Se queste righe mirano ad essere un post di fine anno probabilmente mi dovrei prendere alcuni giorni per ordinare le idee e avere il tempo di scriverle con attenzione e dedizione: ma non ho tutto questo tempo, inoltre bisogna esser sinceri che non ho nemmeno tutta questa pazienza, e quindi mi farò andare bene la mezz'ora che mi sono concesso dallo studio.
Caro 2017 stai per terminare e come oramai consuetudine in questo blog devo fare un po' il punto della situazione per capire che razza di anno sei stato. Se per il 2016 non ho avuto dubbi e l'ho quasi da subito etichettato come uno degli anni migliori per te, caro 2017, la situazione è più complessa. Non posso definirti un brutto anno, non posso proprio perché le cose comunque sono andate nella direzione da me sperata e in alcuni casi i risultati hanno superato le aspettative. Sicuramente sei stato un anno più complesso, più maturo e pesante, un anno dove le emozioni, pensieri e sensazioni si sono intrecciate generando un groviglio di emozioni difficili da etichettare in maniera univoca.
Credo di poterti definire un anno misteriosamente complesso. Misteriosamente perché ci sono ancora una marea di situazioni rimaste aperte che mi lasciano quel punto di domanda e quell'ansietta verso il futuro e complesso perché sei stato un anno pieno di sfide, per la maggior parte affrontate e vinte, ma pur sempre sfide.
Spero che per i 2018 la situazione non cambi poi più di tanto vorrei solo che il sentiero di montagna che ho intrapreso si faccia un filino più chiaro e che mi lasci il tempo di mirare il paesaggio e nutrirmi di tanta bellezza. Quello che mi ripropongo per l'anno nuovo e di metterci la stessa grinta che ho messo negli anni passati e di avere la stessa capacità di affrontare le cose.
Passando nello specifico credo che alcune eventi e persone debbano ricevere un'attenzione particolare perché hanno segnato in maniera più incisiva quest'anno.
Il lavoro è stato lo stravolgimento di quest'anno, il tavolo da gioco rovesciato completamente, tanto da modificare i ritmi, gli equilibri e le emozioni che provo. Se mi fermo un secondo e guardo indietro arrivando fino a febbraio in realtà mi sembra sia passato un secolo e passato un altro me. Sono passato da Kuore di Roma a tre lavori: a correre da una parte all'altra, a lavorare la media di cinquanta ora al giorno e a vivere una serie di emozioni difficili da spiegare in poche pagine. R. è un lavoro che sicuramente ha avviato una centrifuga di emozioni dentro di me che non provavo da anni quello che mi fa sorridere di più e pensare che un lavoro come questo due anni fa io non l'avrei mai fatto.
Lo yoga è stata la costante del 2017: meravigliosa e rilassante attività che come ho già detto in precedenza mi è servita tanto per ascoltarmi.
La famiglia Selettiva e Naturale c'è e ci sarà anche nel mio immediato futuro. Coloro che mi conoscono sanno che io vivo anche in funzione di loro, non voglio e non posso fare un passo indietro perché mi sono imposto un codice etico che mi faccia sentire bene e questo codice prevede che per le persone che io amo ci sono e ci sarò sempre. Non dimentichiamo che questo è anche l'anno di S. mio nipote!
Tu che oggi ha questo nome e che ieri ne avevi un altro, tu che negli ultimi tre mesi ha silenziosamente coperto ogni mio vuoto e che mi hai nutrito con la tua calma. Tu che oggi ti chiami C. e che sempre tu hai cancellato il tuo precedente nome: R.
Tu che hai vissuto con R. e che mi hai finalmente mostrato che persona sia e che io di lui non né sono più stregato. Tu C. che con la tua calma hai domato i miei eccessi. Tu che sei tornato a vivere a Zurigo che mi hai lasciato quel lato del letto vuoto, il sinistro, che ad oggi mi sembra una distesa infinita distesa di solitudine.
Sei stato capace di cambiare le carte in tavola, di farmi vivere delle cose che non avevo mai vissuto con tale complessità. Sei e spero che sarai una figura importante della mia vita. Dovrei scrivere di te infinite pagine ma non ci riesco, ad oggi non riesco a trasformare i pensieri in parole scritte. Mi hai tolto le parole in più di una occasione e per uno come me che di parole ci vive e ci lavora è disarmate. Mi hai tolto le parole, mi hai chiuso i pensieri e mi hai fatto piangere. Grazie, non so che altro dirti.
Spero di riavervi tutti assieme nel mio cammino per il 2018 e spero di poter affrontare le nuove sfide che mi sto creando assieme a voi perché se sarò accompagnato da Voi allora tutto sarà più facile.
Grazie a: M. non perderti mai perché sei la stella che mi serve per ritrovare casa; G. Fratello; L. amico che non cambierei per nulla al mondo; F. mezzo cuore; A. mia sorella e madre del mio nipotino; Grazie anche a E. L. R. V. M. M. C. e tutti gli altri.. fate parte della mia vita.
Buon anno,
Ale
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