Sto vivendo una delle fasi più intense delle mia vita e nonostante tutto sto cercando di farlo con più tranquillità possibile. Ovviamente a volte, come in questo momento, questa sensazione di calma subisce delle virate verso l'inquietudine e l'irrequietezza.
Nel giro di qualche settimane ho portato a termine l'ennesimi coming out con alcune persone, tra cui anche mia madre, a cui ancora ad oggi non avevo detto niente.
L'immagine fissa che ho in testa in questi giorni e di me stesso che prendo un pezzo nascosto della mia vita la denudo e la metto su un piatto per farla giudicare. Perché alla fine è come se ti spogliassi e ti mettessi davanti ad una persona e le dicessi: "Ecco, io sono così ora hai visto tutto. Se vuoi puoi giudicarmi, cambiare opinione, prendermi a parolacce o continuare a pensare quello che pensavi di me fino a qualche secondo fa". Per coloro che non hanno mai dovuto fare una cosa del genere io vi assicuro che, almeno per il sottoscritto, comporta un impiego di energia non indifferente. La continua ricerca di parole giuste e di momenti per essere semplicemente te stesso. Ovviamente se dovessi fare un paragone fra il mio primo coming out e l'ultimo in mezzo, oltre che dieci anni, c'è un altro me, un altro cervello e un'altra consapevolezza. Lo sforzo non è paragonabile, la paura non è la stessa... insomma ad oggi dire di me stesso ad un altro non è più un "problema" sentito come lo era a 18 anni.
La consapevolezza a cui sono arrivato oggi è frutto delle mie esperienza quotidiane e del continuo lavorio del mio cervello: lavoratore instancabile che da 25 anni lavora sapientemente per rendere la mia vita migliore e contemporanemante impraticabile. Il mio peggiore nemico, ad oggi, è lui il mio cervello.
Tornando al discorso del coming out parallelamente allo sforzo che si compie per essere se stessi c'è il lato più positivo di tutti quello di potersi togliere maschere, drappi e pesi sullo stomaco. Di spogliarsi da tutto quello che è di più e vivere con più leggerezza. Probabilmente chi non è gay non è costretto a compiere questo sforzo enorme di presa di coscienza del proprio io e non compie gesti così squisitamente autentici.
L'unico oroscopo che leggo, più per divertimento che per altro, la settimana scorsa mi ha detto che avrei dovuto essere chiaro con tutte le persone che avrebbero potuto apprezzare tale gesto e questa settimana mi ha detto di brillare. Ecco oggi posso dire che ho provato in tutte le manieri sia ad essere chiaro che a brillare. Sto seminando un sacco, ogni giorno aro il terreno e butto i semi e con dedizione li annaffio e ad oggi sono sicuro che questo sforzo verrà ricompensato. Certo se qualcuno dovesse chiedermelo in questo momento, qui vicino a me sul mio letto, vorrei solo lui. Solo A. per vederlo da vicino con gli occhiali e leggere su tutto il suo corpo la sua storia. Vorrei sdraiarmi vicino a lui in silenzio e fare si che la calma invadi i nostri corpi. Mi piacerebbe poi rompere il silenzio con frasi asciutte e precise e parlare di me, di lui e del futuro. Vorrei che il soffitto e le pareti della stanza scomparissero per lasciare solo un cielo infinito. Ma si sà... siamo la generazione dei film, libri e serie tv e queste cose nella realtà non succedono poi così spesso.
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