Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

27 dicembre 2017

misteriosamente complesso


Se queste righe mirano ad essere un post di fine anno probabilmente mi dovrei prendere alcuni giorni per ordinare le idee e avere il tempo di scriverle con attenzione e dedizione: ma non ho tutto questo tempo, inoltre bisogna esser sinceri che non ho nemmeno tutta questa pazienza, e quindi mi farò andare bene la mezz'ora che mi sono concesso dallo studio.

Caro 2017 stai per terminare e come oramai consuetudine in questo blog devo fare un po' il punto della situazione per capire che razza di anno sei stato. Se per il 2016 non ho avuto dubbi e l'ho quasi da subito etichettato come uno degli anni migliori per te, caro 2017, la situazione è più complessa. Non posso definirti un brutto anno, non posso proprio perché le cose comunque sono andate nella direzione da me sperata e in alcuni casi i risultati hanno superato le aspettative. Sicuramente sei stato un anno più complesso, più maturo e pesante, un anno dove le emozioni, pensieri e sensazioni si sono intrecciate generando un groviglio di emozioni difficili da etichettare in maniera univoca.

Credo di poterti definire un anno misteriosamente complesso. Misteriosamente perché ci sono ancora una marea di situazioni rimaste aperte che mi lasciano quel punto di domanda e quell'ansietta verso il futuro e complesso perché sei stato un anno pieno di sfide, per la maggior parte affrontate e vinte, ma pur sempre sfide.

Spero che per i 2018 la situazione non cambi poi più di tanto vorrei solo che il sentiero di montagna che ho intrapreso si faccia un filino più chiaro e che mi lasci il tempo di mirare il paesaggio e nutrirmi di tanta bellezza. Quello che mi ripropongo per l'anno nuovo e di metterci la stessa grinta che ho messo negli anni passati e di avere la stessa capacità di affrontare le cose.


Passando nello specifico credo che alcune eventi e persone debbano ricevere un'attenzione particolare perché hanno segnato in maniera più incisiva quest'anno.

Il lavoro è stato lo stravolgimento di quest'anno, il tavolo da gioco rovesciato completamente, tanto da modificare i ritmi, gli equilibri e le emozioni che provo. Se mi fermo un secondo e guardo indietro arrivando fino a febbraio in realtà mi sembra sia passato un secolo e passato un altro me. Sono passato da Kuore di Roma a tre lavori: a correre da una parte all'altra, a lavorare la media di cinquanta ora al giorno e a vivere una serie di emozioni difficili da spiegare in poche pagine. R. è un lavoro che sicuramente ha avviato una centrifuga di emozioni dentro di me che non provavo da anni quello che mi fa sorridere di più e pensare che un lavoro come questo due anni fa io non l'avrei mai fatto.

Lo yoga è stata la costante del 2017: meravigliosa e rilassante attività che come ho già detto in precedenza mi è servita tanto per ascoltarmi.

La famiglia Selettiva e Naturale c'è e ci sarà anche nel mio immediato futuro. Coloro che mi conoscono sanno che io vivo anche in funzione di loro, non voglio e non posso fare un passo indietro perché mi sono imposto un codice etico che mi faccia sentire bene e questo codice prevede che per le persone che io amo ci sono e ci sarò sempre. Non dimentichiamo che questo è anche l'anno di S. mio nipote! 

Tu che oggi ha questo nome e che ieri ne avevi un altro, tu che negli ultimi tre mesi ha silenziosamente coperto ogni mio vuoto e che mi hai nutrito con la tua calma. Tu che oggi ti chiami C. e che sempre tu hai cancellato il tuo precedente nome: R. 
Tu che hai vissuto con R. e che mi hai finalmente mostrato che persona sia e che io di lui non né sono più stregato. Tu C. che con la tua calma hai domato i miei eccessi. Tu che sei tornato a vivere a Zurigo che mi hai lasciato quel lato del letto vuoto, il sinistro, che ad oggi mi sembra una distesa infinita distesa di solitudine. 
Sei stato capace di cambiare le carte in tavola, di farmi vivere delle cose che non avevo mai vissuto con tale complessità. Sei e spero che sarai una figura importante della mia vita. Dovrei scrivere di te infinite pagine ma non ci riesco, ad oggi non riesco a trasformare i pensieri in parole scritte. Mi hai tolto le parole in più di una occasione e per uno come me che di parole ci vive e ci lavora è disarmate. Mi hai tolto le parole, mi hai chiuso i pensieri e mi hai fatto piangere. Grazie, non so che altro dirti.

Spero di riavervi tutti assieme nel mio cammino per il 2018 e spero di poter affrontare le nuove sfide che mi sto creando assieme a voi perché se sarò accompagnato da Voi allora tutto sarà più facile.

Grazie a: M. non perderti mai perché sei la stella che mi serve per ritrovare casa; G. Fratello; L. amico che non cambierei per nulla al mondo; F. mezzo cuore; A. mia sorella e madre del mio nipotino; Grazie anche a E. L. R. V. M. M. C. e tutti gli altri.. fate parte della mia vita. 

Buon anno,
Ale 



26 dicembre 2017

un post rimandato

E' probabile che di cose da dire ce ne siano a quintalate ma in questi giorni non riesco a scrivere niente di sensato. Vorrei provare a scrivere un post che riassuma questo mese ma non riesco a trovare le parole per descriverlo con attenzione; vorrei tentare di scrivere un post che parli anche dell'anno che sta quasi per finire..

provo a rimandare tutto questo a domani mattina.

11 dicembre 2017

sono lacrime di..?



Quello che mi ha lasciato scosso è stata la facilità con cui ho pianto o meglio dire la facilità con cui ho sentito l'esigenza di piangere, di lasciarmi andare e di non trattere nessuna emozione. Mi domando se mai una persona che mi conosce da meno di due mesi mi abbia mai visto piangere mentro racconto qualcosa di mio. Sono pià o meno storie della mia persona che tutte le persone a me care conoscono ma non avevo mai sentito l'esigenza di piangere. E' stato strano.

E' come se mi fossi momentaneamente fermato dopo una corsa di kilometri dietro le solite persone, dopo aver finito il fiato e aver stancato il corpo. Mi sono fermato di botte perché l'ho visto. Veramente non so dove mi poterà tutto questo se mi fermerò per un bel po' o ricomincerò a correre a breve ma posso diri per certo che è stato raro che abbia sentito una tale confusioni di emozioni.

Posso dirmi, me lo dico da solo, che mi piace l'idea che ci sia quacuno a cui piaccio? posso dire che mi è sembrato, e mi sembra, la cosa più strana del mondo?

Voglio godermi il momento e lo voglio fare veramente.

7 dicembre 2017

Le montagne si trovano anche a Roma


Stai provando a giocare con il fuoco senza essere né un amante di questo elemento né un bravo giocoliere: il rischio di farti del male è reale.

Al diavolo il rischio e al diavolo tutto quello che concerne la paura di fare, di dire e di vivere. Ho deciso di lasciarmi andare e di vivere oggi queste emozioni senza pensare al domani. Al domani ci penseremo quando arriverà e per ora mi godo il presente e mi godo quello che c'è.

Cosa mi piace di tutto questo? La normalità e la semplicità della cosa che mi mette una tale calma... è la prima volta che non corro dietro ad una persona, che non elemosino parole, gesti ed emozioni. E' tutto semplice ed è tutto normale. Ma sapete quanto sia bella la semplicità e quando ho bramato questa cosa. Tra quindici giorni andrà via e si tornerà ad un'altra normalità. 

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Mi andrebbe di scrivere delle lettere e inviarle ad alcune persone tra cui ci saresti te: M. Amica, compagna e famiglia. Ci saresti te perché sento la necessità di ribadire quanto bene ti posso volare, quanto preziosa sei e quanto è indispensabile la tua presenza nella mia vita per essere sereno. Ti vorrei scrivere che proverò a tutelarti sempre e comunque anche a rischio di farmi del male e che se mai ti farò del male vorrà dire che non sono in me stesso, che ho perso la retta via e ho smarrito il mio codice etico. Le persone come te, le persone a cui noi vogliamo bene, devono essere tutelate perché l'amore è fatto di attenzione e di cura: non si raccoglie ciò che si semina si raccoglie solo ciò di cui ci prendiamo cura.
Ti vorrei dire anche di non pensare che quello che mi hai detto ha cambiato poi di tanto la visione che ho del mondo... un altro mio dannato difetto e sapere quello che voglio e ciò che mi piace e non mi piace. Tu mi hai dato solo conferma che ci sono cose che non mi convincono. 

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L'altra lettera che vorrei inviare è forse per mio Padre a cui voglio un bene dell'anima ma che sento in questo momento pesante. Lo sento pesante nella mia vita e sento che questa pesantezza mi sta facendo del male. Avrei voglia di essere il figlio in questo periodo, avrei voglia di essere la persona che chiama per chiedere aiuto e non la persona che deve aiutare. Pensieri, soldi, soluzioni... sono una macchina che risolve i vostri, tuoi e dia mia madre, di problemi. Si è tutto invertito.. tutto cambiato e alcuni dicono che sia la normalità quando uno cresce ma io questa cosa la sento da quando ho 20anni da quando hai capito che ti saresti potuto appoggiare perché tanto in qualche modo sarei riuscito a sostenere il peso. Ieri sera mi andava di piangere e di dirti tutto questo ma ho trattenuto le lacrime e parzialmente le ha viste solo mia sorella. A volte vorrei che uno di voi si fermasse e mi chiedesse "come stai". 


29 novembre 2017

Cretino che sei



Essendo un lettore compulsivo mi capita di leggere qui e là dei frammenti in cui riesco a ritrovarmi. Frammenti di discorsi, poesie, brani o racconti che mi fanno esclamare: "Cazzo avrei usato proprio queste parole per descrivere questa cosa". 

Ebbene mi è capitato ultimamente di leggere un libro divertente di Diego De Silva, libro che consiglio, e ho trovato una frase che descrive perfettamente un momento della mia vita.

"Un'altra cosa che ho imparato dai fallimenti dei miei rapporti sentimentali, è che non sono tagliato per l'amore. Lo so che detta in questi termini sembra che stia parlando di una materia scolastica, ma è così che stanno le cose, fra l'amore e me. Raramente l'ho vissuto con leggerezza. Per me l'amore è sempre stato fatica, cimento, manutenzione e ristrutturazione. Me lo sono ogni volta sudato e l'ho attraversato, anche nella felicità, con una certa propensione alla tragedia."

Divorziare con stile, Diego de Silva

Per quanto mi socci doverlo ammettere la sopracitata frase è la verità. Confermo di vivere con "pesantezza" o come dice l'autore con una propensione alla tragedia le cose che vivo. Non riesco a vivere con leggerezza le mie avventure, ci metto quel pizzico di teatralità e catastrofismo che mi fanno viver sempre con l'ansia del "Tra poco arriva la tranvada in faccia".

Perché tutto questo sproloqui? Perché le cose negli ultimi giorni sono cambiate un po' e personalemente devo capire se con C. le cose stanno prendendo una "inaspettata" strada. Dico solamente che in questo momento ho l'ansia. Ansia da prestazione, ansia da non sentirsi al posto giusto, ansia e ansia.

Se fosse... non ci voglio pensare all'ipotesi che quel messaggio sia da considerare una battuta lanciata così tanto per...

Il mood sonoro di questa settimana invece va alla seguente canzone:



"Ti eri promesso "No mi avranno mai più"
Mi sono dato, ci ho creduto e voi mi avete massacrato
E questo cuore è diventato una poltiglia
Da dare in pasto a quattro amici, una famiglia
Adesso basta, la lezione è stata dura
L'ho imparata, l'ho affrontata
Anche se avevo un paura dei cazzotti che sa darti dritto in faccia la vita
Getta la spugna, questa volta è finita
Ma poi è arrivato il suo sguardo e per tornare a illuderti che basta il suo sguardo
Cretino che sei
Adesso il cuore ti si spaccherà
Ci sei cascato di nuovo, ci sei cascato di nuovo
Cretino che sei
Adesso il cuore ti si spaccherà
Ti hanno fregato di nuovo, ti hanno fregato di nuovo
E pensi "Forse sono stato sfortunato, forse stavolta potrei usare tutto quello che ho imparato
per schivare i colpi in faccia della vita, che la lezione è stata dura e l'ho capita
Che poi sennò che cosa campo a fare, se non ho più neanche il coraggio di rischiare
Sono convinto, questa volta potrei essere davvero più più maturo, più fedele, più sincero

19 novembre 2017

Yoga

Mi è stato chiesto, durante il corso di formazione per diventare insegnante di yoga, il perché avessi iniziato a praticare e perché proprio quel tipo di yoga.

Ebbene la risposta è la seguente: E' iniziato tutto per un caso, per una voglia di provare a capire perché A. facesse yoga e cosa ci potesse trovare. Mi sono avvicinato allo yoga per caso, anche se era da anni che mi incuriosiva, ma solo dopo aver conosciuto A. mi sono detto: proviamo.

Il perché abbia continuato a fare yoga? credo che debba essere inserito un discorso più ampio e complesso: mi sono ignorato, sia fisicamente che mentalmente, per 28 anni. Non mi sono ascoltato, conosciuto e capito per una vita: mi sono sistematicamente ignorato. Dopo 28 anni invece ho iniziato ad ascoltarmi. Lo yoga in questo è come se fosse stato l'ultimo tassello come se avessi trovato nella pratica degli asana e del prana e di tutto il resto un mezzo nel quali ritrovarmi ed ascoltarmi. 

Lo yoga per me in questo momento è un mezzo per conoscermi e continuare ad ascoltarmi. 

Sei solo un ricordo



Cosa è cambiato rispetto un mese fa? 

E' cambiato profondamente il modo che avevo di idealizzarti e di proteggerti da qualsiasi accusa venisse mossa a te: indifferentemente se fossi io o altri a muovertela. E' cambiato che sono caduti i drappi e tu sei rimasto li, nudo, inerme e imperfetto ed io ho potuto vedere tutto. E' da giorni che ho in mente un ipotetico discorso da farti qual'ora ti vedessi di nuovo, cosa che potrebbe succedere tra dieci giorni, uno di quei discorsi dove l'astio non è da padrone ma dove vorrei semplicemente riportarti quello che ho "vissuto". Ti farei un discorso che in questo momento nella mia testa funziona talmente bene che potresti usarlo come sceneggiatura in uno dei tuoi film. 

"Sai che c'è R. che se io mi fermo a guardarti non mi viene voglia di trattarti male, non mi sale da dentro nessun sentimento di astio o cattiveria, mi viene solo da farti una domanda: Perché non hai avuto le palle di dirmi tutto subito e invece hai aspettato che  che il tempo, l'inerzia e successivamente io ti portasi ad una conclusione.
Vuoi sapere l'altra cosa che mi ha lasciato scottato? Mi sono scottato con la realtà quando C. mi ha parlato di te: è stata la prima volta che qualcuno mi parlasse di te, che qualcuno mi dicesse che in realtà tu avevi una vita: una vita di cui io non ho mai, nemmeno marginalmente, fatto parte.
Sai per alcune cose sono come San Francesco ho bisogno di vedere per credere, ho bisogno che la verità mi sia sbattuta in faccia con tutta la crudezze del caso. Non basta che io me la sia immaginata, ho bisogno di sapere che i miei pensieri sono concreti: ebbene quando C. mi ha raccontato delle cose su di te mi ha semplicemente schiaffeggiato con la realtà. Lui non lo sapeva, mi stava facendo del male. Quel dolore me lo hai provocato te perché non hai avuto il coraggio di dirmi semplicemente cose stesse la realtà.
Ho capito tutto dopo, ho capito tutto qualche settimana fa: tu hai ragione sei fatto in maniera complessa, sei complicato e per alcune cose sei strano ma tutto questo è parzialmente una cazzata. Perché una cazzata? Perché il problema eravamo noi, non ti ho mai dato quella scintilla che ti facesse scattare qualcosa in più. Avresti potuto dirmelo ed io mi sarei risparmiato gli ultimi mesi di domande. 
Sono rimasto incastrato su di te per troppo tempo, ora mi sono sbloccato, ho di te un ricordo bello ma come ho appena detto è un ricordo: sei stato rilegato nel passato"



6 novembre 2017

Alla cazzo di cane



Confesso di non avere risposte alle domande, pensa che a volte non ho nemmeno domanda a cui dare risposte, non credo di avere nemmeno un piano d'azione che risponda ad una logica. Credo, non sono sicuro nemmeno di questo, di muovermi alla cazzo di cane senza un'apparente logica. Procedo in direzione ostinata e contraria, continuando a balbettare cose senza senso... e sai quale è la cosa che mi lascia più perplesso di tutto faccenda è che in alcuni di questi momenti di confusione trovo tutto stupendo.

Per una persona come me che fino a qualche anno fa era abituata a razionalizzare il mondo, a trovare una fottuta logica in tutto ed avere risposte piene ad ogni domanda, questa situazione ad oggi è.. anstra.

Continuo a pensare che muoversi dentro il meraviglioso mondo della razionalità mi dia quel senso di sicurezza che altrimeni non avrei ma ultimamente non riesco più a rimanere all'interno del reteicolo della razionalità e come un fiume in piena straripo da una parte all'altra.

Vado avanti senza una logica e ad tenativi: mi sento un scienzato pazzo che continua ad fare le sue ricerche basandosi su un metodo empirico. La ricerca in questo caso sono le relazioni lo studio avviene sulla mia pelle e le cicatrici sono le note a pie di pagina che dovrebbero farmi ricordare come sono avvenuti quei tagli. Ti giuro che non ho altro mezzo per andare avanti e per comprendere le cose che mi stanno succedendo se non compiere giornalmente gesti che mi possano dare una lezione.

Ho bisogno disperato di lezioni di vita, di botte, di porte chiuse in faccia, di sorridi, di emozioni e di lacrime. Ho bisogno di viverle le cose per capire, devo attraversare le emozioni per comprendere come sono fatte... tutto questo comportamento ha come grande conseguenza che il dolore lo si percepisce di più. Ma sai cosa mi ripeto in questi casi? "Alessandro hai sentito che tipo di dolore si prova ed hai capito che non uccide".

Da ricordare l'uscita al pub con la mia famiglia selettiva e R.e C.

Vado avanti in direzione ostinata e contraria adottato una strategia che copia il vecchio metodo della "Cazzo di Cane" sperando che attraverso questi esperimenti empirici io possa

31 ottobre 2017

Ti sto chiedendo la cortesia



Ti sto chiedendo la cortesia di tenere a mente che tutto quello che fai lo fai per te stesso, per un bisogno primario di sentirti in pace e sereno.

Ti chiedo la cortesia di tenere a mente quello sopra detto quando avrai dei dubbi sul come comportarti: sii onesto, corretto, leale. Lo sappiamo tutte e due che comportarsi in modo meno retto può portare dei benefici immediati ma noi ci comportiamo bene per essere sereni con noi stessi.

Ti sto chiedendo la cortesia di tenere a mente la prossima volta che ti succederà di aiutare qualcuno se lo stai facendo per te o per dimostrare qualcosa a qualcun'altro. Ecco se stai cercando di dimostrare qualcosa ad una terza persona per piacere non fare niente, fai un passo indietro e tirati fuori da posizione scomode. 

A volte sono infastidito da questo tuo atteggiamento, umano, di voler aiutare qualcuno per dimostrare al mondo che tu sei una persona retta, onesta, disponibile e concreta. Non occorre dimostrare niente soprattutto a quelle persone che hanno deciso di non voler vedere di più di quello che hanno visto.

Si più onesto con te stesso da questo punto di vista. Oggi è una giornata dove i pensieri fanno l'amore con la malinconia e credo che quasi tutto sia dovuto da un sogno di ieri notte e un possibile incontro di domani.


29 ottobre 2017

Totem delle risposte

Sarebbe stupendo avere la possibilità di spingere un pulsante di uno di quei totem che incontri all'ingresso delle poste per prendere il numeretto della fila e invece di ricevere il sopracitato numeretto avere una risposta a qualche domanda fondamentale della propria vita.

Bisognerebbe creare un negozio delle risposte con uno di questi totem all'ingresso dove ogni anima in pena possa andare li e ricevere la sua dose giornaliera di risposte. 

Ieri sera avrei voluto infilarmici tutto in quella situazione del cazzo che mi si era manifestata e l'aver deciso a mente pseudo lucida di non andare mi ha lasciato un cazzo di amaro in bocca. La mia innata presunzione aveva pensato di poter andare li, ad una party, con R. e C. e di riuscire con brillantezza a giostrarmi in una situazione al limite del paradossale. Ribadisco ho deciso alla fine di non andare e forse è stato meglio così.

Continuo a fare le solite cosi e domandarmi le solite domande con la speranza che prima o poi una risposta arrivi. 

Da ricordare questi giorni per aver deciso di iniziare un nuovo percorso: Corso di formazione per insegnanti di yoga.

Sii Guerriero, sempre. 

19 ottobre 2017

Bolla di sapone

Io non le avrei volute sapere tutte quelle informazioni, avrei preferito continuare a vivere nella mia beata ignoranza continuando a pensare solo il bene verso R. Invece ho dovuto ascoltare delle cose, ho dovuto sapere delle cose che non volevo sapere e ho confermato tanti miei pensieri. Ma una cosa è sospettare una cosa è sapere. Ora so e non posso più far finta di niente.

La bolla di sapone è esplosa e non mi è rimasto niente di più che accettare la realtà dei fatti, digerirla e andare avanti.

Quell'illusione di perfezione che ti avevo concesso è caduta per terra, ora ti vedo imperfetto e un moto di rabbia mi nasce da dentro.

Addio.

29 settembre 2017

macigni


Quando sono comodamente sdraiato sul mio tappetino di yoga e la mia mente lascia le redini di controllo i pensieri iniziano a viaggiare nel cervello e... vengo travolto da pensieri schiaccianti. 

Pensieri e riflessioni schiaccianti che per l'appunto mi fanno aderire ancora di più al suolo per la loro "pesantezza". Oggi scrivo questo posto con molta leggerezza nel corpo ma con una piccola consapevolezza in più su quale sia la strada da seguire. 

Quali sono stati questi pensieri schiaccianti? Sono nati dai soliti pensieri che nascono e muoiono attorno a R. ma questa volta il pensiero, o la realtà, si è palesata nuda e cruda ed io non ho potuto fare altro che osservarla e prenderne atto. Per quanto io mi ostini a voler bene a quella persona devo essere onesto e osservare la realtà ed è la seguente: ho frequentato per mesi e mesi una persona che non ha mai manifestato interesse verso la mia vita, verso il mio quotidiano, i miei amici e tutto quello che riguarda la mai sfera personale. Sono stato con una persona che se pur manifestando un certo interesse, non nego che mi possa voler bene, non ha mai dimostrato niente di più di meri gesti nel presente. 

Da questo pensiero schiacciante ne è nato un altro ancora più disarmante: Non credo di essere mai stato amato (dal punto di vista sentimentale). Questo pensiero mi ha lasciato l'amore in bocca e il pensiero costante di cosa si possa provare a sapere che c'è nel mondo una persona che ti vuole un bene dell'anima e che si nutre del tuo sapere, delle tue emozioni e che vuole sapere tutto di te.

Non credo di poter più permettere a qualcuno di starmi vicino senza che quest'ultimo manifesti un evidente interesse verso la mia vita. Io sono la mia vita se uno non manifesta interesse vrso il mio mondo come potrebbe essere mai interessato a me?

La cosa assurda di tutto questo è che se potessi tornare indietro io rifarei tutto da capo. Cosa farò ora nel presente? Penso che non lo sentirò più io di mia spontanea volontà anche se so che qualora lui mi dovesse chiamare... la carne è debole e la mano non sempre ferma. 

26 settembre 2017

Discorsi fra pazzi 17

Io: "Ci si deve pur difendere"
Tu: "Da cosa dovresti difenderti'"
Io: "Da tutto questo. da tutte queste persone e queste situazioni. Devo difendermi"
Tu: "Non puoi stare sempre all'attacco. Non credo che tu riesca a vivere bene impuagnando sempre il coltello fra i denti"
Io: "Tu non capisci, io non ho alternativa"
Tu: "Io ti capisco, anzi no forse non ti capisco. Non riesco a comprendere questo tuo modo di vivere la vita come se fossi sempre in trincea pronto a colpire a morte o ad essere colpito a morte. Non sei stanco?"
Io: "Non credo di avere alternativa, se non mi difendo ci sarò sempre qualcuno pronto a ferirmi ed io non lo voglio"
Tu: "okey.. ma ti vorrei far notare che questo modo di agire non ti fa vivere la vita serenamente. Non puoi aspettarti sempre il male dietro ogni angolo o dietro ogni faccia. Io, ad esempio, sono qui ora e non ho nessuna intenzione di ferirti."
Io: "Forse tu non sei qui con l'intenzione di farmi del male ma potresti farmelo inconsapevolemtne ed io non voglio."
Tu: "Ti giuro che quello che stai dicendo è follia. Tu vuoi fare i processi all'intenzioni o anche alle ipotetiche possibilità di farti del male. Vivi a metà. Per la paura di vivere il dolore vivi a metà e credo che non sia cosa più brutta da fare che vivere la vita a metà. Ebbene si ci sono e ci saranno persone che ti faranno del male, ci sono e ci saranno persone che ti provocheranno del doloro ma tu fidati sei inerme davanti a tutto questo. Devi imparare a saper sfruttare ogni cosa, anche dove c'è solo il dolore, e sfruttare la cosa a tuo favore. Conosci la parola Resilienza?"
Io: "no"
Tu: "La resilienza è la capacità di una comunitùà di reggere un colpo e saper reaggire per sfruttare quel colpo e tornare alla condizione di partenza. Si può applicare anche alle singole persone. Tu puoi essere una persona resiliente e cioé una persona che è capace di attutire i colpi e saper sfruttare queste condizioni per migliorare la tua vita. Devi essere in grado di vivere il dolore nella stessa maniera in cui vivi le gioie."
Io: "Credo che tu stia filosofeggiando."
Tu: "Forse, ma sono realmente convinto di quello che sto dicendo. Dobbiamo essere capaci di vivere la vita attraverso qualsiasi emozione. Credi che io non voglia evitare il dolore? Credi che a me faccia piacere essere ferito dalle persone? O star male per alcune condizioni? Ma realmetne quale alternativa ho, devi dare una spiegazione concreta. Dovrei prevenire di conoscere persone? Dovrei smettere di fidarmi delle persone perché in un futuro ipotetico potrebbero farmi del male? Sai credo che applicando questo tuo modo di vivere l'unica cosa certa è che non sentirò dolore come non sentirà altre infinite emozioni. Ti prego, riflettici e fidati di me.."
Io: "Ci rifletterò ma per ora ti dico.. che in qualehe modo io mi devo pur difendere"

21 settembre 2017

Fanculo

Fanculo,

Voglio scandirlo con un voce piena e decisa: fanculo. Fanculo al momento che sto vivendo, alle persone che mi girano attorno, alle situazioni fastidiose, ai falsi problemi e ai problemi veri.

Fanculo.


Ed è arrivato il momento in cui il palazzo che ho edificato inizia a mostrare alcune crepe e alcuni sinistri scricchiolii che mi lasciano perplesso. Siamo di nuovo al punto che bisogna mettersi di nuovo in gioco o con le mani in pasta e lavorare nuovamente con noi stessi. Dopo una corsa estenuante, una maratone che mi ha tagliato le gambe ed una salita senza fine sono costretto a fermarmi prendere un profondo respiro ed esclamare "Porco cazzo ci siamo di nuovo. Siamo di nuovo solo io e te caro Alessandro e siamo di nuovo costretti a confrontarci"

Dopo un inizio entusiasta di un anno fa posso dire che mi fa schifo la comunità gay, o almeno l'associazionismo che ho visto io, non è il mio mondo e non voglio che lo sia. Voglio mia la bandiera arcobaleno ma non voglio altri vessilli da attaccarmi al corpo. Fanculo.

Vorrei capire perché ho tutta questa rabbia e perché nasce da dentro come un cane rabbioso pronto a mordere. Ci sto riflettendo da ieri e penso di essere arrivato parzialmente alla conclusione che odio le ingiustizie, o almeno quelle che io vivo come ingiustizie, e detesto che la gente sia prepotente con i più deboli. Odio l'inciviltà e l'atteggiamento comune di voler predominare sugli altri. La mia rabbia nasce anche dal fatto che odio la sofferenza, l'ingiustizia e la cattiveria.

Ho una rabbia che probabilmente ad oggi non riesco ad esprimere e forse dobbiamo lavorare su questo. Lavoriamo anche sui rapporti umani. 

Fanculo 

17 settembre 2017

Cose di cui essere grati

Bisogna tenere a mente quello che ci fa sentire sereni, ripetercelo in più di un'occasione e per più volte al giorno. Bisogna farlo non per convincerci di quello che stiamo pronunciando ma semplicemente per non lasciare ai pensieri negativi la possibilità di prendere piede e far si che prendano le redini del cervello.

I pensieri hanno una capacità di autogenerarsi e di creare un vortice a cui è difficile sottrarsi, succede sia con i pensieri positivi sia con quelli negativi. La differenza è che i pensieri, ed emozioni, negative apparentemente scavano di più e sembrano sempre lasciare solchi difficili da riempire.

Ci sono giorni nei quali faccio fatica a governare la mente e il respiro; in quei particolari giorni la mente corre e il respiro si fa leggero. Faccio fatica ad elaborare soluzioni, riflessioni o conclusioni che abbiano un riscontro nel presente. La vista si offusca, la mente diventa ovattato, il respiro si mozza, il petto si riempie di ansie e il cuore galoppa. Era da mesi che non avevo un block out del genere, se devo cercare una giornata simile devo tornare a novembre, mi ricordo che stavo ancora a Kuore di Roma, in quel giorno come nei primi giorni della settimana ho avuto la sensazione di impazzire. Ho percepito nitidi i pensieri gridare nella mia testa, il cuore battere così forte nel petto quasi da darmi l'impressione di voler scappare e le spalle appesantite come se un elefante si fosse seduto su di me. Una serie di informazioni, notizie e sensazioni che si sono scontrate fra di loro e che hanno rotto il mio sintetizzatore di emozioni. Confesso di essere andato nel pallone e di non aver capito per due interi giorni come fare per uscire da tutta quella storia.

Ora i pensieri si sono calmati, il cuore è tornato al suo posto e il respiro è regolare. In questo momento, la mia razionalità, mi fa capire che non era necessario andare nel pallone. Bisogna mantenere la calma e ricordarsi che la vita per quanto complessa è bella.

Ci sono tante cose di cui devo essere sereno e vorrei seguire un altro consiglio pervenuto da Rob (oroscopo dell'internazionale) che suggerisce a tutti di fare una lista di 10 cose che ci rendono felice e di cui siamo grati. Vorrei prendere alla lettere questo consiglio e scrivere le prime 10 cose che mi vengono in mente perché credo sia giusto e opportuno scriverle per ricordarsele.

1. Vivere la vita che sto vivendo, proprio questa con tutti gli alti e bassi del caso, con tutti i problemi e con tutte le gioie. Devo ricordarmi di ringraziare il creatore di essere qui ora e poter sorridere e piangere;
2. La mia famiglia che mi rende così orgoglioso e sicuro. Sicuro di aver degli individui alle mie spalle pronti a darmi una mano. Mi rendo conto che a volte quando ho un problema sfrutto poco questa risorsa ma lo faccio per non dargli dei pensieri.
3. La mia famiglia selettiva, i miei amici, quelle splendite persone di cui mi sono circondato.
4. Il mio cervello che per quanto a volte faccia cilecca funziona abbastanza bene.
5. La montagna con i suoi colori, paesaggi e silenzio. Ringrazio i miei genitori di avermi lasciato quella passione;
6. I libri e la musica che sono il mio rifugio e la chiave di accesso verso i miei mondi paralleli;
7. Lo yoga che è una delle cose che più mi da soddisfazione in questo periodo;
8. sono felice di avere un lavoro anche se a volte mi succhia l'anima e prova in tutte le maniere a buttarmi a terra.
9. Passeggiare per i vicoli della mia città;
10. Quando tutto scorre placido e mi sento finalmente sereno.



5 settembre 2017

Le lettere d'amore

Caro R.,  
Come spesso succede sei venuto in mente in un momento casuale della giornata, senza un'apparente collegamento con quello che stavo facendo in quel preciso istante. Ero sdraiato, nella posizione del morto, durante la lezione di yoga e mi sono ricordato dell'ultima volta che ci siamo visti e di quelle 48 ore assurde.
Mi è tornato in mente solo oggi di quelle due giornate di fuoco e del perché fossi cosi terribilmente stanco. Qualche settimana fa stavo raccontando a G. di quei giorni stancnati e gli ho raccontato del turno di 20 ore consecutive ma ho dimenticato di dirgli tutto il resto: non sono state le 20 ore lavorative ad avermi distrutto fisicamente, o almeno non solo quelle, ma è stato l'incontro con te. Tu non lo sai ma quella domenica sera c'è stato il rischio che non ti potessi incontrare perché c'era stata un'emergenza a lavoro e mi avevano chiesto di fare delle ore in più. Ho preferito farmi 20 ore il giorno dopo pur di avere quella domenica sera libera e di poterla passare con te.  
Avevo bisogno di rivederti: mi mancavi. 
Sempre oggi, sempre steso sullo stesso tappetino, dopo aver pensato che in quelle 48 ore avrò dormito a male appena 7 ore mi è affiorata alla mente la canzone di Roberto Vecchio "Le lettere d'amore". Vorrei concludere questa giornata scrivendoti questa, appunto ultima, lettera d'amore.  
Credo che sia giunto il momento di essere onesto con me stesso, in primis, e di conseguenza con te. Ti ho amato in una maniera sproporzionata se dovessi ragionarci sopra, ti ho amato in una maniera non sana e ti ho amato come tu non potresti nemmeno immaginare. Sono molto convinto di poterti dire di averti amato, non come si ama una persona con cui vorresti passare la vita, invecchiare o fare a botte pur di difenderla. Ma ti ho amato di un sentimento totalizzante e complesso. Ti ho amato in una maniera adolescenziale e pura. Ti ho voluto bene. Te ne ho voluto perché sei stato il primo. Sei stato il primo ragazzo con cui sono stato. Tu non sai nemmeno questo perché non te l'ho mai voluto dire per non darti un pensiero un più, per non darti una preoccupazione che a mio giudizio non dovevi avere. Tu non lo sai ma sei stato il primo. Posso definirti con certezza il primo che mi abbia fatto sentire delle emozioni del genere, il primo ad avermi fatto capire che l'amore è divertente e bello, il primo ad aver intrecciato le sue mani con le mie.
Spiegami se riesci a dirmi come faccio a non volerti bene? Come potrei mai cancellare dalla mia testa tutto questo. Sei stato il primo e sei arrivato in un'età adulta dove le esperienze si fanno più con il cervello che con lo stomaco. Tu il mio cervello lo hai completamente stregato. Io ero un tuo umile servo, per fortuna, non hai mai compreso quanto potere avevi nelle mie mani. 
Credo che sia per questi motivi sopra elencati che non riesco a provare verso di te niente che non assomigli ad un pensiero positivo. Non riesco a volerti del male. Alla fine ti ho mentito, volutamente, ho nascosto tante cose e ti ho mostrato, per paura, solo una parte di me. Ho sempre pensato che se avessi saputo tutto saresti scappato. Oggi so come è finita la storia ma rimane il dubbio del ma e del se. 
Mi dispiace e credo che continuerò a provare questa sensazione per molto altro tempo. Ti vorrei vicino a me, anche solo come comparsa ogni tot anni, per il resto della vita ma a volte temo che non succederà.  
L'unica cosa che ti posso dire e che ti conserverò qui, nel mio cuore, perché alla fine so di averti amato anche se probabilmente arriverà qualcuno che amerò di più, forse in maniera più matura e intensa. Sicuramente amerò altre persone ma tutte verranno amate in maniera diversa a te, solo a te caro R, ti toccherà l'amore della prima volta, delle prime sensazioni, delle prime emozioni; solo tu hai avuto questa concessione.
Prima o poi forse ti spedirò una lettera molto simile a questa.

Ti auguro una buona vita: te lo meriti.Alessandro 


27 agosto 2017

Caro R.



"Caro R.,
Non ti sto scrivendo queste poche righe per dirti che Ti amo, perché da questo punto di vista puoi stare tranquillo: io non Ti Amo.
Se mai ti ho scritto queste poche righe per dirti che avrei tanto voluto potermi innamorare di te. Ho usato il verbo potere perché non ho mai realmente potuto andare oltre l'infatuazione iniziale.
Avrei voluto potermi innamorare di te ma non me lo hai mai concesso perché abbiamo sempre e costantemente mantenuto il rapporto su un livello di relazione tale da non poter andare oltre una discreta conoscenza.
Ho deciso di scriverti questa lettera proprio per dirti che mi sarei potuto innamorare di te.; mi sarei potuto prendere una bella cotta perché hai tutte le caratteristiche di quello che cerco nelle persone. Avrei voluto capire se quel tuo modo di fare è costante in tutte le relazioni che intraprendi. Mi sarebbe garbato vederti piangere e chiedere una mano. Avrei voluto conoscerti a tal punto da capire quanto tu stai male, quando hai un disperato bisogno di aiuto o quando vuoi startene per conto tuo. Avrei voluto vederti in pigiama steso a letto con 39 di febbre e ti avrei anche voluto vedere davanti ad uno scaffale del supermercato a fare la spesa. Avrei tanto voluto innamorare della tua quotidianità. 
Avrei voluto capire di più quello che sei e quello che vorresti essere. Avrei voluto interrogarmi giorno e notte se tu sia realmente la persona giusta per me. TI voglio anche esplicitare un concetto perché se è vero che mi sarei potuto innamorare di te non so quando sia vero che avrei potuto passare la mia vita con te.
Ho sentito la necessità di scriverti questa non per dirti quello che ti sei perso di me ma se mai per dirti quello che ho perso io. Non so cosa tu abbia potuto vedere in me, quali siano le caratteristiche del mio corpo o del mio carattere che ti abbiano colpito e non so e non saprò mai quali sono le caratteristiche che ti hanno reso perplesso.
Ti posso scrivere invece quello che penso io.. Penso che di base sia una bella persona, che tu abbia un qualcosa di misterioso e di aleatorio che ti renda affascinante e ti piacere ridere e scherzare. Si vede che hai dei valori, dei principi e che probabilmente rispondi ad una morale o ad una etica. Mi piace il fatto che tu stia bene nel tuo silenzio, o almeno è quello che mi hai mostrato, e che tu sia appassionato a quello che fai. Mi piacere sentire che dentro le tue vene scorre del sangue caldo e che non sia solo l'involucro di un'essenza.
Ti posso inoltre dire che non sopporto alcune cose del tuo carattere e che mi sarebbe piaciuto potermi confortare con te su questi punti. Sarebbe stato bello avere una dialettica vivace su queste cose.
Probabilmente mi sarei potuto innamorare di te con la stessa facilità con la cui avrei potuto mandarti a cagare subito dopo. Ma il solo fatto di non poter sapere cosa sarebbe stato il futuro prossimo assieme a te mi crea dispiacere...
Avrei voluto innamorarmi di te, avrei voluto farti un regalo, probabilmente avrei voluto parlarti per ore, avrei voluto andare al mare insieme.. insomma avrei voluto vivere una certa quotidianità con te.
Ti volevo dire questo e avevo inoltre il bisogno di strapparlo fuori dal petto.
Un caro abbraccio
Ale"


Tutto questo non è mai potuto succedere e questa lettera non verrà mai spedita. Ad oggi non so quello che succederà domani se e quando lo risentirò. Avevo solo voglia di tirare fuori dalla pancia queste parole che altrimenti mi sarebbero rimaste indigeste. 

16 agosto 2017

Ti ho cercato

Ti ho cercato disperatamente. Ti ho cercato in una maniera confusa e distratta, caotica e irrazionale negli occhi delle persone. Ho voluto cercarti ovunque tra le vie di questa città, tra i tavoli dei bar, tra le opere d'arte e nelle parole della gente. Ti ho cercato e penso di averti intravisto, di sfuggita, tra le carezze delle persone. Ti ho bramato come la cosa più preziosa del mondo. Avrei voluto averti per me, per assetare il mio egoismo e per far tacere il mio petto. Il mio petto che vibra e che si agita inquieto perchè non sei presente, non sei reale e non sei concreto. Ti avrei voluto piangere perchè avrebbe sognificato averti. Avrei voluto non essermi preso un abbaglio, accecante e disarmante, nei tuoi confronti. Ti ho cercato talmente tanto da perdermi dimenticando chi sono. Non so cosa ho visto in te ma a volte penso di aver trovato una proieziose di quello che volevo. Credo che non manchi molto al fatto che tu venga riposto nuovamente nello scaffale impolverato dei ricordi. Ma continuerò a cercarti spero con meno brama e più maturità.

Hai volato troppo in alto Icaro e sei arrivato troppo vicino al sole.. torna sulla terra e continua a far quello che sei fare: il guerriero.

12 agosto 2017

Semi

Giovedì nel tardo pomeriggio, prima di iniziare il mio turno in casa famiglia, sono dovuto correre al GC per conoscere un ragazzo che forse aveva bisogno di essere accolto nella nostra struttura. 

Ebbene mi si è stretto il cuore come non mi succedeva da tempo; il mio cuore è diventato piccolo piccolo e per la prima volta ho capito una cosa che mi ha detto più di una volta A. il presidente del GC e cioè che ci sono alcune informazioni che si agganciano alle nostre emozioni più nascoste e cominciano a mordere come un cane rabbioso. 

E' bastata una frase del ragazzo e la sua espressione di paura negli occhi a riaccendere qualcosa in me che c'è sempre stato e sempre ci sarà ma che per anni è rimasto assopito in un angolo: la paura fottuto e cristallina che da un prolungato silenzio potesse essere squarciato da una pessima notizia (non ho voglia di approfondire questa frase tanto mi basta per ricordarmi di cosa io stia parlando).

In tutto questo mi sono poi reso conto di quanto sia importante l'accettazione da parte dei tuoi cari. Il sopracitato ragazzo aveva appena fatto il suo, faticoso e doloroso, coming out con sua madre e la reazione di quest'ultima non è stata proprio una delle migliori. 

Voi piccoli bastardi omofobi, bigotti e ignoranti potete capire quello che un ragazzo di appena 20 possa aver potuto provare dopo che si è messo finalmente nudo davanti ad un madre liberandosi da qualsiasi finzione che lo ha accompagnato da anni e sentirsi rifiutare. Ma Voi sapete quanto faccia male una cosa del genere? Potete almeno provare ad empatizzare con un dolore tanto cristallino e immaginare che il rifiuto provenga proprio da quella persona che per natura dovrebbe proteggerti fino alla morte con denti e unghie. Invece in questo caso il ragazzo è stato semplicemente respinto, insultato e fatto credere, per l'ennesima volta di essere in errore. 

Da quelle due ore di passione vissute assieme a quel ragazzo ne sono uscito ancora più consapevole che devo dire grazie a quelle strane persone che sono i miei genitori perché non mi hanno mai fatto sentire anormale e non accettato.

Finisco dicendo che è in questi casi che mi ricordo perché ho scelto di lavorare nel sociale... perché ho la presunzione e la speranza di poter buttare qualche seme qui e la e che in un futuro qualcosa possa germogliare.

3 agosto 2017

Parole

"Abbiamo parole per vendere
parole per comprare
parole per fare parole
ma ci servano parole per pensare.
Abbiamo parole per uccidere
parole per dormire
parole per fare solletico
ma ci servono parole per amare.
Abbiamo le macchine
per scrivere le parole
dittafoni magnetofoni
microfoni telefoni.
Abbiamo parole
per fare rumore,
parole per parlare
non ne abbiamo più."

Cit. Rodari

2 agosto 2017

Ne è valsa la pena



Se qualcuno mi facesse quella fatidica domanda "Ne è valsa la pena?" risponderei a pieni polmoni: "Ne è valsa la pena! Ne è valsa proprio la pena". 

Proprio come nel famose film di Verdone manuale d'amore. Ne è valsa la pena anche se in questo momento in mano non ho niente. Ci siamo rivisti domenica e ho potuto stare con lui l'ultima notte... e tutto è stato chiaro. Tutto. Questa volta non ho voglia di stare tanto a scrivere perché tanto sarebbe troppo complesso raccontare tutto.

Vorrei solo che ricordassi che in quell'abbraccio tu hai messo tutto te stesso ed è stato bellissimo e ho sentito l'essenza ballare per la felicità.


25 luglio 2017

L'ultimo spettcolo

E se fosse stato un clamoroso errore? Un clamoroso autogol? se mi fossi trascinato da solo di nuovo in un vortice di pensieri che mi stavano quasi del tutto abbandonando?

In questo momento della giornata odierna pensieri, sensazioni ed emozioni si mescolano, di nuovo, in una miscela che crea irriquietezza. Profumi, ricordi, parole si rincorrono disperatamente all'interno del mio cervelloa alla ricerca di un posto di pace. E se fosse stato un autogol? Non so cosa sia stato ed ad oggi non riesco a dare una precisa etichetta a tutto questo. So solo che avevo voglia di vederlo, avevo voglia di capire il perché e il percome fosse stata una persona capace di entrarmi sotto la pelle. Che sia stata tutta una costruzione del mio cervello? Che sia stato tutto quanto una proiezione, fatta in carne ed ossa, di qualcosa che bramo tantissimo?

A me sembra che più ci penso e più riesco a dire che R. sia stato un qualcosa di "speciale" in un momento tatno piatto come quello di questo periodo. Anche ieri sera ho avuto il forte pensiero che fosse una persona in carne e ossa, che al suo interno ci fosse qualcosa: un pensiero, un'emozione e delle idee. Ho avuto la netta sensazione di avere di fronte a me una Persona e non un contenitore vuoto: Ho incontrato tante persone che all'apparenza sembrano reali ma poi una volta scoperchiete risultano vuote. Prive di quel qualcosa che mi faccia capire che parlo con un cervello.

Probabilmente è stato un autogol perché ha innescato nuovamento una malinconia quasi del tutto sbiadita ma credo di essere anche particolarmente felice di aver fatto un clamoroso errore perché mi ha dato la conferma di aver incontrato qualcuno di speciale nella mia strada.

Le nostro strade sono separate e probabilmente non si incroceranno mai come è successo in passato e di questo ho una profonda malinconia ma come canta Vecchioni in quella splendida canzone che è "l'ultimo spettacolo" non si è soli quando qualcuno ci ha lasciati si è soli se qualcuno non è mai venuto

24 luglio 2017

Profumo.

Ed è  inevitabile che il profumo rimanga anche se ci si è soltanto abbracciati. Ed inevitabile che il nodo alla gola si formi nel giro di pochi secondi e la voglia chr quell'abbraccio non fosse solo la parentesi di qualche attimo.

L'amaro rimane perchè si ha la conferma che quel corpo, quell'odore sia realmente il contenitore di qualcosa di bello.

Cosa trovi di bello in R. non riesco a dirlo ma so solo che nasce da dentro, dallo stomaco e risale su fino alla gola.

Sono stato bravo e ora seduto su questa metro ho il sorriso in volto e un retrogusto amaro in bocca.

20 luglio 2017

Scuola di vita

Faccio parte di un'antica e poco conosciuta scuola di vita che ha nell'assumersi le proprie responsabilità un fulcro centrale dei propri insegnamenti. 

Materia questa insegnata sempre di meno e la gente ormai è a digiuno da questo strano concetto dell'essere responsabile. Io ho deciso tempo di fa di metterci la faccia, il cuore, l'essenza e il corpo nelle cose che faccio. Nei miei molteplici errori ho compreso che ogni azione che avio ne scaturisce una reazione che non è detto che sia negativa o positiva ma sicuramente avrà delle conseguenze. Qui si è circondati di persone che lanciano sassi, sampietrini o macchine e poi nascondono le mani; si sottraggono al giudizio e alla responsabilità. Le persone probabilmente non hanno frequentato questa antica e poco conosciuta scuola ma hanno deciso di andare all'università popolare del "corri via". Si correte veloci e andate via, correte della responsabilità, dalle conseguenze e cercate di non farci acchiappare. 

Mi dispiace per voi perché io invece resto. Io mi fermo e ci metto la faccia, il corpo, il cuore e l'essenza. Io lancio il sasso e mostro la mano, se mi sento anche abbastanza ironico in quel momento ti saluto puro. Non scappo io rimango. 

Non si gioca a nascondino, non si gioca ad acchiapparella.. forse il vero problema è che c'è un tempo per giocare e un tempo per essere adulti. C'è un tempo per tutto ma anche qui bisogna saper scegliere e che si noti bene anche la semplice scelta è diventato un motivo di fuga. Non si sceglie più, non si decide più, non si parla più perché ogni cosa è una responsabilità e lungi da noi voler assumersi qualcosa di cosi demodé e noioso. 

La cosa che mi piace invece della mia "scuola" sono i maestri che ho avuto e che mi hanno insegnato che dopo una decisione di devi mettere in piedi e devi essere pronto a farti lanciare contro pomodori marci. Ho una famiglia sgangherata ma ho due genitori che hanno saputo educarmi alle responsabilità delle proprie azioni e sono stati loro i veri esempi: loro Maestri dei loro sbagli e/o errori che mi hanno mostrato che il difficile non sta nello scegliere ma sta nell'assumersi completamente la responsabilità della scelta. Bravi e grazie, si bravi perché mi avete fatto capire che siete esseri umani e grazie perché attraverso i vostri errori io ho capito molto; bravi perché avete tentato di proteggermi più e più volte ma senza mai nascondermi per farmi evitare anche a me le mie piccole responsabilità. 

La mia scuola è formata da un corpo insegnante corposo: è formata da libri, musiche, film, storie di persone e di posti.. i miei insegnati mi hanno fatto sempre capire che tutto ha una conseguenza e che bisogna metterci la faccia perché se non si ha le palle di mostrarsi non esistiamo. Gli invisibili non hanno fatto la storia.. perché non sono mai esistiti. 




1 luglio 2017

La vacanza si avvicina


Questo giorni dell'anno li detesto perché si avvicina il mio compleanno e anche se non ho nulla contro l'invecchiamento e il festeggiare i miei anni e sempre un periodo di grosse riflessioni.. di bilanci più o meno ponderati e di drammatiche sensazioni nostalgiche che non possono non accompagnare un cancerino come me.

Complice la stanchezza che si fa sentire ogni giorno più pesante il mio cervello fa fatica ad elaborare pensieri lucidi e pragmatici. Tutto risulto sfogato, frastornato e insensato. un mix di pensieri mescolati con quel pizzico di nostalgia di un passato in realtà mai vissuto.

Tra 7 giorni scappo e provo a correre per una settimana più lontano dei miei pensieri. 

28 giugno 2017

Prova del nove.


Ti serviva la prova del nove per vedere se quello che sostenevi facesse realmente parte del passato? 

Si, avevo bisogno di fare questo piccolo testo per togliermi dalla testa qualsiasi sciocco pensiero. Ieri dopo un anno siamo usciti assieme, si sto parlando di A., e.. niente. Nessuna emozioni più forte delle altre, niente di anomalo da registrare. Calma piatta e il forte convincimento che ormai è passato e che il libro si può finalmente chiudere e riporre nello scaffale dei ricordi. 

Si avvicinano le ferie ed io sento forte il bisogno di staccar il mio cervello. 

17 giugno 2017

Sms

"Cmq volevo concludere quello che dicevamo stamattina.
La nostalgia e la mancanza sono cose che forse sentiamo un po' di più, non so se è perché siamo del cancro o semplicemente perché è così e basta.
Ma una cosa è certa: vogliamo tanto bene, se vogliamo bene. e questo può portare o più senso di nostalgia o dall'altra più profondità in un rapporto.
Per questo uno non sopporta tanto le vie di mezzo o quello che rimane "a galla". Va bene un mese, due, tre... Ma poi che senso ha?
ognuno la pensa come vuole e sente quello che sente: ma davanti a R. che coscientemente sarebbe andato avanti così per anni, chissà, a sentirvi una volta ogni tanto, io ti dico amico: la nostalgia è forte perché riguarda le piccole cose, gli abbracci, i baci, le piccole dolcezze, ma dispiaciuto lo devi essere solo per lui, che aveva davanti una gran persona e l'ha lasciata andare, per cosa pigrizia? Paura? Delusioni? Tutto ok, ma anche no.
Il tuo dispiacere non se lo merita perché è una qualità saper vedere chi si ha davanti e averne cura. e non perché si dovesse per forza innamorate di te, ma su, qua manca proprio la volontà di affrontare le cose in un certo modo. Quando gli parlavi, quante volte cascava dal pero? E su . mi mancherai pure ma dove minchia vivi??
Che la gente si svegli dal torpore dei sentimenti.
Quando ti manca, io ci sono e ne parliamo, ma ci sarà qualcuno di cui non sentiremo la mancanza, perché rimarrà. ❤"

F. ha la capacità di mandare dei messaggi che sanno arrivare diretti al punto e al cuore; sono quei messaggi che in giorni in cui il mio umore non viaggia su vette elevatissime ti danno una spinta in alto. Sono carezze che ricevi da una persona amata anche se non fisicamente presente in quel attimo. F ha ragione su tutto ma forse riesce ad arrivare al nocciolo della questione proprio quando dice "prima o poi arriverà quel qualcuno di cui non sentiremo la mancanza perchè avrà deciso di rimamere". Arriverà, in questi ultimi mesi ne sono quasi sicuro, ed io sarò pronto per accoglierla nella mia vita. Sono pronto.

Oggi è il comple di R. gli ho invieto gli auguri e come al solito ha rispiosto educatamente. Non hi altro da aggiungere.

Oggi é una giornata caldissima di quelle in cui il caldo ti schiaccia al suolo e dove la pelle è sempre un po' appiccicosa e io sto passando la mia sereta a lavoro. La casa é abbastanza silenziosa ed io vorrei essere ovunque ma non qui, non con questo silenzio non tra queste quattro mura. Per fortuna tra meno di 30 giorni è il mio compleanno e quest'anno per la prima volta non lo passero a Roma o Corvara ma bensi in Albania. Mi sono concesso un viaggio, un regalo per l'anno di cambiamenti e di successi.

I +32 anni si avvicinano.

13 giugno 2017

un passo alla volta

Vorrei che tu fossi qui vicino a me per poter appoggiare la mia testa sulla tua spella e per poter fare uno di quei lunghi sospiri che tanto mi garbano. Vorrei poterti raccontare la mia giornata, le mie stanchezze e i miei pensieri. Mi piacerebbe raccontarti per filo e per segno quello che ho visto, quello che ho udito e quello che ho pensato perché mi piacerebbe ancor di più ascoltare la tua opinione. Vorrei sentire la tua opinione, che probabilmente in alcuni casi mi darebbe anche un po' fastidio, perché non prendi per partito preso sempre le mie parti. Mi fermerei a guardarti con devozione e mi dedicherei ad osservare quelle labbra che si muovono emettendo un suono a me cosi famigliare.

Vorrei poter prendere la tua testa tra le mani e portarti verso di me ed azzittirti con un bacio. Vorrei potermi alzare dal letto ed andare a preparare una cena da mangiare fugacemente io e te sul terrazzo. Sul mio terrazzo che curo con devozione perché so che alla fine ti piace tanto. Vorrei chiedersi se mi accompagni a comprare quel paio di calzoni corto che ho visto qualche giorno fa e che ancora sono indeciso se comprare e no.

Vorrei sentire quelle strane espressioni che usi ogni tanto nel chiamarmi da una stanza e l'altra e vorrei poter alzare gli occhi al cielo ogni volta che mi fai perdere la pazienza. Perché almeno una volta al giorno mi verrebbe voglia di risponderti male, Vorrei poter raccogliere da terra i calzini che getti in un angolo appeni torni a casa perché tu come me ami andare per casa scalzo. Vorrei guardare i tuoi piedi che si muovono davanti la televisione.

Insomma vorrei vivere con te ogni giorno del mio presente, potermi relazionare con te, confrontarmi e crescere. Ho voglia di crescere con te e per te. Di migliorarmi come uomo, come individuo e come mente. Vorrei metterci ancora più forza nel lavorare perché se consolido il lavoro poteri darti un presente più radioso Vorrei scoprire ogni parte del tuo corpo per memorizzarla e farla diventare mia, per poterti rendere felice fuori e dentro dal letto. Vorrei poter essere per te una spalla, una gamba e una certezza.

In questi giorni mi piacerebbe incontrare una persona per poter costruire qualcosa.

1 giugno 2017

lavoro



Mi infastidisce la gente che non sa capire quando è il momento di giocare, scherzare e lavorare. Ogni cosa ha i suoi spazi e i suoi tempi. Io quando lavoro lo faccio nella maniera più seria possibile e soprattutto non mi interfaccio con le persone con cui lavorando tramite giochetti o strani giochi machiavellici per ottenere chissa cosa. Chissa cosa pensa la gente sulla questione lavoro. Ma avete capito o no che è una cosa seria e che io lavoro perché mi servono i soldi a fine mese per vivere? 

Non è un gioco, non è uno scherzo è lavoro. Anche qui bisognerebbe essere un po' più seri. Alcune persone si commentano da sole e anche se dall'aspetto assomigliano ad essere umani all'olfatto si percepisce chiaramente la puzza di merda.

29 maggio 2017

Le foto non rendono giustizia



Le giornate che si sono finalmente allungate, le serate che si fanno sempre più calde e la gente piano a piano si libera dei vestit pesanti per indossare il minimo indispensabile ed io osseervo queste vite "danzanti" con quella sensazione di impalpabile malinconia.

E' una sensazione oscena perché nasce, me ne rendo conto, da un sentimentimento di continua insoddisfazione dettata dal dover possedere tutto, parlare di tutto e piacere a tutti. Una forma di bulimia complessa e complicata dove si osservano le vite degli altri e si vorrebbe divorarle per vivere, almeno per un guorno, come vivvono loro.

I social, la televisioni, le foto e tutto il resto servono solo a complicare le cose perché restituiscono un'idea fittizia della realtà: ogni volta che osserve un'immagine vedo un sorriso splendente, un'occasione speciale in un posto da sogno che sembra dirti solo bella dove il soggetto di turno è contento, sereno e felice. Io osservo questa foto e mi viene voglia di vivere quelle stesse sensazione di serenità e felicità. Vivo quasi un sentimento d'invidia a non aver vissuto quelle emozioni e a non aver fatto quelle cose, in quel momento e con quelle persone.
E' una cosa molto sciocca anche perché sono a conoscenza che quelle foto sono una finzione, come a volte sono una finzione le mie di foto, perché catturano solo un attimo che può apparire sereno e felice ma potrebbero celare un mondo inquietante di cui noi non saremo mai a conoscenza. Inoltre riconosco di avere una vita serene, di essere soddisfatto di quello che faccio e di come sono... Ma a volte basta una fotografiia per farmi rinvigorire quella fiebile fiamma che è l'invidia o la malinconia.

Sono appena tornato da un viaggio di quattro giorni a Norimberga e sono stato bene, la compagnia era ottima, il viaggio rilassante: insomma non avevo motivo per non essere sereno. Invece la malinconia è voluta venirmi a trovare perfino in vacanza perché è bastata vedere una foto di R. su Fb per farmi rinascere quella sensazione di mancanza. Vedere quel sorriso, quel volto, quel suo modo di vestirsi, vedere che ci sono delle persone che hanno il previlegio di poter vivere dei momenti con lui mi rende.. geloso, malinconico, invidisio e triste. L'ho scritto talmente tante volte.. mi piacerebbe poter ripassare una giornata con lui e rivivere quelle sensazioni di benessere e di poter camminare a venticentimetri da terra.

L'altro pensiero che ho in questo periodo invece riguarda un mio collega: haimé il suo nome inizia sempre per R. tanto per creare un po' di confusione. La prima volta che l'ho visto ho pensato: cazzo può essere mio marito! Ho cominciato a scherzare con tutti i miei amici di lui dicendo che è appunto il mio futuro marito anche se lui ancora non sa niente. Ebbene scherza una volta scherza la seconda questo pensiero mi è entrato in testa. Avrei voglia di conoscerlo anche sotto altri punti di vista perché secondo me oltre ad essere un bel raggazzo è una bella persona. Una persoa che ha qualcosa da dire e.. in questa maria di cervelli trovarne uno pensante non è male. Come cazzo posso fare però?!

23 maggio 2017

Adolescente o no?

Il solito nodi di penoieri aggrovigliati fra di loro che fa fatica a sistemarsi e ad alloggiarsi negli appositi scaffali del cervello. Colpa probabilmente della stanchezza che in questi giorni si fa sentire nella testa, sulla schiena e sulle ginocchia, 

Pensieri che come al solito si attorcigliano all'emozioni del momento; pensieri che nascono dal niente e vanno a finire nel solito binario morto; pensieri che lasciano quell'amaro in bocca tipico del desiderio sognato e mai realizzato; pensieri che hanno un nome e un cognome, che sono associati ad un ricordo, ad un profumo e ad un colore; pensieri che fanno a botte fra di loro come due delinquenti che si dividono un bottino. 

Ho la capacitò di elaborare un quantitativo non indifferente di pensieri. Ad esempio i pensieri di questi giorni possono essere schematizzati più o meno cosi:

- Lavoro: un filino stanco degli orari, delle polemiche sterili, della mancanza di serietà e concretezza di alcuni individui. Apprezzo molto il pragmatismo nel trovare soluzioni a problemi e detesto il continuo sbrodolare di discorsi futili.
- Persone. e quando penso di essere stupido, ignorante e scemotto dovrei fermarmi e guardare gli individui che popolano questo mondo per rendermi conto che alla fine tanto male non sono.
- "Amore"; come ho già scritto miliardi di altre vlte mi piacerebbe poter stare mano nella mano con te. Probabilmente tutto questo sarebbe solo un sogno che una possibilità reale ma di fatto mi manca, mi manchi. .. sto iniziando a fantasticare su un mio collega. A volte mi sento come un adolescente. 

Basta. Mi fermo qui, vado a dormire che tanto adolescente non sono ed ho un bisogno matto di dormire. 

16 maggio 2017

Sassolini

Piccoli sassolini nella scarpe che vanno totli e che nel toglierli danno un'enorme soddisfazione. Si, danno soddisfazione perché aspettavo il grande "ritorno" da tanto, tanto tempo: A. mi ha scritto e forse prima o poi ci andiamo a prendere un caffe ed io sono meravigliosamente pronto nel rivederlo. Pronto, felice e soprattutto centrato nel mio baricentro e nella mia vita. Talmente tanto centrato che in questo periodo una cosa come "il ritorno di una persona che ha creato confusione nella mia vita" potrebbe esolo farmi il solletico.

Sono pronto perché il me indifeso di un'anno fa è stato elimitato da un Alessandro consapevole, fiero, in forma e sereno. Vorrei togliermi un'altra piccola soddifazione e poi potrei stare.

Attendo in posizione del loto il corpo del cadavere sul letto del fiume, non ho fretta. 


4 maggio 2017

Il Tempo

Sto scrivendo molto poco in questo periodo anche se, effittivamente, di cose da dire ci sarebbero. Non posso nascondermi dietro un dito e devo ammettere che ho preso un po' di impegni e che quinidi non ho più molto tempo da dedicare anche allo scrivere sul blog.

Ci sono giorni in cui torno a casa la sera e sono completamnte sfatto e l'unica cosa che ho voglia di fare è di mettermi sul divano a guardare come un ebete qualche serie TV. Ultimamente, dopo una giornata a lavoro, l'osservazione della TV è una delle poche cose che riesco a fare ma almeno posso spegnere il cevello.

Il lavoro procede abbastanza bene anche se a volte devo ammettere che soprattutto per quanto riguarda la casa famiglia mi vien voglia di aggrottare un sopraciglio e di esclmare "ma davero?" (alla romana). Ci sono dei comportamenti dei ragazzi che mi lasciano alquanto sbigottito e accigliato ma se lascio da parte questo devo dire che mi trovo bene. Sono consapevole che non sia il lavoro della mia vita ma per ora va bene questo... a settembre si vedrà.

Per quanto riguarda la copisteria invece le cose vanno bene: è un lavoro che non richiede molti pensieri e quinidi anche se stancante quando vengo qui stacco il cervello e aziono solo il corpo e i muscoli.

Il resto della vita invece procede sempre più o meno nella stessa maniera. Ogni tanto si conosce qualcuno, ogni tanto con quel qualcuno ci si finisce inevitabilmente a letto ma... infatti ancora ad oggi c'è un enorme ed incombrante ma che aleggia ovunque.

Il MA ha un nome e un cognome: continua a mancarmi e io continuio, irroneamente, a fare paragoni. Non posso farci nulla o almeno niente di più di quello che sto facendo. Ogni giorno per un motivo o per un altro la mia mente va nel passato e si aggrappa a qualche ricordo di Lui. Ne sento la mancanza e devo dire che in questo momento pagherei oro per poterlo abbracciare. Dopo alcuni mesi di silenzio gli ho scritto un sms per sapere come stesse: mi ha fatto piacere sentirlo anche se sono completamente consapevole che ormai faccia parte di un passato.

Ho le maniche della camicia alzate pronto, come quasi ogni giorno, a sporcarmi le mani con questa vita.

12 aprile 2017

Afferra il presente


A volte quando mi siedo da qualche parte e sento il mio corpo stanco, i miei muscoli tirati e il mio respiro complesso e affannato mi sento inaspettatamente e nitidamente fiero di me. Mi piace il tipo di persona che sono, mi piace il mio cervello, mi piacciono le mie gambe svelte e le mie mani capaci di fare. 
Mi piace il mio senso pratico, la mia empatia, il mio saper fantasticare e la mia capacità di saper ridere e scherzare. Mi piace avere sempre poco tempo per fare le cose perché mi piace correre da una parte all'altra e avere la sensazione che il tempo mi stia sfuggendo dalle mani. 

Mi piace sentirmi vivo ogni giorno. 

Sono contento di essere arrivato a questo punto e cioè alla consapevolezza che a fianco ai tanti difetti ci sono altrettanti pregi. Mi rendo conto di essere una persona complessa perché ho un carattere, un pensiero e delle emozioni tridimensionali. Se pensate che io sia presuntuoso a scrivere tutto questo la risposta sincera è la seguente: Si, in parte mi rendo conto di esserlo un filino presuntuoso ma devo anche riconoscere che attorno a me vedo un tale piattume di cervelli...

Il lavoro nuovo procede, succede che alcune volte torno a casa completamente sfatto sia fisicamente che mentalmente: non è facile stare dietro a 7/8 ragazzi ognuno con le proprie esigenze ed emozioni. Tornando un attimo al discorso precedente mi rendo conto di piacermi anche dalla capacità che sto dimostrando con questi ragazzi: mi riempe di soddisfazione vedermi cosi centrato nella mia vita da riuscire a reggere colpi diretti e indiretti. Mi piace tanto aver capito che gli sforzi che ho fatto negli ultimi anni mi hanno portato a questo punto. 

Ieri ho iniziato di nuovo a lavorare in Copisteria: saranno mesi stancanti ma se non spingo ora che son giovane e con tanta energia in corpo quando lo farò?

1 aprile 2017

Posizione del Guerriero


Chi mi conosce sa che uno dei tratti fondamentali della mia persona è la malinconia, un sentimento che assieme a tanti altri crea la mia personalità. In questi giorni, dopo travolgenti settimane occupate al capire e ad adattarmi al nuovo lavoro, la malinconia fa di nuovo da padrona. Inevitabilmente il pensiero scappa e corre senza meta fino ad arrivare a lui...

Come sono abituato a fare di continuo mi domando se questo sentimento sia dovuto ad una fissa o a qualcosa di più profondo. Credo di poter rispondere che non è determinato da una fissa ma da una concreta sensazione di dispiacere: ebbene si sono dispiaciuto, a volte mi sento anche un po' triste e sconfortato perché vorrei potergli parlare ancora. Vorrei poterlo guardare, afferrargli le sua mani (mi piacevano le sue mani), guardare i suoi occhi e la sua faccia (mi piaceva anche la sua faccia) e perché no anche baciarlo (mi piaceva baciarlo). Invece ormai non è possibile più niente di tutto questo e mi rimane solo questo sapore amaro in bocca... 

Ho mantenuto la promessa di non incontrare nessuno nel mese di marzo perché avevo bisogno di centrarmi; di tornare al centro del mio mondo e di stabilizzare i miei piedi. Avevo bisogno di avere la conferma di non voler conoscere qualcuno per riempire vuoti. Non volevo, anche se una volta l'ho fatto, usare una persona per riempire spazi lasciati vuoti da altri: non voglio ripagare gli altri con la stessa banconota falsa con cui hanno pagato me. 

Sono dannatamente consapevole che non fosse ne l'uomo della mia vita ma era l'uomo giusto del momento: arrivato nel momento giusto, con un cervello giusto e con una bagaglio di esperienze da portare. E' dannatamente difficile trovare qualcosa del genere... in un mare dove la mediocrità regna padrona lui è stato una boccata d'aria fresca e dopo aver respirato aria pulita sono tornato a respirare gas. 

Mi manca. LUI mi manca. Potrei fare un elenco di cose che mi mancano di lui e che si fottesse il pensiero che mi manca l'idea che io mi son fatto di lui. Può darsi: cazzo si questa tese può essere sensata ma inevitabilmente mi manca. 

Con questo non voglio dire che starò fermo a piangere in un angolo o a leccare le mie ferite: mi sono già rialzato, ho di nuovo alzato la testa e ho di nuovo assunto la posa del guerrieri. Avanti mondo se mi vuoi sfidare io ti prenderò ti petto. 


29 marzo 2017

Mi dia un etto di Malinconia

Ci sono giorni come quelli che sto vivendo che la malinconia mi prende la mano e comincia a camminare con me per le strade di Roma. Fuori c'è il sole, il caldo sta tornando e la natura sta esplodendo ed io mi sento molto felice anche se malinconico. 

La malinconia di questi giorni ha un nome e un cognome: R. Vorrei mandarti un sms per dirti "Ciao, sai che mi manchi?". Ma non lo farò un po' per orgoglio un po' perché se le cose sono finite vuol dire che appartengano al passato e non devono avere conseguenza nel futuro. 

Ma parliamo di cose concrete: vai a fare la spesa Ale che a casa non c'è niente. 

23 marzo 2017

E sono ancora qui

Ed è passato un anno da quando tutto è iniziato, tutto cambiato e nel giro di poco tutto finito. Sono dannatamente sereno, un'altra persona e ho un altro atteggiamento nei confronti della vita. In parte lo devo a Lui (parlo di A.) e in gran parte a me che finalmente decisi di lasciarmi andare in quel gioco affascinante, anche se a volte al massacro, che è l'Amore. 

Sono qui in piedi con il mio sorrisino beffardo i miei occhioni enormi belli aperti pronto ad affrontare tutto, consapevole che ci saranno giorni in cui cadrò sulle ginocchia e che mi sentirò il mondo dannatamente pesante sulle spalle ma verranno tanti altri dove con l'aiuto di me stesso e della mia famiglia sarò capace di sollevare il mondo e di potermi rialzare. 

Ora ne ho le prove:

Questo dolore non uccide questo dolore fortifica e rispetto un anno fa sono molto più forte. 

12 marzo 2017

sensazioni, emozioni e pensieri


E' stato fatto quello che mi ero ripromesso di fare e cioè mandare un messaggio a R. e confinarlo nel recinto dei ricordi. La storia ha quindi avuto il suo epilogo e io ho potuto terminare anche questo capitolo. Vorrei credere che si stato sincero nella risposta che mi ha dato e vorrei sperare di poterlo rivedere prima o poi: io credo in una visione dannatamente romantica della mia vita, lo riconosco e per ora non ho molta voglia di cambiarla. 

Vorrei che le persone che hanno lasciato qualcosa nella mia vita potessero farne parte, ovviamente non si tratterà di un rapporto da vivere nel quotidiano ma forse in un futuro si potrebbe vedere in R. una persona da tenere li e ogni tanto sapere come sta. Non ho risentimenti verso di lui né tanto meno sentimenti che si possano avvicinare all'odio; il dispiacere c'è tanto, la malinconia a volte è strabboccante ma per il resto non saprei di cosa accusarlo. Certo rimango con quel gusto di amaro in bocca per non sapere come sarebbe andata fra noi se... ma poi ricordo che la storia non si fa né con i se né con i ma. 

Continuo il mese del ri-allineamento rimanendo però con ogni senso del corpo attivo perché se una cosa ho imparato in questi mesi e ché bisogna rimanere vigile perché non si sa mai dove il presente ti possa portare. 

Se dovessi registrare le sensazioni, emozioni e pensiero del momento vi direi questo: la sensazione che provo è un leggero battito accelerato, un sentimento di gelosia che serpeggia nel cuore e il pensiero si potrebbe riassumere con "in nano non hai niente". Poi mi ricordo che non è cosi e che non devo dare retta a questi frivoli pensieri: ho molto e sono molto. 

Le giornate si allungano il sole in questi giorni è alto ed io mi sento con i piedi ben radicati a terra.

6 marzo 2017

Rainbow

Dopo aver fatto altri piccoli passi falsi verso una presunta consapevolezza posso direi a me stesso che marzo deve essere il mese del ri-allineamento. Tutti i pensieri devono tornare inevitabilmente a loro posto e lo stagno, che è la mia mente e essenza, deve tornare ad essere limpida. La fanghiglia che c'è nelle acque deve depositarsi sul fondo e dio devo tornare a vedere tutto limpido.
Devo finire di fare solo alcune piccole cose che mi portino di nuovo ad essere centrato. R. deve essere confinato in un posto sicuro, lontano dal cuore ma vicino al cervello; gli invierò un messaggio che suonerà come un addio. Tutte le altre comparse devono essere eliminate perché questo mese si recita da solo. Non ho bisogno di comparse ma solo della mia famiglia che mi protegga e che mi faccia sentire squisitamente amato.

Tutto il resto è realmente superfluo. 

Ho iniziato il nuovo lavoro e l'unica cosa che vorrei dire questa sera è: il mondo è bello perché è colorato. 

25 febbraio 2017

A testa alta

"Tutto quello che la tua mano trova da fare, fallo con tutte le tue forze; poiché nel soggiorno de’ morti dove vai, non v’è più né lavoro, né pensiero, né scienza, né sapienza."

Mi è venuta in mente questa frase che fa parte del vecchio testamento ma in realtà io l'avevo incontrata per la prima volta durante la lettura di Altai di Wu Ming. Beh mi è tornata in mente proprio ieri mattina subito dopo aver fatto un colloquio di lavoro che mi ha traghettato verso un nuovo lavoro.

L'esperienza lavorativa alla Onlus K, finisce ufficialmente martedì e si inizia con la nuova strana avventura alla croce rosse. Per ora vorrei parlare poco di quello che andrò a fare anche perché devo prima ben capirlo e digerirlo. Ciò che posso dire subito e che sono molto contento di cambiare pagina e di iniziare un nuovo paragrafo. Spero inoltre che la ritrovata tranquillità lavorativa ed economica mi aiuti a sistemare anche tutto il resto.... fisicamente ultimamente mi sento sempre molto acciaccato, alcuni mi dicono che sia colpa dello stress: non faccio fatica a crederci. Un'altra immagine che mi viene in mente pensando alla risultato positivo di ieri è che finalmente posso dire di aver traghettato la nave verso sponde sicure e ora posso accasciarmi sulla spiaggia perché esausto, 

Cambiando discorso... domani è una settimana precisa di silenzio. Io rispetto il silenzio altrui però vorrei dire, forse soprattutto a me stesso, che ogni giorno che passa i miei dubbi vengono chiariti e la mia consapevolezza prende spessore: Non voglio pregare nessuno per rimanere nella mia vita, la mia presenza non deve essere un'imposizione e se qualcuno la vede come tale bhe.. ciao. 

Gli do un'altra settimana di riflessione e poi l'aiuterò io a riflettere meglio. La testa non la chino più.

21 febbraio 2017

Ricordi

Ovviamente quello che pesa di più nelle giornate e che non ti lasciano essere libero come vorresti sono i ricordi. I ricordi pesano come macigni nelle giornate; pesano perché ti fanno ricordare che bei, o brutti momenti, hai passato assieme a quella persona. Di momenti non ne abbiamo passati tantissimi ma per il sottoscritto sono stati sufficienti per creare un bagaglio di ricordi che abbiano la capacità di pesare sul presente. 

Ebbene mi tocca attendere il suo ritorno consapevole delle cose che voglio e che vorrei dirgli. Attenderò, non in eterno, perché ho dato la mia parola ma quello che è sicuro che ad oggi non non voglio più derogare alcuni principi che io considero, ormai, sacri. 

Li scrivo perché non ho voglia di scordarli per il futuro:

- Le persone non si pregano;
- La mia presenza nella vita delle persone non è scontata e se non è gradita posso farne tranquillamente a meno e fare un passo indietro:
- Io valgo se qualcuno non comprende il mio valore è anche un problema suo e non posso convincerlo del contrario:
- Il bene si deve manifestare attraverso azioni e/o parole concrete:
- La chiarezza è un valore fondamentale a cui devono mirare tutti i soggetti coinvolti. 

Ricerco le energie attorno a me e cerco di riprendere le forze per andare oltre. 

19 febbraio 2017

Occhi gonfi.

Ed è arrivata la risposta alle riflessioni ma è giunta sotto forma di pungo allo stomaco che ha tolto il fiato per qualche minuto, che ha fatto girare la testa, che ha fatto diventare gli occhi gonfi di lacrime. 

Ho provato a ricoprire la realtà di strati e strati di sogni e speranze ma ad un certo punto non bisogna fare i conti con la realtà. Quale è la realtà? R. mi ha confermato che non vuole niente che si assomigli ad una relazione e che lui vuole essere libero e forse che il pensiero di sapermi un po' inguaiato mentalmente lo rende agitato. Ho cercato di sistemare il discorso come meglio potevo, ho svuotato quasi completamente le tasche e l'ho rimesso davanti all'ultima decisione. Si sta prendendo del tempo, ancora, e poi mi farà sapere. Ma credo di poter dire che tutta la faccenda è al capolinea. So come sono fatto e so che queste cose non mi fanno star bene.

Avanti il prossimo, avanti la prossima batosta, il prossimo dolore io sarò sempre qui nella posizione del guerriero. 


Il lato sinistro del letto vuoto.


I sogni si mescolano con la realtà e per qualche ora è difficile capire se quello che hai sognato sia realmente soltanto capitato nella tua testa. Ho fatto un sogno che ha avuto una ricaduta immediata nella realtà, perché appena finito di pronunciare una frase mi sono svegliato di soprassalto a causa di una  una scarica di agitazione che ha percorso tutto il mio corpo. Cosa ho sognato?

Non ricordo con chiarezza tutto il sogno poiché la prima parte è come se si fosse sfocata lasciando nitida solo la parte finale: nel sogno cercavo disperatamente mia madre e una volta trovata anche se era visibilmente scossa e malata (?) l'unica cosa capace di fare fu quella di afferrarmi per il braccio e di chiedermi con un tono severo e perentorio: "come stai"; sempre nel sogno le rispondo semplicemente: "Mamma sono tanto stanco, ho il cuore pesante". 

Nell'attimo esatto in cui ho terminato di scandire la parole "pesante" mi sono svegliato di botto.

Dalle riflessioni nascono pensieri, idee o soluzioni. Oggi sono capace solamente di pensare che dalla riflessioni non nascerà niente di buono o meglio nasceranno pensieri e soluzioni che avranno per il sottoscritto un risvolto negativo. Vorrei potermi direi di smettere di essere negativo e di vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto ma realmente non riesco a pensare diversamente; è come se il puzzle che avessi sotto gli occhi, con tutti i suo pezzi mi stesse indicando già quale sia il quadro generale. Ora ho solamente due soluzioni ignorare i segnali che sono arrivati o leggerli, per quanto siano dolorosi, e comprendere la realtà. 

Tra poco meno di un mese sarà passato esattamente un anno da quando A. è entrato nella mia vita, e subito dopo ne è uscito, gettando le basi di quello che è stato il cambiamento più epocale della mia vita. Se mi fermo un secondo e rifletto su quello che è stato questo periodo non riesco a descriverlo tutto in poche righe e probabilmente se mi lasciassi andare in un post lungo non riuscirei a spiegare tutto con le dovute attenzioni e cure. Ma in questo momento di un aspetto vorrei parlare ed è quello del "dolore". Un dolore che come non mi stancherò mai di ripetere e ripetermi mi sono accorto non ammazzi ma in realtà oggi posso sostenere che stanca tantissimo. Vorrei poter dire che non ho più voglia di sentirlo sulla mia pelle e nel mio cuore. Vorrei potervi direi che vorrei infiocchettarlo e rimandarlo al mittente con tanto di fiocco... ma so che non posso dire e fare una cosa del genere. Comprendo che il dolore va vissuto come qualsiasi altra sensazione che si vive ogni giorno e non si può fare niente, o molto poco, per evitarlo e non sentirlo. Il dolore, come l'amore, l'allegria, l'ansia e tutta l'altra gamma di emozioni si vivono non si controllano e sicuramente non si può decidere di non volerla più sentire.  
Ma sono stanco e oggi non vorrei più sentire questa pesantezza nel cuore. Non credo nelle riflessioni perché personalmente sono quasi sempre consapevole di sapere quello che voglio e sento ma nonostante questo le riflessioni possono servire per tutte le parti in causa per capire cosa realmente si vuole. 

Cosa vorrei? Probabilmente vivere una scena da film e quindi nel presente vorrei chiudere il pc portatile che sto tenendo sulle gambe mentre sono infilato sotto il piumone e posarlo sul comodino alla mia destra; poi mi girerei verso il lato sinistro del mio letto matrimoniale e vedendoli li preso dalle sue cose e dai suoi lavoro mi verrebbe dal ventre un impulso di prendergli la testa fra le mani e baciarlo. Si, probabilmente in questo momento vorrei fare una cosa del genere.

18 febbraio 2017

In un giorno qualunque


Mi resta che scrivere qui perché ormai sento questo posto come uno "sfogatoio". Credo, non posso dare la certezza, che la storia con R. sia arrivata a capolinea: ci ho parlato e la risposta è stata ci devo riflettere.

Lascio il tempo, lo spazio e la tranquillità mentale ad ogni individuo di riflettere su quello che vuole ma in cuor mio so perfettamente cosa voglia dire "ci devo riflettere". 

Non credo di avere neanche tanta voglia di scrivere, quindi lascio una canzone e torno sotto il piumone.