Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

18 ottobre 2016

Anno con il botto


Che anno!

Un 2016 da ricordare, da segnare e da incorniciare. Se vi state domandando il perché la risposta è semplice ed è questa: nel 2016 a cavallo dei trenta con i trentuno anni sono finalmente riuscito a trovare la pace.

No, non è la pace che immaginate voi o almeno non è solo quella; non è la pace fatta da un lavoro, una relazione stabile, un famiglia solida e amici. E' una pace fatta pienamente di consapevolezza. Una consapevolezza tonda, sferica e tridimensionale. Finalmente, posso dirlo sorridendo, ho preso coscienza di quello che sono e ne sono felice. 

Posso scrivere questo post con uno leggerezza d'essere che mi mancava da tanto tanto tanto tempo. Sono felice di essere imperfetto, felice di aver capito a 31 anni suonati che quello che sono non è un malus,

Non sono nato con un difetto, non sono nato con una situazione di infelicità e non sono nato con un handicap. Sono nato individuo, sono nato essere umano e come ogni essere umano sono padrone della mia felicità/tristezza. Ho impiegato la bellezza di trent'anni per capire questo e per accettarmi con tutti i miei pregi e miei difetti. Questo non vorrà dire che da domani avrò finalmente in mano le chiavi del Nirvana ma questo vuol dire che da ora posso camminare per strada con il petto in fuori, spalle larghe, testa alta e sguardo fiero.

So chi sono e so cosa voglio. Voglio una felicità che sia concreta e reale. So che questa felicità e concretezza non saranno sempre possibili ma ad oggi so che di reale ci sono io. Sono fatto di carne, ossa e di emozioni. Eh cazzo quante emozioni mi compongono. 

Bravo Alessandro. Te lo voglio dire un'altra volta perché di strada ne hai fatta e finalmente sei riuscito a dimostrare a te stesso che ti vuoi bene. Questa volta non per finta, questa volta non perché hai voluto dirtelo ad alta voce. Questa volta la felicità è tangibile è concreta

Ora, ti lascio sempre con un consiglio, lotta sempre per quello che vuoi. Ora che sei riuscito finalmente a togliere tutti quei paletti che ti eri imposto, ora che con un movimento brusco della mano e del braccio hai rovesciato per terra tutti quei concetti e preconcetti puoi finalmente vivere. MaChisseneFrega che tu abbia impiegato trent'anni ad arrivare a questa consapevolezza. Hai preso le chiavi della tua essenza e le tieni in mano. Si consapevole che parte della tua felicità è una diretta conseguenza delle tue azioni. 

Bravo Alessandro, bravo perché finalmente hai fatto una serie di cose che il tuo vecchio Io non avrebbe mai fatto. Bravo perché ad oggi Yoga e il volontariato al Gay Center sono le scelte migliori. Bravo perché hai saputo lasciarti trascinare da A, e hai saputo sbattergli la porta in faccia per salvaguardare la tua persona. Bravo perché stai affrontando R. con una prospettiva diversa e cazzo non ti costa niente sognare che possa andare diversamente. 

Cosa prendo: le esperienze di tutti loro perché ogni tanto devo ricordarmi che il mio dolore non è esclusivo.
Cosa lascio: un peso, un macigno o una zavorra che mi portavo dietro con me. La lascio qui in mezzo perché non ne ho più bisogno. 

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