ricerca di gambe, mani, petto e altri miliardi di parte del corpo. Non pensavo che un corpo si potesse utilizzare in tante maniere, sai? Eh invece quella sera ho ricevuto un'altra lezione dalla vita. Come non smetterò mai di dire; mai dire mai nella vita. Ebbene quelle mani, quelle braccia, quelle gambe che si incastravano e scastravano mi hanno marchiato. Ah e non dimentichiamoci del respiro quello è stata un'altra cosa pazzesca di quella sera.. il respirare... un atto assolutamente scontato nella nostra vita in quell'attimo e in quel frangente è stata la colonna sonora più bella che io abbia mai sentito; un suono che di ritmico non aveva più niente ma aveva, almeno per me, ma era di un armonico. Mi ci perderei ancora se potessi. 
Ovvio che l'altro aspetto da non dimenticare è l'olfatto. In quel momento è come se il corpo si fosse svegliato da un torpore o da una glaciazione e avesse iniziato a risvegliarsi. Quell'odore di persona viva tra le tue braccia, quell'odore di casa nelle mie narici, quell'odore di vita. A volte pagherei oro per risentire quegli odori. Sai, si dice che l'odore è una delle cose che più di tutte rimettono in moto i pensieri e i ricordi: l'odore è immediato. 
Non ero in un letto ero in un concerto dove ogni parte del mio corpo ha vibrato all'unisono un inno alla vita e quella melodia era dedicata a lui. Una ballata che è iniziata lentamente ed è cresciuta di intensità fino a rallentare nuovamente e spegnersi del tutto. Ci siamo addormentati alla fine stretti in un abbraccio che ha smesso di essere un insieme di due corpi per diventare qualcosa di unico e indivisibile. 
Non l'ho più visto.. è dal 1985 che lo ricerco di ogni viso che incontro e oggi lei me lo ha fatto ricordare. »
Tu: « Scusi è tutto molto interessante ma io devo lavorare. Mi direbbe di cosa a bisogno? » 
Io: « Ah si scusi mi sono fatto prendere la mano.. mi dia quelle salsicce li. Grazie »

29 ottobre 2016

Manette e libertà


"Pensiero stupendo Nasce un poco strisciando Si potrebbe trattare di bisogno d'amore Meglio non dire"

Ho un'immagine fissa nella mia testa in questi giorni ed fatta di due persone che si abbracciano racchiuse in una stratta cosi forte da non far passare l'aria tra i due corpi. Ho questa immagine fissa negli occhi, ferma nella mente e talmente vivida da sentirla sulla palle. Ho un'immagine fissa nella testa di due corpi che emanano calore. 

Ho un immagine fissa nella mia testa in questi giorni ed è fatta di due mani che si stringono fra di loro ma non come due arti che si uniscono per un saluto formale. Queste mani si intrecciano tra di loro, le dite si incrociano e si legano e il caldo che emanano rimane ferma in mezzo tra i due palmi.

Ho un immagine fissa nella mia testa in questi giorni ed è fatta di due bocche che si cercano e che si trovano. Di una rincorsa e di una fuga. Di un trovarsi e di un unirsi. Ho un'immagine talmente reale che posso quasi sentire il respiro che da calmo diventa affannoso.. da ritmico diventa folle. 

Ho un immagine fissa nella mia testa in questi giorni che più la faccio rivivere e più mi sembra realtà. 

Ho tante immagini fisse nelle mia testa in questi giorni. Ho talmente tante immagine fisse nella mia corteccia celebrale che le vorrei scrivere tutte qui per sfilarle nella mia testa. Ma questa volta i pensieri non andrebbero sfilati per essere riposti in apposite scatole... vorrei che i miei pensieri fossero come dei nastri di ginnastica artistica e che fluttuassero in aria da una parte all'altra. 

Lentamente vanno via anche i rimpianti, assieme alla irrequietezza, all'ansia e tante altre sensazioni. Lentamente stanno andando via tutti... rimango io nudo, fermo, immobile, nel bel mezzo della stanza davanti ad uno specchio a contemplare per la prima volta quello che realmente sono. Via drappi, via maschere e via ogni qualsiasi tipo di filtro. 

Rimasto da solo posso finalmente allungare la mano quasi per sfiorare lo specchio ed è proprio in quell'esatto attimo che mi rendo conto che non ho più rabbia, più rancore e rammarico... sono sereno. Sereno di essere consapevole nel presente (ruba da yoga), consapevole di dover camminare a testa alta per la strada e di assumere una postura meno gobba e più da guerriero. 

Ho lottato per anni contro delle gabbie, dei lacci, delle manette che la mia mente aveva costruito. Ho lottato, mi sono ferito, ho pianto, riso e gioito... ho i polsi che mi fanno male ma ora guardandoli posso vedere che non ci sono più manette a trattenermi. Sono libero.



26 ottobre 2016

Destrutturare


Tutto diventa ancora più gustoso quanto ti accorgi che non sei il solo ad aver avuto quei pensieri e capisci che quel sapore d'amaro non era solo nella tua bocca. Non è co-partecipazione del dolore è semplicemente comprendere che quel retrogusto amaro non è solo nella tua bocca. 

Sono sereno perché mi sono centrato e ho saputo mantenere fermi i capisaldi della mia vita. Mi sono trovato senza dover mettere sotto sopra l'intero cervello. E' stato un processo lento ma ad oggi sono qui, nel presente, che sorrido.

Che sia chiaro, lo scrivo per te Alessandro del futuro, non farti ingannare dalle mie parole perché questo non vuol dire che io non continui ad avere ansia, agitazione e altre emozioni positive/negative è solo che percepisco che di fondo ci sai pace.

Sta li e sopra quella provo, nel quotidiano, a costruire il mio presente/futuro. Sono abbastanza consapevole che arriverà un momento in cui questa pace verrà di nuovo messo in discussione perché non è uno status che si acquista e che rimane per la vita. E' un continuo lavoro su se stessi e di rimando sugli altri. 

 Vorrei che novembre si aprisse all'insegna della destrutturazione. cioé: 

"L’azione, l’opera tesa a destrutturare qualche cosa, anche come abbandono di una certa struttura al fine di procedere a una ristrutturazione su nuove basi.

Dopo aver preso coscienza di tante cose bisogna ristrutturare, o ripensare, la propria esistenza su nuovi parametri. Della serie; "Non si smette mai di lavorare su se stessi".

18 ottobre 2016

Anno con il botto


Che anno!

Un 2016 da ricordare, da segnare e da incorniciare. Se vi state domandando il perché la risposta è semplice ed è questa: nel 2016 a cavallo dei trenta con i trentuno anni sono finalmente riuscito a trovare la pace.

No, non è la pace che immaginate voi o almeno non è solo quella; non è la pace fatta da un lavoro, una relazione stabile, un famiglia solida e amici. E' una pace fatta pienamente di consapevolezza. Una consapevolezza tonda, sferica e tridimensionale. Finalmente, posso dirlo sorridendo, ho preso coscienza di quello che sono e ne sono felice. 

Posso scrivere questo post con uno leggerezza d'essere che mi mancava da tanto tanto tanto tempo. Sono felice di essere imperfetto, felice di aver capito a 31 anni suonati che quello che sono non è un malus,

Non sono nato con un difetto, non sono nato con una situazione di infelicità e non sono nato con un handicap. Sono nato individuo, sono nato essere umano e come ogni essere umano sono padrone della mia felicità/tristezza. Ho impiegato la bellezza di trent'anni per capire questo e per accettarmi con tutti i miei pregi e miei difetti. Questo non vorrà dire che da domani avrò finalmente in mano le chiavi del Nirvana ma questo vuol dire che da ora posso camminare per strada con il petto in fuori, spalle larghe, testa alta e sguardo fiero.

So chi sono e so cosa voglio. Voglio una felicità che sia concreta e reale. So che questa felicità e concretezza non saranno sempre possibili ma ad oggi so che di reale ci sono io. Sono fatto di carne, ossa e di emozioni. Eh cazzo quante emozioni mi compongono. 

Bravo Alessandro. Te lo voglio dire un'altra volta perché di strada ne hai fatta e finalmente sei riuscito a dimostrare a te stesso che ti vuoi bene. Questa volta non per finta, questa volta non perché hai voluto dirtelo ad alta voce. Questa volta la felicità è tangibile è concreta

Ora, ti lascio sempre con un consiglio, lotta sempre per quello che vuoi. Ora che sei riuscito finalmente a togliere tutti quei paletti che ti eri imposto, ora che con un movimento brusco della mano e del braccio hai rovesciato per terra tutti quei concetti e preconcetti puoi finalmente vivere. MaChisseneFrega che tu abbia impiegato trent'anni ad arrivare a questa consapevolezza. Hai preso le chiavi della tua essenza e le tieni in mano. Si consapevole che parte della tua felicità è una diretta conseguenza delle tue azioni. 

Bravo Alessandro, bravo perché finalmente hai fatto una serie di cose che il tuo vecchio Io non avrebbe mai fatto. Bravo perché ad oggi Yoga e il volontariato al Gay Center sono le scelte migliori. Bravo perché hai saputo lasciarti trascinare da A, e hai saputo sbattergli la porta in faccia per salvaguardare la tua persona. Bravo perché stai affrontando R. con una prospettiva diversa e cazzo non ti costa niente sognare che possa andare diversamente. 

Cosa prendo: le esperienze di tutti loro perché ogni tanto devo ricordarmi che il mio dolore non è esclusivo.
Cosa lascio: un peso, un macigno o una zavorra che mi portavo dietro con me. La lascio qui in mezzo perché non ne ho più bisogno. 

17 ottobre 2016

le etichette dei saponi

Quello che mi accorgo di fare negli ultimi mesi e di leggere ossessionatamente ogni cosa mi capiti per le mani indifferente che sa un libro, un shampoo, una rivista, una canzone o una pausa. Leggo tutto quello che mi capita per le mani con la speranza di trovare tra quelle righe una risposta univoca alle mie domande. Spero sempre di trovare delle parole ben scelte che mi facciamo riflettere ed esclamare: "Cazzo è proprio quello che pensavo". 

Ormai mi conosco e so che a volte i miei pensieri escono fuori dal cervello e iniziano a farsi spazio in tutto il corpo prendendone possesso. Oramai sono consapevole di avere quelle giornate dove i pensieri non riescono più ad essere arginati e controllati dentro la testa ma iniziano a correre producendo un frastuono enorme dentro e attorno a me. Grazie al Boss ormai mi conosco. 

In questo periodo sto parlando meno di quello che mi succede attorno a me, o almeno lo sto facendo di meno se paragoniamo i post di oggi a quelli di  A.. Credo che anche in questo abbia delle risposte, che così a naso credo siano anche giuste, sul perché o il per come mi comporto in questo modo. Ho riflettuto e sono dell'idea che il cervello umano tende a riprodurre gli schemi che già conosce o situazioni già vissute e la mia massa grigia in questo mezza giornata sta facendo appunto questo. Ha preso la situazione con A. la sua evoluzione e la sua devoluzione e la sta applicando alla storia con R.. Se con A. è andata così con R. non può che succedere una cosa simile: ecco la mia paura. 

Sempre rimanendo in tema di evoluzione vorrei compierei un ultimo passo, sto parlando di me stesso, per essere rotonadamente soddisfatto di quello che sono oggi e vorrei essere un filino più sicuro di me. Vorrei che questa insicurezza endemica e cronica mi lasciasse un po' in pace e che mi facesse vivere questi eventi con uno spirito meno portato al catastrofismo. 

R. è tornato a Roma e dopo una settimana forse ci rivedremo oggi o domani ma io vorrei che fosse ora qui solo per tre minuti solo per poterlo guardare negli occhi e capire che non è cambiato molto e che c'è sempre la stessa volontà di fare passi in avanti e non passi all'indietro. 

Continuerò a leggere ogni cosa perché sono convinto che da qualche parte qualcuno abbia scritto la frase giusta per me. 

13 ottobre 2016

Sentieri di montagna



La strada della vita è più simile ad un sentiero di montagna che ad una autostrada ed il motivo è molto semplice: i sentieri si biforcano, a volte sono tracciati alla perfezione altre volte invece sono quasi impercettibili, da un sentiero si può uscire e poi tornare e tutto questo non si può fare in una autostrada. 

Sono seduto in associazione e nella sedia a fianco alla mia ci sono i miei pensieri e stranamente ci fissiamo senza dire tante parole ma io so perfettamente cosa vogliono da me e cosa vorrebbero dirmi. 

Questa volta i miei amici pensieri non si sono comportati in maniera confusionale, caotica e irrazionale come la volta precedente; questa volta la mente, il corpo, il cervello e il cuore hanno camminato assieme, forse tenendosi per mano, per questo sentiero che si chiama vita. Niente sterzate, niente pensieri assurdi, anche se ogni tanto qualche assurdità ha fatto visita, niente sussulti strani perché tutto è sembrato prendere una piega di naturalezza mai vista.

Probabilmente avrei voglia di scrivere tante cose di questi giorni ma invece li terrò per me e li racchiuderò in quello che è il mio cuore, scriverò solo questo pensiero: Ma come diamine ho fatto a pensare di poter vivere senza alcuni sentimenti ed emozioni? Come ho solamente potuto avere questo pensiero? 

L'unica certezza di questi giorni è che non ho mai preso una decisione migliore che cancellare A. dalla mia vita. Realmente credo che le minestre riscaldate non siano una buona cosa e, importante, dovrò ricordarmi che le mie sensazioni vanne seguite. 

L'altra notizia interessante della mai vita è che mi sono sognato a Yoga e che probabilmente è la cosa che mi ha gasato di più negli ultimi anni. 

11 ottobre 2016

Effettivamente non so niente

Avevi ragione mio caro Alessandro tu non sai niente... Ogni giorno di più te ne rendi conto.  
Ma ti devo dire bravo perché te lo meriti, quello che hai seminato nei mesi e anni passati comincia a dare i frutti.

I pensieri e di conseguenza le azioni cominciano a girare nel verso giusto. Bravo perché hai finalmente compreso che il passato smette di fare paura se realmente lo consideri passato. Il fulcro di tutto è volersi bene e soprattutto...


When the walls came down

8 ottobre 2016

Dialoghi fra pazzi 10 - Vedere il mondo al contrario


Io: « Buona notte. »
Tu: « Aspetta ti devo dire una cosa. »
Io: « Dimmi. »
Tu: « Io.. io.. realmente non so da dove iniziare. »
Io: « Inizia e basta. »
Tu: « Sai che non sono bravo con le parole. »
Io: « Lo so, forse è per questo che mi piaci. »
Tu: « Sai ho pensato... mi sento ridicolo. »
Io: « Qualsiasi cosa tu mi voglia dire non può essere ridicola.. però per piacere parla altrimenti mi viene l'ansia. »
Tu: « Dovrei iniziare nel ringraziarti. »
Io: « Ancora con questa storia? »
Tu: « No aspetta lasciami finire, per piacere, prova ad non interrompermi.  »
Io: « Okey scusami.. parla pure! E' solo che realmente non c'è bisogno di ringraziare ancora. »
Tu: « Ma come non ce né bisogno? Tu mi hai "salvato", mi hai teso la mano, mi hai tirato verso di te e hai avuto una pazienza da santo. Sai che io non credo in Dio, non ci credo più da molto tempo, però credo fortemente negli esseri umani e nella possibilità che dentro ognuno di noi ci sia un "santo". In te ho intravisto quella purezza, una genuinità e semplicità.. hai avuto una pazienza infinita quando l'unica cosa sensata che avresti dovuto fare era mandarmi a cagare. »
Io: « ..E perché mai avrei dovuto farlo? »
Tu: « Ma come perché? ho provato in tutte le maniere a sabotare te, me e noi. Ho avuto e ho una paura talmente fottuta che tutto questo possa prendere una piega di normalità mai vissuta che ho provato a gettare tutto alle ortiche. Tu invece hai incassato come i migliori pugili, hai resisti e anzi ogni volta che ti ho dato un colpo non hai reagito. Se torno indietro con la mente, con i ricordi, mi viene da piangere. Si mi viene da piangere perché sono stato uno stronzo e il pensiero, in questo momento, che per colpa del mio atteggiamento avrei potuto perderti... mi lascia senza fiato. »
Io: « Stai parlando di niente lo sai? »
Tu: « No no, sto parlando di noi, sto parlando di noi adesso. Sto cercando di dirti che proverò seriamente a cambiare alcuni lati del mio carattere, che lavorerò su me stesso per non essere il mio peggior nemico ma solo per essere un alleato prezioso per me e per te. Scusa per le risposte acide, scusa per le ripicche stupide, per le scenate gratuite, per i piatti rotti... scusami. Ho calcato la mano, ho forzato il tutto per vedere se tu realmente mi volessi bene. Ho un carattere di merda ma, ti giuro, posso cambiare.. anzi devo cambiare e lo devo fare per noi. Questo discorso deve essere l'inizio di qualcosa e la fine di altro. Ti ho fatto un regalo. »
Io: « Ma.. io.. un regalo? »
Tu: « Si. »
Io: « Non dovevi, perché? »
Tu: « No infatti non dovevo: volevo. Voglio andare a Lisbona con te e vederla attraverso i tuo occhi. Che sia il nostro spartiacque. Mi perdoni? »
Io: « Aspetta prima ti rispondo poi ti dico di Lisbona ok? Io non ho bisogno di perdonarti, o di sentirti chiedere scusa questo concetto devi capirlo bene, ok? Ho estremamente bisogno di sentire che tu hai compreso quello che hai fatto, quello si, ma devi volerlo comprendere per te perché, come hai giustamente detto, non puoi essere un tuo nemico. Ti distruggerai se continui così e invece divi amarti, come ti amo io. Ovvio che ti amo e non ti amo solo perché sei un belloccio niente male, perché hai un'ironia tagliente, un livello di cultura nettamente superiori alla media nazionale e una capacità di relazionarti non male.. io ti amo per ogni tuo maledetto e sgradevole difetto perché tutti quei difetti e pregi, ovviamente, fanno di te la persona che sei. Fanno di te un essere unico e meraviglioso. Certo meraviglioso per Me ma ti assicuro che ora e in questo momento della mia vita non vorrei altro a fianco che non sia la tua persona. Ti amo perché ogni giorni dimostri di essere umile e imperfetto. Ti amo perché hai provato in ogni modo a rendere la tua e la mia vita impossibile e ti amo perché alla fine hai capitolato e ti trovi nel mio letto, sotto le mie coperte e se mezzo nudo e non hai più nessuna arma per ferirti, Quindi ti prego parlami sempre, chiariamo ogni volta che ne sentiremo bisogno alcuni aspetti della nostra vita ma non chiedermi più di perdonarti per come sei. Se ora sei qui con me è perché ti ho voluto. Chiaro? »
Tu: « [...] »
Io: « non piangere e grazie per Lisbona non potevi farmi regalo più bello. »
Tu: « Ti amo. »



Cerchiamo di girare i problemi e di non bloccarci nell'impossibilità e nella complessità della soluzione ma di leggere il tutto attraverso ciò che di intrinsecamente positivo c'è. Non voglio aggiungere altro. Aspettiamo domani. 

30 settembre 2016

Il salto...


Mi affaccio verso l'ignoto come se fossi sul ciglio di uno strapiombo in montagna. Davanti a me ho l'infinito; quell'immenso insieme di distesa di terre, rocce, piante e acqua. L'ignoto con tutto quello che di bello e di brutto può avere ed io sono qui oggi sul ciglio di questo burrone con la consapevolezza che entro questa sera dovrò fare un salto e.. lanciarmi

Avrò paura, avrò le braccia e le gambe che mi tremeranno, il cuore in sussulto ma avrò la consapevolezza che andare avanti è l'unica cosa giusta da fare. Sarà un salto nel futuro, sarà un salto che mi farò lasciare alla spalle il conosciuto e il sicuro. Da domani si inizia, parzialmente, una nuova vita dove il lavoro, questo lavoro, non fa più parte del presente e del quotidiano. 

La promessa che devo farmi e che, ovviamente, devo mantenere e di sfruttare questi giorni con positività e dovrò cercare di non lasciarmi affogare dall'ansia, dalla malinconia e dalla paura. 

Tempo fa avevo fatto una sorta di lista di buoni propositi da portare avanti entro il 31 dicembre vediamo un po' a che punto stiamo.


- Amore;
Ho calmato l'essenza, ho quietato il cuore e ho fatto ragionare il cervello. A. definitivamente cancellato dopo l'ultimo atto di gratuita scortesia. 

- Lavoro;
Da oggi finisco qui e da domani mi getto alla ricerca. 

- Sciarpa fatta a maglia;
Ho iniziato ad imparare ma poi mi sono arenato. Devo riprendere il filo della matassa. 

- Attivismo Lgbt;
Ho appuntamento per il 10 di ottobre per capire come e in che modo essere utile. 

- Argilla;
Non pervenuta.

- 67 kg;
Non mi sono più pesato. 

- Tatoo;
Rimandato ancora.. dovrebbe essere a novembre. 

- Inglese;
Da domani.

- Studiare.

Da domani.

29 settembre 2016

Fare in culo


"Mi accorgo sempre si più che le persone non assomigliano alle parole che dicono ma alla merda che cagano." Cit. MeStesso

Stiamo sempre girando attorno allo stesso punto: le parole sono liberate senza riflettere. Io, vicino a me, voglio solo persone che sanno ragionare, empatizzare e che abbiano una minima sensibilità. Chi non rispecchia questi canoni più banalmente accomodarsi a fare in culo. 


Vaffanculo. 

28 settembre 2016

23 settembre 2016

Solchi


Avevo voglia di scrivere questa mattina mi era venuta una esigenza impellente mentre ero sul bus ma poi.. poi ho sentito la nuova canzone dei Kings Of Leon. 

Sono le solite pugnalate che mi arrivano allo stomaco. A tratti penso che dovrei smetterla di ascoltare la musica e che potrebbe nuocermi molto, ma molto, alla salute. Nuove al mio umore e al mio andamento della giornata: nuoce. 

Ma non ne posso fare a meno. Non posso fare a meno di ascoltare la musica, farmi cullare dalle parole e delle melodie. Amo le parole perché do a loro un'importanza strategica, Noi, come individui, siamo il frutto delle azioni e delle parole che diciamo e facciamo.

Siamo una costellazione di parole, siamo formati da acqua e parole. Le parole ci formano e siamo noi a forgiare le parole. Sono strumenti che abbiamo per relazionarci con il mondo ma in nessun caso sono scelte a caso. Non credo alle persone che parlano tanto per parlare. Le parole hanno un peso, forse non per loro, un peso specifico e soprattutto hanno un peso per me. Siamo parole, emozioni e azioni. 

Non possiamo essere solo azioni, non possiamo essere solo emozioni, non possiamo essere solo parole. Siamo un'insieme complesso di cose. 

Traccio di continuo solchi e linee immaginarie. Cerco di formare la mia persona che nonostante i miei 31 anni ha bisogno di continui aggiustamenti e di migliorie. Avrei voglia di scrivere, forse ne avevo di più quando ero sopra il bus, di cose che non hanno senso. Di flussi di pensieri, parole ed emozioni. 

Devo fare di più, un pochino di più, di quello che faccio ora. Devo essere un pochino più concreto, più pratico, più studioso. Devo solo spingere un filino di più sul lato della concretezza e scendere da quella nuvoletta da cui ogni tanto guardo il mondo. Nel mondo bisogna lasciare dei solchi. 

20 settembre 2016

ridere di se stessi



Ultimo consiglio te lo voglio dare mio Caro Alessandro soprattutto devo dirtelo prima che la tua mente mi faccia tacere di nuovo. Succederà nuovamente che il tuo lato drammatico prenda possesso del Tuo, nostro, cervello e lo affoghi con la sua tristezza. Ma io voglio darti un consiglio ora quando la tua mente è lucida e le nubi del pessimismo si sono allontanate. 

Alzati in piedi, alza quella testa, raddrizza le spalle e prenditi quello che vuoi. Non aspettare che le cose ti piovano addosso o che ti siano lanciate come oggetti impazziti. La vita nel reale funziona diversamente. Te le devi prendere le cose, le devi andare a prendere perché l'unica certezza che si ha nel non farlo e che sicuramente quelle non verranno da te. Non sei Maometto e le montagne non si spostato. Alza il culo e spostati te. 

Inutile che ti dica che non tutto quello che vuoi lo otterrai perché ci saranno volte che non ti sarà possibile per una serie infinita di variabili. Ma vorrei che fossi cosciente che sei l'unico padrone delle tue azioni. Non deprimerti se le cose non girano subito come vuoi te, per fare le cose ci vuole tempo. Per fare un figlio ci vuole tempo, per far crescere una pianta di vuole tempo, per far crescere un amore ci vuole tempo. 

Tu il tempo che hai lo devi solo saperlo gestire e non farti gestire da lui. Devi essere un attore principale nella tua commedia non un teatrante qualsiasi diretto da un regista che si fa chiamare "destino". 


Le cose non sono andate come volevi o non vanno come volevi... mi andrebbe di riderti in faccia.

19 settembre 2016

Tra me e me


Parlo di nuovo con te, Alessandro del presente, perché dobbiamo fermarci qualche ora, qualche giorno, o qualche settimana. Bisogna fermarsi e riflettere ma bisogna farlo seriamente, riprendi ogni tuo pensiero, una tua sensazione e osservala e cerca di capirla. Ti prego capiscila e cerca di perdonarti perché non puoi continuare ad essere così severo.

Ebbene si, sei terribilmente severo con te stesso. Sei impettito, rigido e severo. Lascia quella mente galoppare dove vuole e con chi vuole. Lascia che i pensieri si intreccino e si sleghino senza dare ogni volta giudizi così severe. Lo sai che sbagli come sbagliano anche gli altri? Sai, anche, che non sei perfetto? Si, sei di esserlo perché ogni volta ti sgridi e ti comporti come un bigotto. Mentalmente come un bigotto. Invece se ti concedessi il gusto di sbagliare e di dire "Cazzo che cantonata che ho preso, scusate tutti" non sarebbe la fine del mondo no?

Essere sempre cosi centrato sei sicuro che ti faccia bene? Sai mi andrebbe di dirti che la vita non è una linea retta da seguire alla perfezione. La vita è un zizzagare di cose e di persone. Salta, corri, inciampa, rialzati.

Severo da dar fastidio. Togliti quel cazzo di gesso mentale che ti sei imposto, Mettiti nudo davanti ad uno specchio e amati del tutto. Ci stai provando da una vita e non nego che ci sai quasi riuscito, che sei arrivato finalmente a non disprezzarti più. Ma dille queste cose, che ti credi che tu sia l'unico ad aver dovuto superare qualche blocco mentale. Viviti serenamente la vita, con tutti i suoi colori e anche la sua infinita gamma di grigi. 

Smettila di correre dietro una sensazione che ad oggi non possiedi. Smettila di correre dietro ad una chimera. Non ti sto dicendo che devi smettere di cercare ma smettila di farla diventare un'ossessione. Una sfrenata ossessione alla ricerca di una ipotetica felicità. 

Respira, respira e ricordati che nella vita di periodi cosi ce ne saranno e ogni volta non puoi cercare di razionalizzarli, ingessarli e andarci addosso di testa. Capisci anche che la tua testa si potrebbe rompere se continui a fare così. 

Amati un pochino di più, alza le braccia al cielo e scandisci bene queste parole: "Io sono cosi e voglio questo nella mia vita". Smettila di nasconderti dietro la paura di vedere le persone andare via perché tanto le persone se vogliono andare via.. beh vanno via. Quindi scrollati di dosso le parole e con questo non voglio suggerirti di non avere mai paura ma portale con te e non sopra le tue spalle. Si leggero anche quando hai paura, non ti farei appesantire da tutto. 

Scansa alcune cose non è detto che tutto quello che trovi per la strada sia solo un tuo pensiero. Distribuisci compiti e responsabilità e non continuare a pensare di essere il portatore del mondo.

Prenditi qualche giorno di pausa da te stesso fallo altrimenti impazzirai.  

16 settembre 2016

Mi sono rotto il cazzo

Mi sono rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo.

Si, ne ho le palle piene di me, del mio carattere e dell'ostinata convinzione di essere retto in ogni cosa che faccio.

Ho le palle piene della gente, dei discorsi autoreferenziali, delle convinzioni distorte, delle parole in libertà.
Mi sono rotto il cazzo della gente che apre bocca e da fiato.
Mi sono rotto il cazzo della gente che fa perdere tempo alle altre persone.
Mi sono rotto il cazzo di scegliere sempre la via più difficile. 
Mi sono rotto il cazzo di non avere la pappa pronta.
Mi sono rotto il cazzo di contare i soldi. 
Mi sono rotto il cazzo di pagare sempre il conto di tutto.
Mi sono rotto il cazzo di avere ste cazzo di spalle larghe. 
Mi sono rotto il cazzo di spalare la merda mia e la merda che la gente mi lancia.
Mi sono rotto il cazzo del capitalismo. 
Mi sono rotto il cazzo dei qualunquisti, dei razzisti, degli omofobi.
Mi sono rotto il cazzo delle religioni, della morale, della fede.
Mi sono rotto il cazzo della mia ostinata convinzione che tanto prima o poi il bene paga.
Mi sono rotto il cazzo del Karma. 
Mi sono rotto il cazzo del lavoro. 
Mi sono proprio rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo di crescere, di maturare, di invecchiare, 
Mi sono rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo di esserci sempre: Sempre. Per quante botte mi darai io ci sarò, per quante spalate di merda mi getterai contro io ci sarò. 
Mi sono rotto il cazzo di avere un etica, di essermi imposto delle regole. 
Mi sono rotto il cazzo di rispondere ai messaggi. 
Mi sono rotto il cazzo di essere empatico. 
Mi sono rotto il cazzo di scegliere il bene TUO prima del mio.
Mi sono rotto il cazzo del mondo che gira a cazzo di cane.
Mi sono rotto il cazzo di avere delle responsabilità.
Mi sono rotto il cazzo di una infinità di motivi.
Mi sono rotto il cazzo di incrociare solo persone che amano talmente tanto il loro ego da non accorgersi che non vivano su un'isola deserta.
Mi sono rotto il cazzo. 

Mi sono rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo.