Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

31 agosto 2016

Qui occorre mettere un punto



Alessandro facciamo che adesso tu scrivi buttando su questo "foglio" tutti i pensieri e le angosce che ti stanno rincorrendo da questa mattina. Si potrebbe dire: "ci siamo di nuovo con questo stato di agitazione". Effettivamente ci risiamo ma questa volta lo stato di "ansia" viene scaturito dal lavoro. Alessandro, parlo direttamente a me stesso, non ho veramente più energia e voglia di continuare a lavorare qui anche a fronte del discorso che dovrò andar a fare con il mio capo. Anche qui qualcuno potrebbe sollevare un'osservazione: "Ma come puoi agitarti per un discorso che ancora non è avvenuto". Ottima osservazione ma io conosco io miei polli e conosco le dinamiche che muovono questo posto di lavoro. Fermo un attimo: seriamente possiamo chiamarlo posto di lavoro? Io ho messo qui dentro tutto quello che avevo dall'energia alle mie competenze mentali e tecniche insomma per me è sempre stato un lavoro e ho cercato di agire in questa direzione. Probabilmente qualcun altro lo vede come un gioco e alla fine queste due posizioni non riescono più a conciliare. 
Ho bisogno di cambiare aria e di trovare qualcosa che mi dia nuovi stimoli senza contare il fatto che vorrei avere uno stipendio dignitoso. 
Non ho voglia di affiancare a questa attività delle altre cose che con il mio "lavoro" soprattutto se queste cose non hanno nessuna correlazione con il mio percorso formativo e non hanno nessun ritorno, reale e soddisfacente, dal punto di vista economico. Realmente ad oggi l'unica soluzione che vedo possibile è essere licenziato ma anche qui so di certo che dovrò scontrarmi con la sua stupidità. Dovremmo parlare o meglio dire ciarlare, perché seriamente lei ciarla, e dovrò cercare di farle capire delle cose che in realtà, soprattutto se sei un datore di lavoro, dovresti sapere. 

Insomma caro Alessandro la tranquillità data dalla vacanza è stata completamente portata via da questa folata di vento fastidioso che si chiama "lavoro". 

30 agosto 2016

Il rientro



Da ieri a lavoro e già la pazienza, energia e voglia di fare sono esauriti. Non ho nessuna intenzione di negare il fatto che quest'anno io sia tornato dalla ferie con un entusiasmo pari a zero. Ho finito ogni tipo di emozione positiva verso un lavoro che non mi da neanche più uno stimolo. Voglia da cambiare ormai è tanta e sento quasi l'impazienza che ciò debba avvenire ora e anzi che "ora" sia già troppo tardi. 

Rivedere il mio capo non mi ha aiutato anzi molto probabilmente tra poco parleremo delle solite cose e vorrei tanto che lei mi licenziasse. Voglio ignorare il fatto che un po' l'idea di trovare un altro lavoro mi spaventi mi sento di non essere bravo a far niente e quindi mi domando in quale ruolo e in quale situazione io mi possa realmente calare. 

Speriamo che questi siano mesi di cambianti. Ho visto R. e sentito A.: non aggiungo altro. 

20 agosto 2016

L'altra casa

I punti fermi della mia vita, per fortuna, sono molteplici e son fatti di persone, emozioni, cose e luoghi
Oggi vorrei parlare di un luogo che bisogna annoverare tra quelli del cuore: Corvara in Badia. Ormai è un luogo che frequento regolarmente da quando ho sei anni e le sue montagne sono diventate per me un luogo sicuro dove sentirmi in pace. Probabilmente molto è dovuto anche al fatto che li, in quel luogo di vacanza, ho quasi sempre vissuto bei momenti spensierati.. i classici momenti che si vivono in vacanza.
Ormai le montagne, soprattutto le Dolomiti, rappresentano una seconda casa, un luogo dove mi sento realmente me stesso e dove non ho bisogno di ambientarmi.  
Quando sono tra queste rocce sento la pace, la tranquillità e una serie di altre emozioni che altrove non sento. Sarà che di carattere sono abbastanza irrequieto e quindi quando sono davanti a questi massicci dolomitici io mi lascio influenzare dalla loro quiete. Il mare mi affascina ma agita la mia assenza la montagna con la sua roccia fredda e austera la placa.  
Sono a casa e voglio godermi questa settima di calma e di lunghe passeggiate sempre con il fine ultimo di ritrovare il mio baricentro.


"È andata così
È andata che canto canzoni
Non so riparare i motori o roba così
Qualcuno ti spiega la vita
Ti dà soluzioni
Intanto io canto canzoni
È tutto qui Sarà solo un gioco
Sarà che ci gioco da tanto
Sarà che si gioca da soli
E così sia
Conosco il silenzio
E quanto può fare spavento
Però non ho tempo né voglia di nostalgia"
Cit, Loredana Berté - E' andata così

17 agosto 2016

Viaggio a Londra - Parte terza


Come tutte le cose di questo mondo usa e getta anche questa vacanza è terminata. 
Sto scrivendo dall'aereo perché stranamente la pasticca che normalmente prendo e che mi getta in un sonno che neanche la bella addormentato ha mai visto questa volta non mi fa dormire.  Sono sveglio e tendenzialmente vigile e penso che sono contento e sereno.  Contento di essere andato a Londra da solo per staccare da tutti a tratti anche da me stesso.  Ho camminato talmente tanto che queste gambe e questi pensieri io li ho realmente sfiancati. 
Londra si è comportata bene e soprattutto mi ha regalato 7 giorni di sole e caldo. 
Domani si parte di nuovo e si va verso le miei montagne,  verso il posto che più di tutto mi da tranquillità. Dopo la montagna si torna a Roma e ci si mette a lavoro per dare una raddrizzata ad alcune cose.  Bisogna cambiare.

Avanti con la ricerca della serenità e questa volta la sto vedendo sempre più vicina. 
Ps ho sognato A.  e... Ne caldo ne freddo.

14 agosto 2016

Viaggio a Londra - Parte seconda

Così siamo giunti a metà di questo soggiorno e il cuore e l'assenza si sono un po' assopiti nella confusione e bel frastuono della grande Londra. Ho camminato talmente tanto in questi tre giorni che ho fatto più di 50 km a piedi: ho sfiancato sia i pensieri che i piedi.


Ho messo a posto alcuni pensieri e ora tocca vedere se a settembre avrò la capacità e la costanza di metterli in pratica.




Florence ha scritto un nuovo pezzo per me. Si avete capito bene solo per me. 

"And the crown it weighs heavy‘till it’s banging on my eyelids.Retreating in covers and closing the curtainsOne thing’s for certain, ohA year like this passes so strangelySomewhere between sorrow and bliss"

12 agosto 2016

Viaggio a Londra - Parte prima

Ore 9.50 
Credo che ciò che mi piace di più di Londra sia il suo essere eclettica e sempre sopra le righe ma per il resto confermo che è una città dove non vorrei vivere mai. Roma per quanto sia una vecchia signora sciatta, trasandata e burina ha ancora una cosa preziosa: l'anima.  Un anima che qui a Londra trovo si sia smarrita oppure è stata venduta da qualche impavido capitalista. Questa sensazione la vivo solo quando sono qui perché Madrid, Lisbona e le altre città dove sono stato hanno tutte una loro anima. 
Sono arrivato e ora sono seduto davanti alla Tate aspettando che apra per formi farmici un giro. Che dire? Momentaneamente solo con un tempo grigio e uggioso e per non dire freddo si vive quello che avevo cercato: la solitudine dei pensieri.
Ps. Mi sono innamorato già un centinaio di volte.


Io: «A te piace?»
Tu: «Si mi piace»  
Io: «Menomale»
Tu: «Sai che in realtà ciò che più mi piace di tutto questo è lo stare assieme te.»
Io: «Mi piaci»
Tu: «Mi piaci pure te.»

Ore 11.00
Quello che mi piace dei musei, trascinando il contenuto, è il religioso silenzio che si vive al suo interno. Poi oggi alla Tate non c'è quasi nessuno e ho la sensazione che la Regina l'abbia aperto solo per me. Il fatto che qui i musei siano gratis ed io possa stare comodamente seduto su una poltrona.. beh niente male.
Altra cosa che ho pensato è che mi piacerebbe tornare nei luoghi da me visitati con la persona che amo.. sarebbe meraviglioso poter far vedere con i nostri occhi ciò che quelle città ha per me significato.


Ore 16.00
Dopo aver camminato per 14 km d aver iniziato a sentire il ginocchio che reclama attenzione posso sostenere che quello che mi sta piacendo più di tutto e la cristallina consapevolezza di non poterlo incontrare da nessuna parte. Ecco questa è la piena consapevolezza del momento il fatto di non camminare per le strade di Roma sperando di vederlo sbucare da dietro un angolo o da in fondo di una strada. Qui non si può incontrare.

Ho pranzato con G e C. Poi mi sono messo a dormicchiare in un parco perché voglio che oggi sia una giornata senza grossi impegni e aprendo la guida di londra ho trovato una dedicata di F. Che mi ha fatto sorridere molto e penso che quando l'ho letta per la prima volta 4 anni fa probabilmente non le ho dato la stessa forza emotiva che le ho dato oggi. Mi ha fatto sorridere molto. 

10 agosto 2016

Bagaglio leggero.





"Per ogni tipo di viaggio
Meglio avere un bagaglio leggero"


Ecco come canta Niccolo Fabi nell'ultima traccia del suo ultimo cd "Vince chi molla": Per ogni tipo di viaggio meglio avere un bagaglio leggero. Tralasciando momentaneamente la bellezza, almeno per il sottoscritto, della traccia soffermiamoci sulla frase per qualche secondo.

Oggi si parte direzione Londra e obbligatoriamente si deve partire con un bagaglio leggero. Devo andare a Londra lasciando a Roma tutte quelle sensazioni ed emozioni che mi hanno accompagnato in questi mesi perché inevitabilmente il bagaglio deve essere leggero. In questi giorni ho preso una serie di altre piccole decisioni che hanno come obiettivo il trovare se stessi o per essere più corretti il ritrovare se stessi. Io so benissimo chi sono, dove voglio andare e come voglio arrivare al punto finale è che in questo momento ho un attimo smarrito la concentrazione necessaria. 
Ho deciso di auto sospendermi da qualsiasi profilo social a cui ero iscritto e l'unico rimasto è il profilo instagram, Per gli altri c'è occultamento. Tale decisione è stata presa quando, dopo alcuni giorni di lunghi discorsi con me stesso, mi sono reso conto che il mio atteggiamento verso i social non era più sano. Non condanno l'esistenza dei social anche perché come quasi tutti gli oggetti non sono di per se negativi ma se mai è l'uso che se ne viene fatto che li rende negativi. Ho bisogno di ripartire da me e credo che un punto per farlo sia anche occultarsi da internet. Silenzio e ordine in questo istante non posso che rendermi più sereno. 
"....si faccia una vita interiore - di studio, di affetti, di interessi umani che non siano soltanto di «arrivare» ma di essere - e vedrà che la vita avrà un significato..."
La frase di Pavese sopracitata racchiude il mio odierno pensiero. 

Si parte per Londra e successivamente si parte per la montagna: due mete diverse che hanno come obiettivo comune quello di ridarmi serenità e restituirmi forza per l'anno lavorativo che tra poco inizia. A tal proposito questa notte ho sognato il mio capo e nello svegliarmi questa mattina il pensiero era cristallino: la parentesi lavoro presso K. deve assolutamente finire.

Ho bisogno che il 2016 continui ad essere un anno di forti emozioni e altrettanti forti cambiamenti.
   

5 agosto 2016

Non si muove una foglia - Dialoghi fra pazzi 7



Sono su letto con la testa sullo schienale e il pc in grembo e mi andrebbe di lanciarlo lontano e di rannicchiarmi e piangere. Sarà che le giornate di estate quelle dove l'aria un po' ristagna e dove il tempo sembra dilatarsi colpa della mancanza di attività da fare: ecco un po' questi giorni di estate mi stanno sulle palle. Ho sempre sospettato che il mio cervello invece di essere un prezioso alleato è il mio peggior nemico e se lasciato a briglie sciolte si trasforma in uno stronzo senza pari. Lui, il cervello, pensa, ripensa, elabora, riflette e scombussola tutta la giornata. Credo di poter essere onesto con me stesso dando la colpa di questa sensazione anche a R, con percentuale non elevatissima ma sicuramente un po' incide nel farmi sentire sospeso. 

Ma che sensazione è questa di essere "sospeso". Non avendo i piedi ben piantati per terra e avendo la testa ovattata mi sento galleggiare nell'atmosfera. Lui, R. per l'appunto, non mi aiuta con i suoi prolungati silenzio e i messaggi a mozzichi e bocconi. Seriamente mi domando se sia io a non essere in grado a relazionarmi... o almeno se non sono più in grado di relazionarmi con le altre persone. Qualcuno dal pubblico può farmi notare che io in realtà questi tipi di interazione li ho sempre attentamente schivati nel passato e che quindi la mia "esperienza" gestionale sia ai minimi. Giusta osservazione ma le relazioni umani a volte non sono simili? Se non ho mai avuto problemi a relazionarmi con altri individui perché i problemi nascono tutti ora? Forse perché questa volta a differenza delle altre volte mi aspetto qualcosa? O spero in qualcosa? Nelle amicizie o nei rapporti che nascono con obiettivo l'amicizia le aspettative sono ai minimi invece se il rapporto nasce con l'obiettivo di conoscere realmente qualcuno le cose sono assai diverse. 

Se potessi cambiare una cosa di me in questo momento probabilmente cambierei questo atteggiamento di voler capire sempre tutto quello che c'è da capire. Ogni gesto deve essere etichettato, razionalizzato e spiegato con estrema logica... tutto quello che non riesco a razionalizzare e capire mi fa entrare in confusione. Mi sono accorto che sono realmente cosi e mi fa molta tristezza perché mi piacerebbe vivere tutto con più leggerezza e invece mi rendo conto che invece ci metto tanta pesantezza. 

Con R., che ad oggi sottoscrivo vorrei conoscere di più, mi aspetto sempre qualcosa in più di quello che c'è e ovviamente questo atteggiamento provoca in me sensazioni strane ed estranee. Quindi per piacere basta vivi e cerca di vivere con un filo di leggerezza maggiore e alla fine se non riuscirai a vederlo entro il 10, partenza per Londra, lo si vedrò a Settembre e qual'ora non si riuscisse a vedere a settembre.. beh fattene una ragione e va avanti. 


Io: «Te lo dico veramente vorrei solamente un po' di tranquillità»
Tu: «Madredidio prenditi questa maledetta tranquillità se tanto la vuole.»
Io: «Aspettami qui allora»
Tu: «E adesso dove vai con il portafogli in mano?»
Io: «Al supermercato.»
Tu: «Stiamo discutendo da venti minuti, non abbiamo trovato un punto d'incontro neanche su cosa si vorrebbe mangiare questa sera e tu vai a fare la spesa. Ti sembra normale?»
Io: «Vado a comprare tre etti di felicità al bancone del supermercato per poi sbattertela in faccia. »
Tu:  «Coglione.»
Io: «Io?»
Tu:  «Si, cazzo, Maledetto il tuo sarcasmo, sto cercando di fare un discorso serio e tu reagisci cosi!
Io: «Perché invece io parlandoti della tranquillità stavo cazzeggiando vero?»
Tu:  «Non sei solo un coglione sei pure stronzo.»
Io: «Vorrei semplicemente un po' di tranquillità e se sei in grado di darmela allora va bene altrimenti...»
Tu:  «Altrimenti cosa? Ma credi che tutto dipenda da me? Credi realmente che io abbia questo strano potere salvifico? O che abbia la capacità di lenire ogni tuo dispiacere?»
Io: «Si.»
Tu:  «Ma sbagli di grosso.. io sono fatto di carne, di ossa, si sangue e di bile come te. Sono molto più simile a te che a un Dio e non ho nessun stramaledetto potere. Sono maledettamente normale. »
Io: «Per me no»
Tu: «Ficcatelo nella testa sono normale.»
Io: «No, per me no. Tu.. tu sei sempre stato un Dio per me e lo sei ancora. Hai sempre avuto la capacitò di lenire ogni mio paura, di calmare ogni mia angoscia e di rendermi migliore. Vorrei tranquillità ma la vorrei con te e assieme a te.»
Tu: «...»
Io: «Ti prego non darmi le spalle ascoltami, »
Tu: «Ma tu credi che per me non fosse stata la stessa cosa? Non riesci a pensare che anche per me sarebbe bello dirti: "Reggimi, io ora non ho le forze". Invece no.. non posso farlo perché io sono il superuomo che deve reggere tutto. Deve mantenere il mondo sulle sue spalle, devo reggere te, reggere la mia famiglia e reggere ogni stronzo che mi passa affianco. Sono stanco.»
Io: «Vuoi lasciarmi?»
Tu: «Questa è l'ultima cosa che ora vorrei fare... ma vorrei farti capire che se potessi andare al supermercato e comprare un po' di tranquillità io non ne comprerei tre etti ma sei: due per me e quatto per te. Ma non è così che funziona. »
Io: «E allora che facciamo?»
Tu: «Aiutami a tenere tutti questi mondi perché ora io non ce la faccio. Questo ti chiedo. Hai.. abbiamo trent'anni e dobbiamo comportarci da uomini. Ti sto chiedendo di alzarti dal torpore che ti sei imposto per una vita e di sporcarti le mani con me e per me. Non voglio parlarti come se fossimo in un telefim ma ho realmente bisogno che tu capisca che adesso ho realmente necessità di te. Se vogliamo invecchiare insieme, se vogliamo vedere i nostri corpi affaticati dagli anni dobbiamo essere una squadra; non posso giocare d'attacco e tu in difesa: c'è bisogno di un regista. Io ho bisogno di te e ho bisogno delle tue mani non solo per carezze ma anche per vederle sporche di merda che il mondo ci metterà davanti alla strada. Se ti aspetti che io ci sia sempre a spalare la mia merda e la tua beh ti sbagli non ci sarò per il semplice fatto che prima o poi quella merda mi soffocherà.»
Io: «Sento robbia nel tuo tono. »
Tu: «Ovvio che c'è rabbia... solo la rabbia mi fa lottare per tenerti qui vicino a me e se non ci fosse probabilmente non saremmo qui a litigare. »
Io: «E quindi?»
Tu: «Quindi o rimani e ti sporchi le mani con me oppure... oppure lo farò da solo ma non ci sarà più un noi. »
Io: «Da dove cominciamo?»