Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

25 maggio 2016

incontri.



Mi è ricapitato tra i consigli di You Tube sarà perché l'ho visto talmente tante volte da saperlo quasi a memoria. Personalmente lo trovo meraviglioso. Poco mi interessa sapere se sia una trovata commerciale, una pianificazione dei due artisti o qualsiasi altra possibile messa in scena. La mia opinione è che questo video trasuda emozioni.

Come si guardano... con quale dannata intensità, stupore e meraviglia. Che altro si deve aggiungere in una scena del genere? Chi di noi non avrebbe voluto guardare negli occhi una persona amata, che non si vede da anni, e protrarsi verso di lei allungando le mani e stringendole. Mi piacerebbe farlo con molte persone... e soprattutto mi piacerebbe costruire un rapporto così intimo con qualcuno. Lei rimane straziata, o almeno è quello che percepisco io, da questo incontro... come darle torto.

Volevo scriverlo qui, deve rimanere impresso.

Masnada di emozioni



La parola giusta di oggi è insoddisfazione. Mi rendo conto che metà delle sensazioni e emozioni che sto vivendo in questo preciso momento sono figlie di una notte dove ho dormito male. Ho dormito male per motivi futili dati da qualche bicchiere di alcol di troppo e da una citofonata del coinquilino delle 5 del mattino. 

Ma oggi è uno di quei giorni dove le emozioni si imbottigliano nella bocca dello stomaco e li si bloccano. Avete presente il traffico che si forma quando vi è un restringimento di carreggiata? Ecco, dentro di mi vi è in atto un ingorgo di emozioni.

Dovrei mettermi li e analizzarle una ad una e cercare di capire perché nascono e come fare a farle passare. In pratica fare il vigile urbano del mio corpo. Non ne ho voglia. Quindi continuerò a vivere la giornata. 

Avrei voglia di fare, disfare, creare, vedere, camminare, correre. Ho accumulata un'energia dentro di me che vorrebbe solo esplodere. Ho voglia di leggere, ascoltare la musica, capire le cose, andare ai concerti, andare al mare, vedere boschi, mangiare e urlare.  

Credo di avere tanta voglia di sfogarmi e di lasciarmi andare. Smetterla di trattenere le energie, le sensazioni, le emozioni e le parole. Chissà poi perché scrivo proprio qui tutto questo? 

23 maggio 2016

Estate

"Arrivati a questo punto
dicesti
o si va oltre
o non ci si vede mai più
Non capivi che il bello era proprio quel punto
era rimanere
nel limbo delle cose sospese
nella tensione di un permanente principio
nel nascondiglio di una vita nell’altra
Così il mio contrappasso di pokerista
è stato perdere tutto
appena hai forzato la mano."

Cit. Michele Mari

Questo stralcio trovato per caso su internet è Il contrario di quello che vorrei, di ciò che vorrei ora. interrompere questa perenne sensazione di vivere in un momento sospeso tra "o si va oltre" e il "non ci si vede più", ma tutto senza forzare la mano perché non ne sono capace. 

Ad oggi mi manca la forza di compiere la famosa sterzata o di riprendere le redini e quindi il pieno controllo. L'unica cosa che sto provando, quotidianamente, è di mettere ordine qui e la e di avere e mantenere le idee chiare. 

Vorrei che venisse l'estate, le vacanze, il mare e aria nuova. 



20 maggio 2016

Sparirò


Basta un gesto impercettibile un movimento della mano quasi fosse uno spasmo un cenno delle dita dell'indice e del medio: ed io sparirò. Mi alzerò da questa sedia riponendola sotto il tavolo E svanirò. Avrò rimpianti? Spesso. Mi guarderò indietro? Ogni Giorno. Ma in quel tuo gesto troverò la forza. La forza per convivere con il dolore. Ricordati che ogni volta che guarderò alle mie spalle verso te L attimo successivo il mio sguardo volgerà al futuro: Un futuro che non ti apparterrà più. Credimi sparirò,  Ora sta a te.




Scritta da me medesimo,

19 maggio 2016

Sterzata



non credo che sia un gioco ma solo un meccanismo malsano che ho instaurato io. E' da giorni che ci penso e forse l'unica cosa veramente sensata da fare sarebbe quella di mollare un po'... il nocciolo della questione è che non ce la faccio. Appena si fa vivo io scatto sull'attenti.

Credo di non essere mai stato cosi patetico. Provo a darmi qualche altro giorno e poi devo dare un sterzata a tutto questo. Non ho alternative.


17 maggio 2016

Perplessità



Così tanto per capire perfettamente la situazione quale sia: tu, rispondimi sinceramente, stai giocando? 

Ti assicuro che la sensazione che provo a volte nel parlare con te e di star giocando. Oppure ti posso fare un altro simpatico esempio. Hai presente due cani che per studiarsi si annusano? Sinceramente parlando, in questo preciso momento, credo che tu mi stai annusando. 

A che gioco stiamo giocando e soprattutto se lo stiamo facendo a che mano siamo arrivati? Il turno è tuo o mio? A chi tocca lanciare i dati? 

Altra cosa che mi viene voglia di chiederti è.. quali sono le regole? Perché ho come la sensazione che ogni volta che io voglia alzarmi da tavolo e abbandonare la partita tu mi trattenga con un mano... Mi trattieni e mi allontani. Mi trattieni e mi allontani. 

Stiamo giocando vero? Se la risposta dovesse essere no io devo valutare attentamente questi tuoi atteggiamenti. Perché se sono frutto di piena e spontanea sincerità ti dico invece che agli occhi esterni risultano ambigui. 

Se invece volessi giocare allora.. giochiamo. Continuo a stare a questo tavolo, certo sono consapevole che fra i due quello che rischia di più sono io, e continuiamo la partita.

Se è pur vero che è impossibile razionalizzare tutto e pur vero che gli animali si comportano senza un minimo di razionalità.

Sono perplesso.  

16 maggio 2016

Scrivi tra vent'anni



Se dovessi scrivere una lettera al me stesso del futuro augurandogli che i suoi sogni si possano realizzare probabilmente gli scriverei qualcosa del genere.


"Ad oggi sono sicuro che tu sia felice e che stia leggendo questa lettera scritta nel lontano 2016 seduto sul divano di casa tua, si proprio quella casa che hai curato con cura e amore e che più che altro rispecchiasse il tuo essere. Ti vedo seduto a gambe incrociate come fai di solito, in quella posizione quasi da meditazione ma che di meditazione non ha niente. E' come se ti vedessi stringere in una mano questa lettera e nell'altra tenere la mano del tuo compagno. 

Quel compagno che hai trovato, finalmente, dopo anni di ricerca e di lavoro che hai fatto. Me lo ricordo quel lavoro che abbiamo fatto, io e te, per cambiarci e per renderci la persona che oggi tu sei diventato. Io probabilmente sono morto schiacciato da qualche masso che hai lanciato cercando di liberare il cervello e il cuore da quella prigione in cui io l'avevo rinchiuso. l'Io del passato quello che per non farmi e farti soffrire ci aveva rinchiuso. Ora sorridi e fai bene a farlo, ma io in quegli anni non ridevo e studiavo giorno e notte come fare per proteggermi. 

Ti ricordi quando sognavamo di essere felici con un altra persona? Ti ricordi quale era il tuo più grande desiderio? Si, esattamente, era quello di poter contare in un rapporto esclusivo di uno ad uno con la persona che hai scelto. Ti poter spogliarti completamente nudo e poter mettere davanti a lui tutto te stesso e di essere sicuro che almeno nel presente non ti avesse pugnalato. 

E' sempre impossibile prevenire il dolore, prevenire le mosse altrui ma è terribilmente meraviglioso lasciarsi andare dentro un altro individuo e sentirsi unici, completi e indivisibile. E' esattamente quel rapporto che stai vivendo te in questo momento che tanto speravi. Quel rapporto fatto di gesti ordinari e giornalieri che hanno reso la tua vita diversa a tratti unica. Niente gesti plateale, urlati e calcati. Ma tutti atti e, soprattutto, tutte parole pesate e ponderate.

Hai trovato la felicità anche te. Tu che eri convinto di non poter avere tutto dalla vita. Guardati attorno, te ne prego, è vero il cammino che ti ha fatto giungere fino a li è stato pieno di dolore. Inaspettato e lacerante. Quel dolore così puro che hai pensato di non potercela fare e invece, anche in quelle occasione hai trovato la forza. Probabilmente abbiamo visto nel nostro passato e nel nostro presente le figure dei nostri genitori. Quei giganti umani che ti hanno guidato fino a dove sei ora. 

Lo so, probabilmente, ti sto trattenendo e invece ora dovresti essere già in cucina a preparare la cena perché stanno arrivando i tuo amici... no meglio dire la tua famiglia. Quella bella e unica che hai creato anni fa. Come l'avevi chiamata? Ah si famiglia selettiva. E' di questo che ti parlavo sai? Ti rendi conto di quanto sei stato fortunato e felici anche in quei momenti che ti sentivi solo? Hai una famiglia naturale e una famiglia selettiva hai scelto, perché si è tratto di casualità ma soprattutto di scelta ponderata, una serie di persone meravigliose con cui condividere la tua vita.

E se alcuni di loro si sono persi nel futuro ricordati di quello che dicevo io nel passato.. ti hanno lasciato talmente tanto e ti hanno regalato talmente tanti sorrisi che non dovrai mai pensare a loro come persone cattive ma semplicemente come persone che hanno deciso di vivere diversamente. 

Ti voglio scrivere questa lettera oggi perché oggi tu eri triste. Ti sentivi incompleto e insoddisfatto. Ti sentivi di non aver centrato tutti i tuo obiettivi. Vorrei che la rileggessi ogni tanto questa lettera per farti capire che invece sei felice. 

Nella giornata odierna, spero tanto che tu non futuro non sia cambiato in questo, hai anche pensato di cambiare il tuo carattere di farlo diventare più spigoloso meno accomodante. Ti rendi conto che sei arrivato dove sei arrivato proprio perché nella vita hai deciso che il dolore tu agli altri non l'avresti provocato? O avresti fatto di tutto per farlo prima a te e poi agli altri. Ricordati la persona solare che eri, dolce e assolutamente nevrotica e se dovessi aver perso qualche tuo aspetto del carattere o se l'avessi rinchiuso in un angolo buio della tua mente ti prego liberalo. 

Ridi, ama e si felice.. cerca di farlo tutte le volte che puoi e cerca di essere costruttivo anche nel dolore. Niente viene per caso. 

Ti lascio,
A.  "



15 maggio 2016

Il cielo in una stanza



Sto vivendo una delle fasi più intense delle mia vita e nonostante tutto sto cercando di farlo con più tranquillità possibile. Ovviamente a volte, come in questo momento, questa sensazione di calma subisce delle virate verso l'inquietudine e l'irrequietezza.

Nel giro di qualche settimane ho portato a termine l'ennesimi coming out con alcune persone, tra cui anche mia madre, a cui ancora ad oggi non avevo detto niente.
L'immagine fissa che ho in testa in questi giorni e di me stesso che prendo un pezzo nascosto della mia vita la denudo e la metto su un piatto per farla giudicare. Perché alla fine è come se ti spogliassi e ti mettessi davanti ad una persona e le dicessi: "Ecco, io sono così ora hai visto tutto. Se vuoi puoi giudicarmi, cambiare opinione, prendermi a parolacce o continuare a pensare quello che pensavi di me fino a qualche secondo fa". Per coloro che non hanno mai dovuto fare una cosa del genere io vi assicuro che, almeno per il sottoscritto, comporta un impiego di energia non indifferente. La continua ricerca di parole giuste e di momenti per essere semplicemente te stesso. Ovviamente se dovessi fare un paragone fra il mio primo coming out e l'ultimo in mezzo, oltre che dieci anni, c'è un altro me, un altro cervello e un'altra consapevolezza. Lo sforzo non è paragonabile, la paura non è la stessa... insomma ad oggi dire di me stesso ad un altro non è più un "problema" sentito come lo era a 18 anni.

La consapevolezza a cui sono arrivato oggi è frutto delle mie esperienza quotidiane e del continuo lavorio del mio cervello: lavoratore instancabile che da 25 anni lavora sapientemente per rendere la mia vita migliore e contemporanemante impraticabile. Il mio peggiore nemico, ad oggi, è lui il mio cervello.

Tornando al discorso del coming out parallelamente allo sforzo che si compie per essere se stessi c'è il lato più positivo di tutti quello di potersi togliere maschere, drappi e pesi sullo stomaco. Di spogliarsi da tutto quello che è di più e vivere con più leggerezza. Probabilmente chi non è gay non è costretto a compiere questo sforzo enorme di presa di coscienza del proprio io e non compie gesti così squisitamente autentici.

L'unico oroscopo che leggo, più per divertimento che per altro, la settimana scorsa mi ha detto che avrei dovuto essere chiaro con tutte le persone che avrebbero potuto apprezzare tale gesto e questa settimana mi ha detto di brillare. Ecco oggi posso dire che ho provato in tutte le manieri sia ad essere chiaro che a brillare. Sto seminando un sacco, ogni giorno aro il terreno e butto i semi e con dedizione li annaffio e ad oggi sono sicuro che questo sforzo verrà ricompensato. Certo se qualcuno dovesse chiedermelo in questo momento, qui vicino a me sul mio letto, vorrei solo lui. Solo A. per vederlo da vicino con gli occhiali e leggere su tutto il suo corpo la sua storia. Vorrei sdraiarmi vicino a lui in silenzio e fare si che la calma invadi i nostri corpi. Mi piacerebbe poi rompere il silenzio con frasi asciutte e precise e parlare di me, di lui e del futuro. Vorrei che il soffitto e le pareti della stanza scomparissero per lasciare solo un cielo infinito. Ma si sà... siamo la generazione dei film, libri e serie tv e queste cose nella realtà non succedono poi così spesso.




11 maggio 2016



"Ci portiamo dentro chi non siamo riusciti a tenerci accanto"

Niente da aggiungere. 

10 maggio 2016

Un giorno questo dolore...



C'è bisogno di sedersi per terra a gambe incrociate fare un respiro profondo e iniziare. 

Iniziare a fare cosa?

A sfilarsi i pensieri dalla testa e riporli con cura nelle scatole che sono state accuratamente poste difronte e me. Scatole di colori e grandezze diverse ma tutte con una etichetta bianca con sopra scritto ciò che andranno a contenere. La scatola più piccola, quella di colore rosso, ha un etichetta con su scritto "amore", la scatola nera che contiene "la rabbia", quella grigia che andrà a contenere "il rimpianto", la scola verde che è della "felicità". Sono tante le scatole, sono tutte diverse perché ognuna contiene una emozione. 

Sfilo il primo pensiero lo lascio andare via dalla testa ed è come se fosse un intreccio di fili uniti fra loro. Con tutta la calma che riesco ad avere inizio un lavoro certosino nel tentativo di slacciare i nodi. Ho bisogno di vedere il pensiero vivisezionato, di poterlo guardare con attenzione e soprattutto di farlo con calma, ricordandomi che i respiri si fanno a pieni polmoni e utilizzando l'addome. Ho bisogno di prendere tutti questi pensieri e riporli via perché ad oggi ho bisogno di riordinare il mio cervello. La mia personale dispensa di emozioni, conoscenze, saperi e ricordi è stata messa sotto sopra e ora tocca riordinarla, Ma questo trambusto inaspettato è stato una manna dal cielo, l'occasione propizia e inaspettata di mettere ordine ovunque.

Un giorno questo dolore ti sarà utile è un titolo di un film che però, in questo momento, potrebbe essere propizio. Un giorno quando rientrerò nella mia dispensa di emozioni, e lo vorrò fare sempre più spesso, avrò la maturità adatta di girarmi tra gli scaffali, prendere una scatola e osservare le emozioni e saperle vivere di nuovo. 

Ho imparato tante cose di me, ho finalmente compreso molto di come sono fatto e di quello che mi sono fatto per trent'anni, Mi sono guardando talmente dentro che mi sono spaventato perché ho finalmente capito dove ho sbagliato. Ho visto nel dolore altrui un mostro da cui dovevo difendermi, dovevo tutelare la mia felicità e tranquillità. Quanto dolore mi sono imposto così.. 

Dopo aver sistemato i pensieri è giunto il momento di alzarsi e farsi forza e continuare a ballare, lottare e sgomitare per cercare la felicità e la troverò nascosta dentro tanto dolore ma alla fine la troverò. 

6 maggio 2016

Proviamo a mettere un punto?



Proviamo a mettere un punto a questi giorni e chiudere così una quartina di giorni complessi. Proviamo a mettere un punto a pensieri che si sono susseguiti calpestandosi, inciampando e rotolando a valle.
Proviamo a mettere un punto e tirare un sospiro lungo di quelli che riempono i polmoni e poi buttare via tutta l'aria come se fossero solo microbi nocivi.
Proviamo a mettere un punto e chiudere il libro.
Proviamo a mettere un punto alla razionalità.
Proviamo a mettere un punto alle parole dette e ridette.
Proviamo a mettere un punto alle lacrime.
Proviamo a mettere un punto alle spiegazioni logiche ricercate sempre ovunque.
Proviamo a mettere un punto.

Punto.

Da domani si deve respirare aria nuova.

"Distendo le vene
E apro piano le mani
Cerco di non trattenere più nulla
Lascio tutto fluire
L'aria dal naso arriva ai polmoni
Le palpitazioni tornano battiti
La testa torna al suo peso normale
La salvezza non si controlla...
Vince chi molla."

Vince chi molla - Niccolò Fabi 

3 maggio 2016

Cosa posso fare, in fondo è solo un pensiero


"Cosa posso fare, in fondo è solo un pensieroEppure sono sveglio, ho solo ascoltato la musica
Dove vuoi arrivare, ancora un passo dentro al fiume
Dietro le parole, nasconderei più del timore "
Cit. Che ore sono - Zibba  



Ritrovarsi nelle parole, in questo caso nelle canzoni, di altri e pensare che l'abbiano scritte per te. In fin dei conti realmente cosa posso fare, sono solamente dei pensieri. Pensieri che ciclicamente si ripresentano, che mi svegliano presto la mattina e che arrivano dritti sulla bocca dello stomaco. Quei pensieri che sono peggio di coltellate perché affondano le loro radici nella carne e stringono forte; pensieri che tolgono il respiro e raffreddano il corpo per un secondo. Pensieri che danno una schicchera su qualche nervo scoperto e ti immobilizzano. 

Avrei voluto riscrivere i finali di tutti questi lunghi 40 giorni uno a uno. Avrei voluto mettermi alla scrivania e modificare una virgola, una frase, uno sguardo e portare tutto dove vorrei tanto. Sono un legittimo figlio di Film e Libri e pertanto amo i finali inaspettati quelli dove il colpo di scena ne fa da padrone. I finali rocamboleschi presenti in qualsiasi buon film e praticamente assenti nella vita reale. In pratica aspetto messaggio che mi stravolgano la vita, richieste di uscite inaspettate, baci rubati, sfiorate clandestine.. in sostanza qualsiasi cosa che scombussoli l'esistenza e ti faccia pensare "Si, ho speranza". Ad oggi non sono arrivati, ma forse sono giunti altri gesti più umani e meno teatrali. 

Non riuscendo ad avere le idee chiare e non capendo minimamente dove tutta questa situazione stia andando devo vivere dentro una "meravigliosa" bolla fatta di attesa. Attesa al 100%. La Madonna, quella dell'apparizione per essere precisi, gioca con me e sapendo benissimo che io le attese le odio perché mi logorano. Che altro poteva pensare di "divino" per il sottoscritto se non farmi vivere dentro una attesa perpetua? Veramente ho il piacere di comunicarti mia altissima apparizione il mio più sentito ringraziamento per codesto trattamento. 

Ora devo far funzionare il cervello e pensare che altro inventarmi per vederlo. Oggi vorrei solo che fosse un filino più facile. 


2 maggio 2016

Apparizione della Madonna



Quello che ho ironicamente ribattezzato "visione della Madonna" nient'altro è stato che una conversazione avvenuta in fermata dell'autobus a Piazza San Giovanni di Dio con il sottoscritto. Un monologo con me stesso dove sono stato terribilmente sincero e dove finalmente sono riuscito a trovare le parole giuste per comprendermi. 

Ho quello di cui ho bisogno e devo solo vedere tutto secondo una prospettiva "costruttiva" e non "distruttiva"; credo fortemente nella giustizia e se credo a ciò non posso negare quanto di bello ci sia e quindi ad oggi devo dire soprattutto "grazie". La negatività non porta a niente e genera solo ulteriori sentimenti negativi. Questi principi di positività, costruttività e serenità  devono valere su tutti i fronti della mia vita.  

Inoltre sono successe alcune cose di scarso valore ma ci siamo riavvicinati (?) ci siamo incontrati e siamo stati assieme io lui e altri nostri amici. Le vite si sono intrecciate un altro po' e se questo sia un bene o un male io non l'ho capito.

Ho voglia di copiare una cosa che aveva scritto lui per ricordarmela in un futuro, sempre rimanendo fedele che questo blog deve essere una fonte "storica" sul mio passato a cui attingere se ne aessi bisogno. Non ho la certezza che l'abbia scritta per me.. anzi. Poco importa perché mi piace molto. 

Baci
Vorrei riempirti di baci,
baci che schioccano uno dopo l’altro
accavallati come gambe 

intrecciati come sedie di paglia,
baci con le labbra secche
al freddo
con la pioggia che arriva
di colpo a bagnarli.
Baci al contrario, a testa in giù
messi in fila, una raffica.

Ritrovarsi in una sparatoria
Volumi di baci scambiati a bizzeffe
Un manto di petali sul pavimento
Mani che si cercano confuse,
Tremore di cosce
Una paura fottuta 
Di non sapere bene dove mandare la lingua
Che in Francia dicono si intrufoli modesta.

E poi schiocchi e gocce 
Siamo già lì.
Che hai cominciato tu
Che io pensavo
E tu mi baciavi
E mi son detto: allora volevi anche tu.