Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

5 agosto 2016

Non si muove una foglia - Dialoghi fra pazzi 7



Sono su letto con la testa sullo schienale e il pc in grembo e mi andrebbe di lanciarlo lontano e di rannicchiarmi e piangere. Sarà che le giornate di estate quelle dove l'aria un po' ristagna e dove il tempo sembra dilatarsi colpa della mancanza di attività da fare: ecco un po' questi giorni di estate mi stanno sulle palle. Ho sempre sospettato che il mio cervello invece di essere un prezioso alleato è il mio peggior nemico e se lasciato a briglie sciolte si trasforma in uno stronzo senza pari. Lui, il cervello, pensa, ripensa, elabora, riflette e scombussola tutta la giornata. Credo di poter essere onesto con me stesso dando la colpa di questa sensazione anche a R, con percentuale non elevatissima ma sicuramente un po' incide nel farmi sentire sospeso. 

Ma che sensazione è questa di essere "sospeso". Non avendo i piedi ben piantati per terra e avendo la testa ovattata mi sento galleggiare nell'atmosfera. Lui, R. per l'appunto, non mi aiuta con i suoi prolungati silenzio e i messaggi a mozzichi e bocconi. Seriamente mi domando se sia io a non essere in grado a relazionarmi... o almeno se non sono più in grado di relazionarmi con le altre persone. Qualcuno dal pubblico può farmi notare che io in realtà questi tipi di interazione li ho sempre attentamente schivati nel passato e che quindi la mia "esperienza" gestionale sia ai minimi. Giusta osservazione ma le relazioni umani a volte non sono simili? Se non ho mai avuto problemi a relazionarmi con altri individui perché i problemi nascono tutti ora? Forse perché questa volta a differenza delle altre volte mi aspetto qualcosa? O spero in qualcosa? Nelle amicizie o nei rapporti che nascono con obiettivo l'amicizia le aspettative sono ai minimi invece se il rapporto nasce con l'obiettivo di conoscere realmente qualcuno le cose sono assai diverse. 

Se potessi cambiare una cosa di me in questo momento probabilmente cambierei questo atteggiamento di voler capire sempre tutto quello che c'è da capire. Ogni gesto deve essere etichettato, razionalizzato e spiegato con estrema logica... tutto quello che non riesco a razionalizzare e capire mi fa entrare in confusione. Mi sono accorto che sono realmente cosi e mi fa molta tristezza perché mi piacerebbe vivere tutto con più leggerezza e invece mi rendo conto che invece ci metto tanta pesantezza. 

Con R., che ad oggi sottoscrivo vorrei conoscere di più, mi aspetto sempre qualcosa in più di quello che c'è e ovviamente questo atteggiamento provoca in me sensazioni strane ed estranee. Quindi per piacere basta vivi e cerca di vivere con un filo di leggerezza maggiore e alla fine se non riuscirai a vederlo entro il 10, partenza per Londra, lo si vedrò a Settembre e qual'ora non si riuscisse a vedere a settembre.. beh fattene una ragione e va avanti. 


Io: «Te lo dico veramente vorrei solamente un po' di tranquillità»
Tu: «Madredidio prenditi questa maledetta tranquillità se tanto la vuole.»
Io: «Aspettami qui allora»
Tu: «E adesso dove vai con il portafogli in mano?»
Io: «Al supermercato.»
Tu: «Stiamo discutendo da venti minuti, non abbiamo trovato un punto d'incontro neanche su cosa si vorrebbe mangiare questa sera e tu vai a fare la spesa. Ti sembra normale?»
Io: «Vado a comprare tre etti di felicità al bancone del supermercato per poi sbattertela in faccia. »
Tu:  «Coglione.»
Io: «Io?»
Tu:  «Si, cazzo, Maledetto il tuo sarcasmo, sto cercando di fare un discorso serio e tu reagisci cosi!
Io: «Perché invece io parlandoti della tranquillità stavo cazzeggiando vero?»
Tu:  «Non sei solo un coglione sei pure stronzo.»
Io: «Vorrei semplicemente un po' di tranquillità e se sei in grado di darmela allora va bene altrimenti...»
Tu:  «Altrimenti cosa? Ma credi che tutto dipenda da me? Credi realmente che io abbia questo strano potere salvifico? O che abbia la capacità di lenire ogni tuo dispiacere?»
Io: «Si.»
Tu:  «Ma sbagli di grosso.. io sono fatto di carne, di ossa, si sangue e di bile come te. Sono molto più simile a te che a un Dio e non ho nessun stramaledetto potere. Sono maledettamente normale. »
Io: «Per me no»
Tu: «Ficcatelo nella testa sono normale.»
Io: «No, per me no. Tu.. tu sei sempre stato un Dio per me e lo sei ancora. Hai sempre avuto la capacitò di lenire ogni mio paura, di calmare ogni mia angoscia e di rendermi migliore. Vorrei tranquillità ma la vorrei con te e assieme a te.»
Tu: «...»
Io: «Ti prego non darmi le spalle ascoltami, »
Tu: «Ma tu credi che per me non fosse stata la stessa cosa? Non riesci a pensare che anche per me sarebbe bello dirti: "Reggimi, io ora non ho le forze". Invece no.. non posso farlo perché io sono il superuomo che deve reggere tutto. Deve mantenere il mondo sulle sue spalle, devo reggere te, reggere la mia famiglia e reggere ogni stronzo che mi passa affianco. Sono stanco.»
Io: «Vuoi lasciarmi?»
Tu: «Questa è l'ultima cosa che ora vorrei fare... ma vorrei farti capire che se potessi andare al supermercato e comprare un po' di tranquillità io non ne comprerei tre etti ma sei: due per me e quatto per te. Ma non è così che funziona. »
Io: «E allora che facciamo?»
Tu: «Aiutami a tenere tutti questi mondi perché ora io non ce la faccio. Questo ti chiedo. Hai.. abbiamo trent'anni e dobbiamo comportarci da uomini. Ti sto chiedendo di alzarti dal torpore che ti sei imposto per una vita e di sporcarti le mani con me e per me. Non voglio parlarti come se fossimo in un telefim ma ho realmente bisogno che tu capisca che adesso ho realmente necessità di te. Se vogliamo invecchiare insieme, se vogliamo vedere i nostri corpi affaticati dagli anni dobbiamo essere una squadra; non posso giocare d'attacco e tu in difesa: c'è bisogno di un regista. Io ho bisogno di te e ho bisogno delle tue mani non solo per carezze ma anche per vederle sporche di merda che il mondo ci metterà davanti alla strada. Se ti aspetti che io ci sia sempre a spalare la mia merda e la tua beh ti sbagli non ci sarò per il semplice fatto che prima o poi quella merda mi soffocherà.»
Io: «Sento robbia nel tuo tono. »
Tu: «Ovvio che c'è rabbia... solo la rabbia mi fa lottare per tenerti qui vicino a me e se non ci fosse probabilmente non saremmo qui a litigare. »
Io: «E quindi?»
Tu: «Quindi o rimani e ti sporchi le mani con me oppure... oppure lo farò da solo ma non ci sarà più un noi. »
Io: «Da dove cominciamo?»

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