A volte quando mi siedo da qualche parte e sento il mio corpo stanco, i miei muscoli tirati e il mio respiro complesso e affannato mi sento inaspettatamente e nitidamente fiero di me. Mi piace il tipo di persona che sono, mi piace il mio cervello, mi piacciono le mie gambe svelte e le mie mani capaci di fare.
Mi piace il mio senso pratico, la mia empatia, il mio saper fantasticare e la mia capacità di saper ridere e scherzare. Mi piace avere sempre poco tempo per fare le cose perché mi piace correre da una parte all'altra e avere la sensazione che il tempo mi stia sfuggendo dalle mani.
Mi piace sentirmi vivo ogni giorno.
Sono contento di essere arrivato a questo punto e cioè alla consapevolezza che a fianco ai tanti difetti ci sono altrettanti pregi. Mi rendo conto di essere una persona complessa perché ho un carattere, un pensiero e delle emozioni tridimensionali. Se pensate che io sia presuntuoso a scrivere tutto questo la risposta sincera è la seguente: Si, in parte mi rendo conto di esserlo un filino presuntuoso ma devo anche riconoscere che attorno a me vedo un tale piattume di cervelli...
Il lavoro nuovo procede, succede che alcune volte torno a casa completamente sfatto sia fisicamente che mentalmente: non è facile stare dietro a 7/8 ragazzi ognuno con le proprie esigenze ed emozioni. Tornando un attimo al discorso precedente mi rendo conto di piacermi anche dalla capacità che sto dimostrando con questi ragazzi: mi riempe di soddisfazione vedermi cosi centrato nella mia vita da riuscire a reggere colpi diretti e indiretti. Mi piace tanto aver capito che gli sforzi che ho fatto negli ultimi anni mi hanno portato a questo punto.
Ieri ho iniziato di nuovo a lavorare in Copisteria: saranno mesi stancanti ma se non spingo ora che son giovane e con tanta energia in corpo quando lo farò?