Semplicemente Me
28 ottobre 2018
Se dovessi dare un nome a tutto questo gli darei il nome dell'amore. E' amore quello che sento scorrere nelle vene quando lo vedo, è amore quello che provano i miei sensi, il mio cervello e il mio cuore. E' l'amore che governa i miei gesti ma non è puro perché è mischiato alla paura. La paura che quello che sto facendo, quello che vorrei dire in qualche modo possa rovinare il presente. La paura di fare discorsi importanti perché le parole ogni volta che vengono pronunciate non possono tornare indietro.
Sento di amarlo... lo sento vivo dentro di me questo sentimento. Non posso nascondermi dietro altro devo trovare la forza di dirlo e non farlo solamente. invece mi sento impietrito ogni volta che sono li pronto a dirgli che forse ad oggi senza di lui non potrei immaginare i miei giorni. La paura di stare totalmente bene di fare quei passi verso qualcosa di più grande e complesso. Ho paura di fare passi verso quel burrone che è la sofferenza.
Scrivo qui tutto questo per cercare di dare piccole sterzate ai miei pensieri e per ricordarmi che la paura immobilizza e niente di più.
12 luglio 2018
fatemi tornare a volare.
Mese di silenzi che si trasformano in decisioni che si attaccano alla bocca dello stomaco e che martellano il cuore creando quel ritmo pessimo che è la tachicardia. Quel sottofondo di ansia che ti accompagna come le hit musicale nelle notti d'estate.
Ho preso la decisione più grande: mi licenzio. Non posso più andare avanti con il mio lavoro, mi ha completamente svuotato, mi ha scaricato le pile e mi fa sentire in gabbia. In una gabbia dove non riesco né a vedere il sole ne a parcepire una possibile via d'uscita.
Questo stato di agitazione mi sta logorando.. le continue litigate mi stanno massacrando. Sono arrivato ad un capolinea ora devo resistere fino alla fine di agosto.
31 maggio 2018
Anno 2018 bariletto
22 maggio 2018
siamo sicuri che il lavoro nobiliti?
Alcune parole, alcuni discorsi, ti si appiccicano addosso e ti lasciono quella sensazione di sporco, di appiccicoso e fai fatica a farle scivolare via. Ti si appiccicano contro, ti impregnano i vestiti e vorresti solo lavarti e sfregarti tutto per far andare via l'odore.
Sono stanco di questo lavoro per quanto io lo possa amare oggi mi sento consumato.
21 maggio 2018
Le cose semplici
23 aprile 2018
Qui
Mi ricordo di aver detto una volta ad A. La seguente frase: "dove ti eri nascosto"... Una frase nella quale io avevo caricato tutta una serie di altre piccole frasi come se fosse stata una matrioska; una frase che conteneva un mondo di significati, allegorie e una carica emotiva non indifferente. Mi pentii di averla detta perché io lui nn trovati quasi nulla di quello che stavo cercando. Oggi, forse, quella frase la direi a te F. Perché tu sei quello che stavo cercando. Sei qualcosa di bello che si era nascosto ed io ho avuto la fortuna di trovarti. Passano i giorni e noi siamo ancora qui stretti in qurll abbraccio catartico che ci porta ogni volta un passo più avanti. Vorrei poter dire tutto ma a volte le parole mi si fermano in gola perché il terrore di rovinare il momento è sempre troppo forte. Ti ho trovato ed adesso lavorerò per farti rimanere.
13 aprile 2018
Quella dolcissima voglia di vederti.
Ho ascoltato, parlato e sentito tanto e mi è piaciuto quasi tutto. Ed è tutto semplice, tutto scorre con quella leggerezza che fa bene all'essenza: non vi è pesantezza, non vi sono attriti, non c'è un gioco di passi, non vi è ambiguità ma solo semplicità.
Ed è tutto talmente semplice ed apparentemente normale da farmi paura. Quel timore atavico di ricevere lo stesso pessimo servizio che ho ricevuto in passato ma devo ricordarmelo le persone non sono mai uguali ed un comportamento di uno non può valere per tutti. Devo saper gestire queste paure e lasciarmi cullare da questa serenità.
29 marzo 2018
tra un anno?
La sensazione che vivo nel presente è che tutti i sopracitati tasselli del puzzle che fannoparte del quadro generale chimato "vita" riescano ad incastrarsi e trovare la loro giusta posizione con una semplicità nuova.
Potrebbe essere la maturità data dagli anni, frutto dell'accresciuta esperienza o come mi è stato detto in passato un semplice allineamento dei "pianeti" finalmente raddrizzati dopo aver smesso di fare una inutie guerra a me stesso. Sono in "pace", sono in un periodo di non belligeranza e forse anche di fortuna che ha fatto si che un po' di cose si sbloccassero e prendessero un nuovo sentiero.
Anche in questo caso se dovessi rispondere alla domanda vorrei poter immaginare il mio futuro da insegnate di yoga, forse accostandolo ad un altro lavoro.
9 marzo 2018
Litigi
Qui si litiga sempre.
Si litiga per strada e si litiga a lavoro. È da molti anni che continuo a ripetere che non mi piace più litigare, non ho più bosogno di sfogare su qualcuno quello che mi fa star male. Invece continuo a trovarmi nelle condizioni di dover sbraitare per ottenere qualcosa. Tutto ciò mi stanca molto e comimcio ad esserne abbituato e mi fa paura.
Le note positive ci sono.. e sono le mie famiglie dove per fortuna nn litigo.
Ho conosciuto te.... F. Guardandomi alle spalle non trovo nessun altro con cui sono stato cosi dannamente bene sotto alcuni aspetti. Non so e nn voglio sapere che fine faremo: ho deciso di nn farmi più progetti. Ma fammi rivivere ancora quelle emozioni per piacere... e non scappare o scomparire nel niente.
15 febbraio 2018
Discorso fra pazzi 17
"Roma 15/02/2018
Sai perfettamente quanto io creda del potere salvifico della parole e immagino che tu sappia quanto mi sia costato questo silenzio assordante durate tre anni. Queste parole arrivano con la stessa intensità di un coltello scagliato su una tela bianca: squaciata e dileniata.
Fanno più male a me queste parole perché sono uscite fuori dalla mia gola e gettate su questa carta con lo stesso dolore provocato da un'ago cannulata tirato senza attenzione da un braccio.
A distanza di tre anni continui a farmi del male.. mi correggo: a distanza di tre anni ti permetto ancora di farmi del male.
Il silenzio mi è servito perché è stato curativo ma non salvifico, le parole salvano il silenzio può curarti, cullarti ma non ti salva. Con questa lettera io mi salvo.
Non me ne vergogno: io ti ho amato. Ho amato ogni cosa che hai fatto fino allo sfinimento, fino allo svuotamento di ogni penserio, di ogni energia e fino all'idea malsana di non poter più amare nessuno. Sono giunto a pensiero di amare più te che la mia vita. Mi hai allontanato con cattiveria, mi hai ferito pugnalandomi alle spalle talmente tante volte che alla fine le ultime coltellate non le ho neanche più sentite.
Ti ho sempre chiesto di non metterci cattiveria se fossse arrivato il momento in cui tu ti saresti accorto di non amarmi e invece hai scelto la strada più meschina. Sei stato meschino. Sei stato un mezzo uomo ma uno stronzo intero. Non ti sei risparmiato quando c'è stato bisogno di non feririmi, non mi hai tutelato, non mi hai protatto hai soltanto pensato a te.
Hai continuato ad arretrare, ogni giorno più lontano, ogni giorno assumendoti una responsabilità in meno lasciandomi li dritto con la schiena curva ad affronare tutto da solo. Senti astio nelle mie parole? Probabile perchè per quanto ho superato tutto quel dolore, per quanto io sia riuscito a conviverci non riesco ancora ad accettare le ultime scene che mi hai lasciato.
Avresti potuto comportarti da uomo e invece.. invece hai fatto quello che sai fare meglio: fare un passo indetro. Tradimenti e bugie.
Se ti stai domando se ho colpe la risposta te la fornisco direttamnte io: si ho colpe e la mia più grande è stata lasciarti fare tutto questo senza che avessi la forza di allontanarti. Avevo paura di perderti e forse con il mio atteggiamento ti ho allontanato ancora di più. Ma non posso condannarmi per come ho vissuto il nostro rapporto perché non ti ho mai nascosto, non ti ho mai tenuto all'ombra, non ti ho mai tradito e non ti ho mai detto bugie che ti potessero farti del male.
Ho fatto il contrario di quello che hai fatto te in tutti quei mesi: mi sono assunto tutte le responsabilità, non sono arretrato, sono rimasto e ho provato a combattere. Ma non si combatte con i sentimenti altrui perché è una lotta impari.
Le parole mi salveranno perché ogni volta che parlo tu assumi una nuova dimensione: non sei più il gigante ingombrante nella vita ora sei semplicemente un nano da circo che ogni tanto entra nei miei ricordi. Ho digerito, matabolizzato e suprato ogni tua cattiveria e con questa mia lettera sono pronto finalmente a rimandarti indietro, infiocchettato a dovere, tutta la merda che mi hai fatto: l'ho conservata perchè sono sicuro che tu sei ancora ghiotto di merda. Sono sicuro che ancora ad oggi a distanza di tre anni non sei capace a vevire la tua vita senza gettare merda su quella degli altri.
Continuio a domandarmi come ho fatto e continuo a non avere risposte: non siamo responsabili dei nostri sentimenti ma delle nostre azioni si. Ti ho amato e non me ne vergogno ma provo vergogna ad averti permesso di farmi del male.
Mi auguro che le nostre strade non si incrocino più: ti auguro di crescere e non riesco ancora ad augurarti il bene perché questo lo lascio a chi se lo merita. Spero solo che tu riesca a convivere con l'immagine di merda che riflette il tuo specchio ogni volta che ti ci rifletti.
Prova a perdornarti.
Alessandro"
5 febbraio 2018
Nn c'è più niente
Eddai su, ditemi la verità, é tutto uno scherzo vero? Vi state prendendo gioco del sottoscritto. Potrebbe essere anche un test valutativo per comprendere le persone, uno studio antropologico per analizzare gli usseri umani e i loro comportamenti.
Oppure potrebbe essere una prova per vedere quanto resista prima di decidere di cambiare comportamento e cominciare ad essere uno stronzo patentato. Mi volete vedere sfiancato, deluso, amareggiato, incattivito e meschino. Sapete una cosa? Siete lontani anni luce da questo obiettivo. Per quanto vi ostinate a togliermi un pezzetto di speranza e di sorriso siete ancora lontani da rendermi arido.
Avete presente gli ebiti a cui danno le bastonate e nonostante tutto sorridono sempre: bene io sono uno di quelli.
Si azzera tutto, si ricomincia da capo e soprattutto si valuta delle possibili deleghe al mio codice etico. Un codice forse troppo elevato per la masnada di coglioni..
Ho letto qualche giorno fa che nn possiamo essere responsabili dei nostri sentimenti ma lo siamo delle nostre azioni.
Dovrei lentamente eliminare delle persone dalla mia vita, dovrei dare spazio per accogliere il nuovo.
2 febbraio 2018
Stai fermo cosi
Voglio una persona che mi tenga per mano e che sia disponibile a trovare un compromesso pur di essere felici entrambi.
14 gennaio 2018
Siediti qui...
8 gennaio 2018
Catalogo sull'amore secondo me
Riconosco che i tipi di relazioni umane siano miliardi, di una complessita quasi disarmante e che esistano una sfaccietture di cromature difficile da racchiudere in una manciata di colori primari ma sono fortemente convinto che ad un certo bisogna semplificare.