Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

12 aprile 2017

Afferra il presente


A volte quando mi siedo da qualche parte e sento il mio corpo stanco, i miei muscoli tirati e il mio respiro complesso e affannato mi sento inaspettatamente e nitidamente fiero di me. Mi piace il tipo di persona che sono, mi piace il mio cervello, mi piacciono le mie gambe svelte e le mie mani capaci di fare. 
Mi piace il mio senso pratico, la mia empatia, il mio saper fantasticare e la mia capacità di saper ridere e scherzare. Mi piace avere sempre poco tempo per fare le cose perché mi piace correre da una parte all'altra e avere la sensazione che il tempo mi stia sfuggendo dalle mani. 

Mi piace sentirmi vivo ogni giorno. 

Sono contento di essere arrivato a questo punto e cioè alla consapevolezza che a fianco ai tanti difetti ci sono altrettanti pregi. Mi rendo conto di essere una persona complessa perché ho un carattere, un pensiero e delle emozioni tridimensionali. Se pensate che io sia presuntuoso a scrivere tutto questo la risposta sincera è la seguente: Si, in parte mi rendo conto di esserlo un filino presuntuoso ma devo anche riconoscere che attorno a me vedo un tale piattume di cervelli...

Il lavoro nuovo procede, succede che alcune volte torno a casa completamente sfatto sia fisicamente che mentalmente: non è facile stare dietro a 7/8 ragazzi ognuno con le proprie esigenze ed emozioni. Tornando un attimo al discorso precedente mi rendo conto di piacermi anche dalla capacità che sto dimostrando con questi ragazzi: mi riempe di soddisfazione vedermi cosi centrato nella mia vita da riuscire a reggere colpi diretti e indiretti. Mi piace tanto aver capito che gli sforzi che ho fatto negli ultimi anni mi hanno portato a questo punto. 

Ieri ho iniziato di nuovo a lavorare in Copisteria: saranno mesi stancanti ma se non spingo ora che son giovane e con tanta energia in corpo quando lo farò?

1 aprile 2017

Posizione del Guerriero


Chi mi conosce sa che uno dei tratti fondamentali della mia persona è la malinconia, un sentimento che assieme a tanti altri crea la mia personalità. In questi giorni, dopo travolgenti settimane occupate al capire e ad adattarmi al nuovo lavoro, la malinconia fa di nuovo da padrona. Inevitabilmente il pensiero scappa e corre senza meta fino ad arrivare a lui...

Come sono abituato a fare di continuo mi domando se questo sentimento sia dovuto ad una fissa o a qualcosa di più profondo. Credo di poter rispondere che non è determinato da una fissa ma da una concreta sensazione di dispiacere: ebbene si sono dispiaciuto, a volte mi sento anche un po' triste e sconfortato perché vorrei potergli parlare ancora. Vorrei poterlo guardare, afferrargli le sua mani (mi piacevano le sue mani), guardare i suoi occhi e la sua faccia (mi piaceva anche la sua faccia) e perché no anche baciarlo (mi piaceva baciarlo). Invece ormai non è possibile più niente di tutto questo e mi rimane solo questo sapore amaro in bocca... 

Ho mantenuto la promessa di non incontrare nessuno nel mese di marzo perché avevo bisogno di centrarmi; di tornare al centro del mio mondo e di stabilizzare i miei piedi. Avevo bisogno di avere la conferma di non voler conoscere qualcuno per riempire vuoti. Non volevo, anche se una volta l'ho fatto, usare una persona per riempire spazi lasciati vuoti da altri: non voglio ripagare gli altri con la stessa banconota falsa con cui hanno pagato me. 

Sono dannatamente consapevole che non fosse ne l'uomo della mia vita ma era l'uomo giusto del momento: arrivato nel momento giusto, con un cervello giusto e con una bagaglio di esperienze da portare. E' dannatamente difficile trovare qualcosa del genere... in un mare dove la mediocrità regna padrona lui è stato una boccata d'aria fresca e dopo aver respirato aria pulita sono tornato a respirare gas. 

Mi manca. LUI mi manca. Potrei fare un elenco di cose che mi mancano di lui e che si fottesse il pensiero che mi manca l'idea che io mi son fatto di lui. Può darsi: cazzo si questa tese può essere sensata ma inevitabilmente mi manca. 

Con questo non voglio dire che starò fermo a piangere in un angolo o a leccare le mie ferite: mi sono già rialzato, ho di nuovo alzato la testa e ho di nuovo assunto la posa del guerrieri. Avanti mondo se mi vuoi sfidare io ti prenderò ti petto.