Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

28 ottobre 2018


Se dovessi dare un nome a tutto questo gli darei il nome dell'amore. E' amore quello che sento scorrere nelle vene quando lo vedo, è amore quello che provano i miei sensi, il mio cervello e il mio cuore. E' l'amore che governa i miei gesti ma non è puro perché è mischiato alla paura. La paura che quello che sto facendo, quello che vorrei dire in qualche modo possa rovinare il presente. La paura di fare discorsi importanti perché le parole ogni volta che vengono pronunciate non possono tornare indietro.

Sento di amarlo... lo sento vivo dentro di me questo sentimento. Non posso nascondermi dietro altro devo trovare la forza di dirlo e non farlo solamente. invece mi sento impietrito ogni volta che sono li pronto a dirgli che forse ad oggi senza di lui non potrei immaginare i miei giorni. La paura di stare totalmente bene di fare quei passi verso qualcosa di più grande e complesso. Ho paura di fare passi verso quel burrone che è la sofferenza.

Scrivo qui tutto questo per cercare di dare piccole sterzate ai miei pensieri e per ricordarmi che la paura immobilizza e niente di più.

12 luglio 2018

fatemi tornare a volare.


Mese di silenzi che si trasformano in decisioni che si attaccano alla bocca dello stomaco e che martellano il cuore creando quel ritmo pessimo che è la tachicardia. Quel sottofondo di ansia che ti accompagna come le hit musicale nelle notti d'estate.

Ho preso la decisione più grande: mi licenzio. Non posso più andare avanti con il mio lavoro, mi ha completamente svuotato, mi ha scaricato le pile e mi fa sentire in gabbia. In una gabbia dove non riesco né a vedere il sole ne a parcepire una possibile via d'uscita.

Questo stato di agitazione mi sta logorando.. le continue litigate mi stanno massacrando. Sono arrivato ad un capolinea ora devo resistere fino alla fine di agosto.

31 maggio 2018

Anno 2018 bariletto



Quello che si poteva ingarbugliare in questo 2018 si è ingarbugliato: tutto.

Nel dire che si è ingarbugliato tutto non voglio dare una connotazione prettamente negativa a ciò che mi è successo fino ad ora ma solo prendere atto che tutto si è allontanato evidentemente da quello che mi ero precedentemente aspettato/imaginato.  

Ogni singola variente della mia vita ha preso una strada nuova, sconosciuta e a volte paurosa. Cammino su sentieri dell'incertezza, del non conosciuto e rivivo, come non succedeva da anni uno stato di irrequietezza e ansia costante.  

E' come se avessi preso un sentiero di montagna nuovo molto difficile, poco segnato che è capace di regalare scorci da mozzare il fiatto e passaggi talmente impegnativi da spezzarti le gambe e farti pensare che non sai se riuscirai ad arrivare alla fine della camminata. 

Per fortuna i compagni di viaggio di questo nuovo cammino sono gli stessi degli anni passati e su questo versanete la rassicurazione che provo è tanta e c'è da aggiungere che con l'arrivo di F. la "famiglia" si è allargata. Lui è sicuramente una delle cause di confusione della mia vita di quest'anno: sarei un ipocrita a dire che è entrato e ha sconbussolato tutto poi devo essere altrettanto onesto da dire che ha reso quasi tutto più bello. C'è più amore nella mia vita e questo lo devo dire a lui.

Per il resto ci sono solo tante domande, tanti dubbi e ad oggi nessuna risposta: lavoro? Yoga? Casa? 

Vediamo di nuovo chi ne uscrirà vinciore.

22 maggio 2018

siamo sicuri che il lavoro nobiliti?


Alcune parole, alcuni discorsi, ti si appiccicano addosso e ti lasciono quella sensazione di sporco, di appiccicoso e fai fatica a farle scivolare via. Ti si appiccicano contro, ti impregnano i vestiti e vorresti solo lavarti e sfregarti tutto per far andare via l'odore.

Sono stanco di questo lavoro per quanto io lo possa amare oggi mi sento consumato.

21 maggio 2018

Le cose semplici

Quella gioia presente e concreta che puoi assaporare in quei momenti in cui stai con lui eche ti fa rendere conto di essere realmente calmo e sereno come forse da anni non lo eri più. Quella calma che conquista ogni parte del tuo corpo, della tua testa e del tuo cuore che ti fa dimenticare la presenza di un mondo chiassoso e confusionale. 

Quel depositare le armi, le maschere e le corazze di cui ti vesti ogni giorni nell'attimo esatto in cui lo vedi. A tratti è straziante, per il sottoscritto, essere abbracciati a lui e farsi pervadere da quel calore, dal quel sorriso e da quella sensazione di calma che ti fa pensare che ora puoi smettere di correre, che ti puoi godere il presente senza avere paura del domani.

Aver conosciuto una persona equilibrata che sa quello che vuole, che lo dimostra mi rende sereno. Vorrei raccontare tutte le sensazioni, tutte le giornate vissute insiame e tutte le volte che mi vien voglia di baciarlo. Mi piace anche sapere che in questo momento non mi vien voglia di zittirlo, di litigarci o di discutere... sono consapevole che arriverà un giorno in cui la tranquillità sarà interrotta da una discussione ma vorrà dire che ci saremo conosciuto anche sotto quel punto di vista.

Per ora vorrei continuare a vivere questa tranquillità di coppia e sorridere ogni qual volta sento una sua nota vocale. Per adesso sono felice di donare il mio affetto e di riceverlo da una persona come F.

Grazie.
Ale

23 aprile 2018

Qui

Mi ricordo di aver detto una volta ad A. La seguente frase: "dove ti eri nascosto"... Una frase nella quale io avevo caricato tutta una serie di altre piccole frasi come se fosse stata una matrioska; una frase che conteneva un mondo di significati, allegorie e una carica emotiva non indifferente. Mi pentii di averla detta perché io lui nn trovati quasi nulla di quello che stavo cercando. Oggi, forse, quella frase la direi a te F. Perché tu sei quello che stavo cercando. Sei qualcosa di bello che si era nascosto ed io ho avuto la fortuna di trovarti. Passano i giorni e noi siamo ancora qui stretti in qurll abbraccio catartico che ci porta ogni volta un passo più avanti. Vorrei poter dire tutto ma a volte le parole mi si fermano in gola perché il terrore di rovinare il momento è sempre troppo forte. Ti ho trovato ed adesso lavorerò per farti rimanere.

13 aprile 2018

Quella dolcissima voglia di vederti.

Quella dolcissima voglia di vederti: è cosi che devo iniziare questo post che interrompe giorni di silenzio solo apparente perchè se è vero che su questo blog non ho scritto nulla nella vita reale ho parlato e ascoltato tanto.

Ho ascoltato, parlato e sentito tanto e mi è piaciuto quasi tutto. Ed è tutto semplice, tutto scorre con quella leggerezza che fa bene all'essenza: non vi è pesantezza, non vi sono attriti, non c'è un gioco di passi, non vi è ambiguità ma solo semplicità.

Ed è tutto talmente semplice ed apparentemente normale da farmi paura. Quel timore atavico di ricevere lo stesso pessimo servizio che ho ricevuto in passato ma devo ricordarmelo le persone non sono mai uguali ed un comportamento di uno non può valere per tutti. Devo saper gestire queste paure e lasciarmi cullare da questa serenità.


29 marzo 2018

tra un anno?


Mi è stato dato un altro compito, assieme a quello di rallentare i ritmi della mia vita, a cui vorrei dare uno seguito: cosa vorresti fare del tuo imminente futuro; mi é stato chiesto di fare uno sforzo di immaginazione e di scrivere da qualche parte cosa vorrei dal mio imminente futuro. Una sorta di linee programmatiche per il futuro che servano ad indirizzare i futuri piani al raggiungimento di quegli obiettivi.

Vorrei provare a scrivere ciò che mi auguro nel mio futuro ma sento il bisogno di fare un punto sul mio presente e di scrivere qualcosa su quello che mi è successo, e mi sta succedendo, in questi mesi.

Vorrei parlare di F., dello yoga, dei miei tatuaggi, di casa, delle mie famiglie, degli amici ecc.
La sensazione che vivo nel presente è che tutti i sopracitati tasselli del puzzle che fannoparte del quadro generale chimato "vita" riescano ad incastrarsi e trovare la loro giusta posizione con una semplicità nuova.

Potrebbe essere la maturità data dagli anni, frutto dell'accresciuta esperienza o come mi è stato detto in passato un semplice allineamento dei "pianeti" finalmente raddrizzati dopo aver smesso di fare una inutie guerra a me stesso. Sono in "pace", sono in un periodo di non belligeranza e forse anche di fortuna che ha fatto si che un po' di cose si sbloccassero e prendessero un nuovo sentiero. 

Ho piacere di inziare questo resoconto da F. che fa parte della mia vita ormai da quasi due mesi regalandomi delle emozioni che sono quasi, finalmente, consapevole di poter dire di non aver mai vissuto/provato. Voglio ardentemente continuare a conoscerlo, a poterlo vivere nel quotidiano fatto di lavoro, cene, uscite e serate passate a letto abbracciati. Vi è con lui un quotidiano da vivere con una semplicità che mi lascia sempre molto sereo. Finalmente (FINALMENTE!) una persona che vive le cose con una semplicità meravigliosa e che non ha paura di dire quello che pensa. Come al solito non avendo la possibilità di intravedere il futuro non posso dire cosa ne sarà di noi ma se devo provare a dare una risposta alla domanda di partenza sarebbe questa: Ti voglio nel mio futuro, voglio continuare a nutrirmi del tuo sorriso e dei tuoi abbracci: ti voglio. 


Il discorso dello yoga è ormai un discorso complesso ma assolutamente gratificante. Ho già scritto sul questo blog il perché e il per come io mi sia avvicinato a questa disciplina e di come ne sia rimasto ammaliato. L'amore che provo per lo yogo non è mutato, anche se alcuni giorni sento la stanchezza del corpo e dei polsi, continuo a sentire viva la voglia di praticare, di continuare a conoscermi e continuare a camminare sul mio sentiero yogico. Provando a fare un po' di ordine la situazione odierna è la seguente: pratico ormai da un anno e mezzo e da settembre ho iniziato il corso di formazione per diventare insegnante; mentieri a me stesso se non ammettessi di aver iniziato quel percoso strizzando l'occhia alla possibilità di pter insegnare. Ma è sempre stata una componente non preponderante nella scelta di voler seguire quel corso.. ero più incuriosito dal capirci di più. Ancora con la formazione in corso ho iniziato a collaborare con la mia scuola di yoga e le mie insenganti continuano ad avere fiducia in me.
Anche in questo caso se dovessi rispondere alla domanda vorrei poter immaginare il mio futuro da insegnate di yoga, forse accostandolo ad un altro lavoro.

Per il resto la vita continua ad avere quelle soddisfazioni, quei riscontri che fanno bene all'essenza: lavoro e famiglie. Il lavoro c'è anche se mi stanco, tanto, continuo ad avere un buon riscontro ma continuo a pensare che non sarà il lavoro della mia vita. Per alcuni versi sono stanco di lavorare nel sociale. Famiglia voi siete la costante di cui non sento mai stanchezza e di cui non sento mai il peso di doverlo ribadire.    

Se dovessi rispondere alla domanda di come mi vedo fra qualche anno proverei, a questo punto, a rispondere così:

Vorrei avere un ritmo di vita più umano, più congeniale ad una vita tranquilla, con un lavoro che possa assomigliare moltissimo all'insegnamento dello yoga e all'arte/sociale. Vorrei avere vicino a me una persona che mi ami, in questo momento non fatico ad immaginarmi te F. nel mio futuro e vorrei poter mirare a quella filicità che mi sembra sempre qualcosa di tanto scontato quanto essenziale.



9 marzo 2018

Litigi

Qui si litiga sempre.
Si litiga per strada e si litiga a lavoro. È da molti anni che continuo a ripetere che non mi piace più litigare, non ho più bosogno di sfogare su qualcuno quello che mi fa star male. Invece continuo a trovarmi nelle condizioni di dover sbraitare per ottenere qualcosa. Tutto ciò mi stanca molto e comimcio ad esserne abbituato e mi fa paura.

Le note positive ci sono.. e sono le mie famiglie dove per fortuna nn litigo.

Ho conosciuto te.... F. Guardandomi alle spalle non trovo nessun altro con cui sono stato cosi dannamente bene sotto alcuni aspetti. Non so e nn voglio sapere che fine faremo: ho deciso di nn farmi più progetti. Ma fammi rivivere ancora quelle emozioni per piacere... e non scappare o scomparire nel niente.

15 febbraio 2018

Discorso fra pazzi 17

"Roma 15/02/2018

Sai perfettamente quanto io creda del potere salvifico della parole e immagino che tu sappia quanto mi sia costato questo silenzio assordante durate tre anni. Queste parole arrivano con la stessa intensità di un coltello scagliato su una tela bianca: squaciata e dileniata. 

Fanno più male a me queste parole perché sono uscite fuori dalla mia gola e gettate su questa carta con lo stesso dolore provocato da un'ago cannulata tirato senza attenzione da un braccio. 

A distanza di tre anni continui a farmi del male.. mi correggo: a distanza di tre anni ti permetto ancora di farmi del male.

Il silenzio mi è servito perché è stato curativo ma non salvifico, le parole salvano il silenzio può curarti, cullarti ma non ti salva. Con questa lettera io mi salvo.
Non me ne vergogno: io ti ho amato. Ho amato ogni cosa che hai fatto fino allo sfinimento, fino allo svuotamento di ogni penserio, di ogni energia e fino all'idea malsana di non poter più amare nessuno. Sono giunto a pensiero di amare più te che la mia vita. Mi hai allontanato con cattiveria, mi hai ferito pugnalandomi alle spalle talmente tante volte che alla fine le ultime coltellate non le ho neanche più sentite. 
Ti ho sempre chiesto di non metterci cattiveria se fossse arrivato il momento in cui tu ti saresti accorto di non amarmi e invece hai scelto la strada più meschina. Sei stato meschino. Sei stato un mezzo uomo ma uno stronzo intero. Non ti sei risparmiato quando c'è stato bisogno di non feririmi, non mi hai tutelato, non mi hai protatto hai soltanto pensato a te. 

Hai continuato ad arretrare, ogni giorno più lontano, ogni giorno assumendoti una responsabilità in meno lasciandomi li dritto con la schiena curva ad affronare tutto da solo. Senti astio nelle mie parole? Probabile perchè per quanto ho superato tutto quel dolore, per quanto io sia riuscito a conviverci non riesco ancora ad accettare le ultime scene che mi hai lasciato. 

Avresti potuto comportarti da uomo e invece.. invece hai fatto quello che sai fare meglio: fare un passo indetro. Tradimenti e bugie. 
Se ti stai domando se ho colpe la risposta te la fornisco direttamnte io: si ho colpe e la mia più grande è stata lasciarti fare tutto questo senza che avessi la forza di allontanarti. Avevo paura di perderti e forse con il mio atteggiamento ti ho allontanato ancora di più. Ma non posso condannarmi per come ho vissuto il nostro rapporto perché non ti ho mai nascosto, non ti ho mai tenuto all'ombra, non ti ho mai tradito e non ti ho mai detto bugie che ti potessero farti del male. 

Ho fatto il contrario di quello che hai fatto te in tutti quei mesi: mi sono assunto tutte le responsabilità, non sono arretrato, sono rimasto e ho provato a combattere. Ma non si combatte con i sentimenti altrui perché è una lotta impari. 

Le parole mi salveranno perché ogni volta che parlo tu assumi una nuova dimensione: non sei più il gigante ingombrante nella vita ora sei semplicemente un nano da circo che ogni tanto entra nei miei ricordi. Ho digerito, matabolizzato e suprato ogni tua cattiveria e con questa mia lettera sono pronto finalmente a rimandarti indietro, infiocchettato a dovere, tutta la merda che mi hai fatto: l'ho conservata perchè sono sicuro che tu sei ancora ghiotto di merda. Sono sicuro che ancora ad oggi a distanza di tre anni non sei capace a vevire la tua vita senza gettare merda su quella degli altri. 

Continuio a domandarmi come ho fatto e continuo a non avere risposte: non siamo responsabili dei nostri sentimenti ma delle nostre azioni si. Ti ho amato e non me ne vergogno ma provo vergogna ad averti permesso di farmi del male.

Mi auguro che le nostre strade non si incrocino più: ti auguro di crescere e non riesco ancora ad augurarti il bene perché questo lo lascio a chi se lo merita. Spero solo che tu riesca a convivere con l'immagine di merda che riflette il tuo specchio ogni volta che ti ci rifletti.

Prova a perdornarti.
Alessandro"







5 febbraio 2018

Nn c'è più niente

Eddai su, ditemi la verità, é tutto uno scherzo vero? Vi state prendendo gioco del sottoscritto. Potrebbe essere anche un test valutativo per comprendere le persone, uno studio antropologico per analizzare gli usseri umani e i loro comportamenti.

Oppure potrebbe essere una prova per vedere quanto resista prima di decidere di cambiare comportamento e cominciare ad  essere uno stronzo patentato. Mi volete vedere sfiancato, deluso, amareggiato, incattivito e meschino. Sapete una cosa? Siete lontani anni luce da questo obiettivo. Per quanto vi ostinate a togliermi un pezzetto di speranza e di sorriso siete ancora lontani da rendermi arido.

Avete presente gli ebiti a cui danno le bastonate e nonostante tutto sorridono sempre: bene io sono uno di quelli.

Si azzera tutto, si ricomincia da capo e soprattutto si valuta delle possibili deleghe al mio codice etico. Un codice forse troppo elevato per la masnada di coglioni..

Ho letto qualche giorno fa che nn possiamo essere responsabili dei nostri sentimenti ma lo siamo delle nostre azioni.

Dovrei lentamente eliminare delle persone dalla mia vita, dovrei dare spazio per accogliere il nuovo.

2 febbraio 2018

Stai fermo cosi



Sai la cosa strana di questo periodo è che mi andrebbe di parlarti chiaramente e di chiederti scusa? Ovviamente poi non lo faccio e non perchè con te non parli ma solo perché non credo che ci sia nulla da chiedere scusa. Ammetto di sentire la necessitò di chiederti scusa, di dirti che mi dispiace che tu sia capitato in questo momento della mia vita. Ti chiederei scusa perché in questo periodo mio caro C. stai pagando lo scotto del fatto che io sappia esattamente quello che voglio molto prima di sapere quello che non voglio.

Stai pagando le conseguenze di questo mio atteggiamento (?), di questo mio essere sicuro di quello che sono e di quello che voglio. Mi ero ripromesso tempo fa che non avrei più messo da parte alcuni concetti per me fondamentali per il bene di un'altra persona. Non voglio più subordinare il mio benessere ad un benessere altrui. So esattamente quello che voglio e in questo ultimo mese e passa mi hai confermato che tu non puoi darmi molto di quello che io cerco. Sai ho pensato inoltre che sono stanco di dover io avvicinarmi alle posizioni altrue: esistono i compromessi e sono bellissimi perché è l'unione di due punti di vista diversi. Se non siamo capaci a trovare compromessi allora non siamo andando nella stessa direzione, non siamo disponibili a metterci in discussione e cedere un pezzo delle nostre convinzioni a favore di quella dell'altro. 

Voglio una persona che mi tenga per mano e che sia disponibile a trovare un compromesso pur di essere felici entrambi.




14 gennaio 2018

Siediti qui...

Avrei dovuto scrivere di te mesi fa, molto probabilmente quando ti ho conosciuto, in quel periodo strano d'attesa tra la partenza certa di C. e non l'altrettanto certo suo ritorno. Ti ho conosciuto per caso e sempre per caso ci siamo incontrati per la prima volta: credo che siano passati quasi due mesi da quell'incontro a Monti, da quelle chiacchiere un po' imbarazzate e da quei silenzi goffi. Sono passati mesi dalla prima volta che ho visto il tuo sorriso, il tuo sguardo e quel tatuaggio sexy che hai sul braccio.

Ho provato ad avere verso di te un comportamento più corretto e onesto possibile e tutto quello che ho fatto fino ad ora è stato cercare di seguire quella direttiva. Quando le cose con C. hanno preso quel sentiero contorno ho sentito il bisogno di tutelarti e di avvisarti subito perché non so da quale parte del corpo nascesse questo pensiero ma avrei dovuto tutelarti dal "dolore". Volevo essere con te il più corretto possibile perché sei una bella persona, perché tutto quello che hai di buono dentro il tuo corpo si manifesta nei tuoi occhi, nelle parole (poche ma sincere) e nei tuoi gesti.

Avrei dovuto scrivere di più di te su questo blog, su questo pezzo di internet che ho occupato scrivendo di me, dei miei pensieri e degli innumerevoli sbagli che faccio ogni giorno. Racconto qui quelli che sono alcuni miei pensieri, alcuni miei sfoghi, alcuni attimi della mia vita e nell'ultimo periodo tu sei stato presente nella mia vita. E' giusto che tu abbia questo post, che ti dedichi questi pensieri...

Ammetto di vivere in un periodo di confusione sentimentale, una bulimia del sentimento dove mi vorrei nutrire fino alla sazietà di qualsiasi cosa mi faccia stare bene. In questa fase di ingozzamento forzato mi capita di "mangiare" qualcosa e credere che sia, finalmente, la pietanza giusta... ho conosciuto tante persone negli ultimi due anni, molte di più di quelle che avrei mai pensato prima, mi sono divertito, mi sono concesso non limitandomi a volte ho avuto la sensazione di aver trovato la persona "giusta" quella che meritata un investimento affettivo di una certa portata e altre volte, invece, ho avuto la certezza di aver conosciuto dei figuranti di passaggio.

Ci sono delle persone tra questi incontri che più di altri hanno toccato qualche corda del mio cuore: ci sono i nomi storici e cioè A. e R. e poi abbiamo C. Vi starete domando dove sia finito C., beh miei cari è una bella domanda. Che fino a fatto C? Probabilmente il tempo, lo spazio e la distanza sta facendo il suo lavoro e quello che sembrava poter essere qualcosa di concreto si è palesato con tutta la sua debolezza. Ho ripensato a tutti i discorsi che abbiamo fatto e ogni volta che ripeto nella mia testa parte delle sue battute trovo che tutto il quadro generale assuma nuove e non gradite dimensioni. Credo di non potermi negare il diretto alla felicità a causa di alcune persone che ho incontrato per strada: questa frase non viene pronunciata con astio e cattiveria ma con una bonaria consapevolezza. Ad oggi non posso domarmi totalmente a qualcosa che mia dia un parziale ritorno e uno sproporzionato senso di stanchezza.

In tutto questi discorsi tu, F., entri in punta dei piedi e ti aggiri con quel tuo sorriso capace di aprire le porte di qualsiasi paradiso tra le stanze della mia assenza. Tu che ti aggiri senza averi mai preteso niente, senza aver mai alzato la voce.. beh tu forse hai tutto il diritto di sederti alla mia tavola ed io ho il dovere di darti una possibilità e di capire se insieme a te io possa essere felice.


8 gennaio 2018

Catalogo sull'amore secondo me

Cosa ha la gente contro quello atteggiamento che vede due individui impegnarsi una relazione stabile?

Riconosco che i tipi di relazioni umane siano miliardi, di una complessita quasi disarmante e che esistano una sfaccietture di cromature difficile da racchiudere in una manciata di colori primari ma sono fortemente convinto che ad un certo bisogna semplificare

La semplificazione passa attraverso dei concetti semplici e non per niente scontati:

Semplicità: le relazioni, o almeno le mie, devono essere semplici. Badate bene non sto dicendo che tutto dovrebbe essere vissuto con superficialità, anzi! Ben vengano i rapporti profondi e complessi ma devono essere semplici, tutto deve avvenire con quella semplicità che contraddistingue un rapporto tra persone che si amano. Se il rapporto tra due persone è complesso, sempre complicato, dal mio punto di vista c'è qualcosa che non va. L'amore è semplicità, i sentimenti sono e devono essere facili. Poi tutto il resto può essere complesso, il quadro generale all'interno in cui si muove una relazione può essere complicato ma il sentimento.. diamine deve essere semplice. Il parlarsi, l'ascoltare, il capirsi.. deve essere semplice. 

lo starci: 0 e 1 è il linguaggio binario oppure bianco e nero oppure esserci o non esserci. Io ho sempre preferito lo stare, l'essere presente nella vita delle persone. Non possiamo stare a metà nella vita delle persone; non possiamo avere una relazine a metà. Ci sto quando mi fa comodo a me, ci sto nei giorni dispari o ci sto dosando le emozioni. Cazzo se io provo affetto verso una persona io mi concedo io decido di starci, di esserci. 

L'ansia: sapete che un po' avere rotto il cazzo con sto concetto di ansia? a sentire voi tutto è riducibile ad avere ansia. Non è che state confondendo quella cosa di assumersi responsabilità con l'ansia? Cosa vi credete di fare di poter fare un passo laterale e sfuggire ad ogni tipo di responsabilità? Facciamo i seri.. non avete le palle! 

L'ansia 2: Io non voglio assolutamente sapere che sono la causa di ansia per le altre persone. Io non voglio sapere che sono la causa di complicazioni nella vita di altre prsone. Non è così che secondo nascono le relazioni. Io voglio essere la causa di gioia, di allegria, di sane incazzature, di preoccupazioni sane.. io non posso pensare di creare ansie nella vita di chi conosco. 


Io ho voglia di esserci, di starci fisicamente e mentalmente, ho voglia di sapere che quando chiedo a qualcuno di andarlo a trovare quel qualcuno abbia un battito in più dalla felicità, vorrei sapere che se chiedo ad una persona di uscire a cena quella persona rifletta anche dell'eventualità di annulare tutti gli altri impegni; voglio sperare che quando sto con qualcuno io sia la semplificazione ai suoi pensieri.
Io vorrei questo in un rapporto sano. Io voglio crescere assieme all'altra persona, voglio camminare e inciampare con lui, voglio assumermi le mie responsabilità ed essere a fianco a scelte difficili e impegnative. Sono abbastanza adulto da prendermi le mie ansie e sapermele gestire. 

Devo riflettere.