Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

30 settembre 2016

Il salto...


Mi affaccio verso l'ignoto come se fossi sul ciglio di uno strapiombo in montagna. Davanti a me ho l'infinito; quell'immenso insieme di distesa di terre, rocce, piante e acqua. L'ignoto con tutto quello che di bello e di brutto può avere ed io sono qui oggi sul ciglio di questo burrone con la consapevolezza che entro questa sera dovrò fare un salto e.. lanciarmi

Avrò paura, avrò le braccia e le gambe che mi tremeranno, il cuore in sussulto ma avrò la consapevolezza che andare avanti è l'unica cosa giusta da fare. Sarà un salto nel futuro, sarà un salto che mi farò lasciare alla spalle il conosciuto e il sicuro. Da domani si inizia, parzialmente, una nuova vita dove il lavoro, questo lavoro, non fa più parte del presente e del quotidiano. 

La promessa che devo farmi e che, ovviamente, devo mantenere e di sfruttare questi giorni con positività e dovrò cercare di non lasciarmi affogare dall'ansia, dalla malinconia e dalla paura. 

Tempo fa avevo fatto una sorta di lista di buoni propositi da portare avanti entro il 31 dicembre vediamo un po' a che punto stiamo.


- Amore;
Ho calmato l'essenza, ho quietato il cuore e ho fatto ragionare il cervello. A. definitivamente cancellato dopo l'ultimo atto di gratuita scortesia. 

- Lavoro;
Da oggi finisco qui e da domani mi getto alla ricerca. 

- Sciarpa fatta a maglia;
Ho iniziato ad imparare ma poi mi sono arenato. Devo riprendere il filo della matassa. 

- Attivismo Lgbt;
Ho appuntamento per il 10 di ottobre per capire come e in che modo essere utile. 

- Argilla;
Non pervenuta.

- 67 kg;
Non mi sono più pesato. 

- Tatoo;
Rimandato ancora.. dovrebbe essere a novembre. 

- Inglese;
Da domani.

- Studiare.

Da domani.

29 settembre 2016

Fare in culo


"Mi accorgo sempre si più che le persone non assomigliano alle parole che dicono ma alla merda che cagano." Cit. MeStesso

Stiamo sempre girando attorno allo stesso punto: le parole sono liberate senza riflettere. Io, vicino a me, voglio solo persone che sanno ragionare, empatizzare e che abbiano una minima sensibilità. Chi non rispecchia questi canoni più banalmente accomodarsi a fare in culo. 


Vaffanculo. 

28 settembre 2016

23 settembre 2016

Solchi


Avevo voglia di scrivere questa mattina mi era venuta una esigenza impellente mentre ero sul bus ma poi.. poi ho sentito la nuova canzone dei Kings Of Leon. 

Sono le solite pugnalate che mi arrivano allo stomaco. A tratti penso che dovrei smetterla di ascoltare la musica e che potrebbe nuocermi molto, ma molto, alla salute. Nuove al mio umore e al mio andamento della giornata: nuoce. 

Ma non ne posso fare a meno. Non posso fare a meno di ascoltare la musica, farmi cullare dalle parole e delle melodie. Amo le parole perché do a loro un'importanza strategica, Noi, come individui, siamo il frutto delle azioni e delle parole che diciamo e facciamo.

Siamo una costellazione di parole, siamo formati da acqua e parole. Le parole ci formano e siamo noi a forgiare le parole. Sono strumenti che abbiamo per relazionarci con il mondo ma in nessun caso sono scelte a caso. Non credo alle persone che parlano tanto per parlare. Le parole hanno un peso, forse non per loro, un peso specifico e soprattutto hanno un peso per me. Siamo parole, emozioni e azioni. 

Non possiamo essere solo azioni, non possiamo essere solo emozioni, non possiamo essere solo parole. Siamo un'insieme complesso di cose. 

Traccio di continuo solchi e linee immaginarie. Cerco di formare la mia persona che nonostante i miei 31 anni ha bisogno di continui aggiustamenti e di migliorie. Avrei voglia di scrivere, forse ne avevo di più quando ero sopra il bus, di cose che non hanno senso. Di flussi di pensieri, parole ed emozioni. 

Devo fare di più, un pochino di più, di quello che faccio ora. Devo essere un pochino più concreto, più pratico, più studioso. Devo solo spingere un filino di più sul lato della concretezza e scendere da quella nuvoletta da cui ogni tanto guardo il mondo. Nel mondo bisogna lasciare dei solchi. 

20 settembre 2016

ridere di se stessi



Ultimo consiglio te lo voglio dare mio Caro Alessandro soprattutto devo dirtelo prima che la tua mente mi faccia tacere di nuovo. Succederà nuovamente che il tuo lato drammatico prenda possesso del Tuo, nostro, cervello e lo affoghi con la sua tristezza. Ma io voglio darti un consiglio ora quando la tua mente è lucida e le nubi del pessimismo si sono allontanate. 

Alzati in piedi, alza quella testa, raddrizza le spalle e prenditi quello che vuoi. Non aspettare che le cose ti piovano addosso o che ti siano lanciate come oggetti impazziti. La vita nel reale funziona diversamente. Te le devi prendere le cose, le devi andare a prendere perché l'unica certezza che si ha nel non farlo e che sicuramente quelle non verranno da te. Non sei Maometto e le montagne non si spostato. Alza il culo e spostati te. 

Inutile che ti dica che non tutto quello che vuoi lo otterrai perché ci saranno volte che non ti sarà possibile per una serie infinita di variabili. Ma vorrei che fossi cosciente che sei l'unico padrone delle tue azioni. Non deprimerti se le cose non girano subito come vuoi te, per fare le cose ci vuole tempo. Per fare un figlio ci vuole tempo, per far crescere una pianta di vuole tempo, per far crescere un amore ci vuole tempo. 

Tu il tempo che hai lo devi solo saperlo gestire e non farti gestire da lui. Devi essere un attore principale nella tua commedia non un teatrante qualsiasi diretto da un regista che si fa chiamare "destino". 


Le cose non sono andate come volevi o non vanno come volevi... mi andrebbe di riderti in faccia.

19 settembre 2016

Tra me e me


Parlo di nuovo con te, Alessandro del presente, perché dobbiamo fermarci qualche ora, qualche giorno, o qualche settimana. Bisogna fermarsi e riflettere ma bisogna farlo seriamente, riprendi ogni tuo pensiero, una tua sensazione e osservala e cerca di capirla. Ti prego capiscila e cerca di perdonarti perché non puoi continuare ad essere così severo.

Ebbene si, sei terribilmente severo con te stesso. Sei impettito, rigido e severo. Lascia quella mente galoppare dove vuole e con chi vuole. Lascia che i pensieri si intreccino e si sleghino senza dare ogni volta giudizi così severe. Lo sai che sbagli come sbagliano anche gli altri? Sai, anche, che non sei perfetto? Si, sei di esserlo perché ogni volta ti sgridi e ti comporti come un bigotto. Mentalmente come un bigotto. Invece se ti concedessi il gusto di sbagliare e di dire "Cazzo che cantonata che ho preso, scusate tutti" non sarebbe la fine del mondo no?

Essere sempre cosi centrato sei sicuro che ti faccia bene? Sai mi andrebbe di dirti che la vita non è una linea retta da seguire alla perfezione. La vita è un zizzagare di cose e di persone. Salta, corri, inciampa, rialzati.

Severo da dar fastidio. Togliti quel cazzo di gesso mentale che ti sei imposto, Mettiti nudo davanti ad uno specchio e amati del tutto. Ci stai provando da una vita e non nego che ci sai quasi riuscito, che sei arrivato finalmente a non disprezzarti più. Ma dille queste cose, che ti credi che tu sia l'unico ad aver dovuto superare qualche blocco mentale. Viviti serenamente la vita, con tutti i suoi colori e anche la sua infinita gamma di grigi. 

Smettila di correre dietro una sensazione che ad oggi non possiedi. Smettila di correre dietro ad una chimera. Non ti sto dicendo che devi smettere di cercare ma smettila di farla diventare un'ossessione. Una sfrenata ossessione alla ricerca di una ipotetica felicità. 

Respira, respira e ricordati che nella vita di periodi cosi ce ne saranno e ogni volta non puoi cercare di razionalizzarli, ingessarli e andarci addosso di testa. Capisci anche che la tua testa si potrebbe rompere se continui a fare così. 

Amati un pochino di più, alza le braccia al cielo e scandisci bene queste parole: "Io sono cosi e voglio questo nella mia vita". Smettila di nasconderti dietro la paura di vedere le persone andare via perché tanto le persone se vogliono andare via.. beh vanno via. Quindi scrollati di dosso le parole e con questo non voglio suggerirti di non avere mai paura ma portale con te e non sopra le tue spalle. Si leggero anche quando hai paura, non ti farei appesantire da tutto. 

Scansa alcune cose non è detto che tutto quello che trovi per la strada sia solo un tuo pensiero. Distribuisci compiti e responsabilità e non continuare a pensare di essere il portatore del mondo.

Prenditi qualche giorno di pausa da te stesso fallo altrimenti impazzirai.  

16 settembre 2016

Mi sono rotto il cazzo

Mi sono rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo.

Si, ne ho le palle piene di me, del mio carattere e dell'ostinata convinzione di essere retto in ogni cosa che faccio.

Ho le palle piene della gente, dei discorsi autoreferenziali, delle convinzioni distorte, delle parole in libertà.
Mi sono rotto il cazzo della gente che apre bocca e da fiato.
Mi sono rotto il cazzo della gente che fa perdere tempo alle altre persone.
Mi sono rotto il cazzo di scegliere sempre la via più difficile. 
Mi sono rotto il cazzo di non avere la pappa pronta.
Mi sono rotto il cazzo di contare i soldi. 
Mi sono rotto il cazzo di pagare sempre il conto di tutto.
Mi sono rotto il cazzo di avere ste cazzo di spalle larghe. 
Mi sono rotto il cazzo di spalare la merda mia e la merda che la gente mi lancia.
Mi sono rotto il cazzo del capitalismo. 
Mi sono rotto il cazzo dei qualunquisti, dei razzisti, degli omofobi.
Mi sono rotto il cazzo delle religioni, della morale, della fede.
Mi sono rotto il cazzo della mia ostinata convinzione che tanto prima o poi il bene paga.
Mi sono rotto il cazzo del Karma. 
Mi sono rotto il cazzo del lavoro. 
Mi sono proprio rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo di crescere, di maturare, di invecchiare, 
Mi sono rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo di esserci sempre: Sempre. Per quante botte mi darai io ci sarò, per quante spalate di merda mi getterai contro io ci sarò. 
Mi sono rotto il cazzo di avere un etica, di essermi imposto delle regole. 
Mi sono rotto il cazzo di rispondere ai messaggi. 
Mi sono rotto il cazzo di essere empatico. 
Mi sono rotto il cazzo di scegliere il bene TUO prima del mio.
Mi sono rotto il cazzo del mondo che gira a cazzo di cane.
Mi sono rotto il cazzo di avere delle responsabilità.
Mi sono rotto il cazzo di una infinità di motivi.
Mi sono rotto il cazzo di incrociare solo persone che amano talmente tanto il loro ego da non accorgersi che non vivano su un'isola deserta.
Mi sono rotto il cazzo. 

Mi sono rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo.
Mi sono rotto il cazzo.

Geopolitica o Filosofia dell'essenza?


Quello che sto pensando in questa mattinata di pioggia e di cielo grigio intenso è che è un gran casino quando uno spazio occupato ad un tratto viene lasciato libero. 

Come posso esprimere correttamente il mio pensiero... Proviamoci.

Se qualcuno o qualcosa si inserisce nella tua vita e si fa spazio tra le altre cose ha appena occupato uno nuovo spazio; prende possesso di una zona e tendenzialmente rimane fermo li. A volte gli spazi di queste persone si allargano a volte diminuiscono perché è come se questo "spazio" fosse qualcosa di vivo che muta con il tempo. 

Tutti questi spazi, occupati da cose o persone, sono interconnessi fra di loro e subiscono le mutazioni reciproche: se uno si allarga, un altro deve ripiegare... 

In realtà tutti questi pensieri mi vengono in mente dagli studi di relazione internazionale. In pratica la geopolitica funziona così: esistono zone di interesse tra varie nazioni, esistono spazi che vanno occupato e controllati perché uno spazio se non è controllato può essere una minaccia oppure passare sotto la zona d'influenza dell'avversario. Quindi quando un regime crolla c'è la corsa a coprire quello spazio.

Il casino, tornando a parlare di me, è quando capisci che ad un tratto uno spazio che è stato occupato smette di essere occupato. La cosa o la persona che ne erano responsabili abdicano, per vari e infiniti motivi, lasciando un senso di vuoto enorme. Quel vuoto deve essere necessariamente ri occupato altrimenti il pericolo di crisi è imminente. 

In questa mattina di attesa, ho un colloquio tra qualche ora, mi trovo sdraiato sul letto con il pensiero che uno spazio vuoto all'interno dell'assenza destabilizza tutto. In pratica l'equilibri dell'essenza sono un po' come gli equilibri dello scacchiere internazionale.

Bah. 

12 settembre 2016

La scelta giusta.



Bisognerebbe semplificare ogni tipo di relazione e portarla su binari non complessi, dove le parole sono semplicemente parole, i gesti semplicemente gesti e dove non ci sia spazio ad interpretazioni più o meno reali. 

Tutto questo è di una difficoltà estrema perché a volte le azioni vengono compiute senza pensare e il risultato potrebbe essere molto diverso da quello a cui si pensava. Cerco in tutti i modi di essere l'Uomo che mi sono ripromesso di essere ma a volte è difficile, molto. 

Vorrei essere presente, sempre, per le persone a cui tengo. Vorrei essere un bastone, una roccia, un chiudo in un muro; voglio essere la certezza in caso di bisogno, la spalla su cui poggiare la testa. Voglio essere fiero di quello che faccio per me e per i miei cari. Voglio potermi guardare allo specchio la mattina e avere la certezza di aver provato ad essere una buona persona; vorrei che le persone che mi guardassero vedessero questo.

Vorrei che le mie azioni arrivassero prima delle parole; un gesto è concreto una parola si disperde nell'etere. 

Mi è stato detto per la seconda volta che non ho atteggiamenti da Gay, Non ho ancora capito se questa affermazione sia un complimento o no oppure sia una mera considerazione. Comincio a riflettere su questa frase non trovando però una risposta univoca. Ho cercato, cerco e cercherò di essere una persona onesta, affidabile e concreta. Tutti questi aggettivi non sono influenzati dal mio orientamento sessuale: io voglio essere cosi a prescindere da quello che faccio sotto, o sopra, le lenzuola. Mi sono imposto un'etica, non una morale, a cui punto ogni giorno a volte sbagliando a volte no. 

Un etica laica. Laica da tutto, dalla religione, dalla politica, dall'orientamento sessuale. La mia etica è laica perché priva di vassalli, stemmi e fregi. Un etica laica che risponde quotidianamente al mio concetto, soggettivo e discutibile, di bene e male. 

9 settembre 2016

Estate di concerti



Nel susseguirsi di emozioni non possiamo non ricordare, sempre per me del futuro, che in questa estate del 2016 alcuni artisti mi hanno aiutato a dare voce ad alcune emozioni. Ebbene si è stata un'estate di concerti alcuni dei quali ho voluto molto e altri che sono capitati un po' per caso. 


Carmen Consoli
Iosonouncane
Calcutta
Nicolò Fabi
Il muro del canto
Zibba


soprattutto tre di questi hanno smosso tutta la mia assenza. E' possibile una cosa del genere? Evidentemente si perché se per Carmen non ho mai cantato cosi tanto per gli altri due, Fabi e Zibba, non ho mai sentito per così tante volte la voglia di urlare e forse a tratti di piangere.
Ribadisco hanno dato tutti in maniera diversa una voce alle mie emozioni quelle che nascono dalla pancia e che difficilmente avrebbero avuto la capacità di uscire. 



6 settembre 2016

Dialogo fra pazzi 9



Io: « Mi avevi detto che sarebbe stato per sempre e che se fossimo mai arrivati a questo punto noi avremmo superato la crisi assieme. »
Tu: « Sono stanco. »
Io: « Ed io sono follemente innamorato. »
Tu: «Sono stanco. »
Io: « Se capace di dire altro oltre "sono stanco". »
Tu: « Ti lascio perché sono stanco. »
Io: « Se una persona è stanca si prende una pausa, dorme, si rigenera e non lascia il compagno che ha detto d'amare e con cui è stato 5 anni. »
Tu: « Sono stanco. »
Io: « Mi hai sentito? Ti amo. »
Tu: « Ed io sono stanco. »
Io: « Non ci voglio credere, devo sedermi mi gira la testa.»
Tu: « Non so che altro dire oltre "sono stanco". »
Io: « Potresti dire la verità. »
Tu: « Sono stanco. »
Io: « Non mi fare alzare in piedi, non far si che questi due metri che ci separano si annullino perché se vengo li davanti ti prendo a pugni. »
Tu: « Non eri tu quello che era contro la violenza? »
Io: « Mi hai dato una coltellata appena sotto il cuore. »
Tu: « Sono stanco
Io: « Non così stanco. Ti prego vattene non posso ascoltare un secondo di più la tua voce. »
Tu: « Scusami.. ma. »
Io: « Sai perché non potrei sentirti parlare un secondo di più? Perché penso che tu sia impazzito o, nelle peggiori delle ipotesi, che tu abbia finalmente mostrato realmente chi sei. Dopo semplicemente cinque anni sei riuscito a gettare la maschera, complimenti esistono persone che non la gettano mai. Non voglio crede alla tua "spiegazione"; dimmi hai un altro? Non è umanamente possibile dire alla persona con cui sei stato cinque anni: "ciao, sono stanco quella è la porta". Ho bisogno di spiegazioni, articolate e complesse perché non sono il fruttivendolo sotto casa nostra io sono la persona che hai detto di amare fino a qualche giorno fa. Me lo devi. »
Tu: « Sono stanco. »
Io: « Sono stanco.. avrei voluto arrivare a questo punto in una maniera diversa. Probabilmente con dignità e rispetto. Ho sempre pensato e messo in conto che fra noi le cose avrebbero potuto finire, ma.. Fai una cosa ora prenditi tre minuti di tempo per dirmi tutto quello che vuoi dirmi, se hai qualcosa di dire! Dopo di che gira i tacchi e sparisci. Se solo incrocio i tuoi occhi un'altra volta ti sputo in faccia e sappi che lo sputo, per quanto ti possa fare schifo, è nulla contro quello che mi hai fatto. Essere lasciato con una frase... »
Tu: « non ho altro da aggiungere. »
Io: « E allora vattene a fanculo. Prenditi le tue parole, i tuoi silenzi e il tuo sguardo e va VIA. Tu e la tua stanchezza potete andarvene a fanculo. Come al solito avevi la scelta di essere un Uomo o un animale; hai scelto di essere una carogna. Avrei preferito uno schiaffo a palmo aperto perché per quanto doloroso mi avrebbe tolto il respiro per qualche minuto ma poi avrei ripreso a respirare. Tu invece con questa scusa sterile e inutile mi hai appena tolto la possibilità di superare nel più breve tempo possibile da questo dolore. Mi arroventerò per mesi interi cercando di capire quale sia la realtà e la verità, dove possa io aver sbagliato perché sicuramente ho sbagliato, Invece con la tua menzogna tu risparmi energie per andare a scopare con qualcun altro e mi lasci qui seduto a cercare di rispondere a miliardi di perché. »
Tu: « Forse è meglio che io vada... »
Io: « Ho bisogno di una sigaretta. Vai a fare in culo. »



5 settembre 2016

Tristezza ciclica



Credo che ogni tanto il mio carattere abbia bisogno di scariche di tristezza quasi cicliche che si innescano con una canzone, una foto, una nuova o qualsiasi altra cosa che inneschi al mio cervello una sensazione e/o emozione di tristezza.

Oggi ha innescare il tutto è stata una canzone.



Scriviamo i buoni propositi da qui fino a fine anno e vediamo quanti ne raggiungerò:

- Amore;
- Lavoro;
- Sciarpa fatta a maglia;
- Attivismo Lgbt;
- Argilla;
- 67 kg;
- Tatoo;
- Inglese;
- Studiare.

Potrebbe bastare e ci rivediamo il 31 dicembre.

2 settembre 2016

se butta tutto in caciara



Facciamo che sia la quadratura del cerchio, la prova del nove o qualsiasi altro modo di dire possibile e immaginabile per cercare di arrivare alla certezza, perché di questo si tratta, che la vicenda con A. sia archiviata e riposta nell'apposito scaffale. 
Ci vediamo a pranzo dopo tre mesi che non lo vedo e non lo sentivo; si deve uscire da amici e io ci sto uscendo perché sta in difficoltà a causa di alcune cose. Io amico lui amico. Questa frase deve essere la chiave di volta.
Sono solo due le cose che temo:
1. Il colpo di goda. Rivederlo potrebbe riportarmi in basso proprio quando stavo iniziando a respirare. Ma voglio essere sicuro di saper gestire tutto. 
2. i possibili innumerevoli colpi di scena dei film che puntualmente non accadono.

Facciamo che seguo il consiglio da minha amiga M. e butto tutto in caciara e più confusione ci sarà e più sarà possibile trovare la luce dalla calma. Ci voglio credere.




Aggiornamento delle ore 14.02.

Questa volta credo di avere il controllo di me stesso e ora sento solo pace nel cuore. Daje.


Difendimi dalle forze contrarie, la notte, nel sonno, quando non sono cosciente, quando il mio percorso, si fa incerto, E non abbandonarmi mai... Non mi abbandonare mai! Riportami nelle zone più alte in uno dei tuoi regni di quiete: E' tempo di lasciare questo ciclo di vite. E non mi abbandonare mai...
Non mi abbandonare mai! Perchè, le gioie del più profondo affetto o dei più lievi aneliti del cuore sono solo l'ombra della luce, Ricordami, come sono infelice lontano dalle tue leggi; come non sprecare il tempo che mi rimane. E non abbandonarmi mai... Non mi abbandonare mai! Perchè, la pace che ho sentito in certi monasteri, o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa, 
sono solo l'ombra della luce. "

1 settembre 2016

Le mie montagne



«Imbocco il sentiero e piano piano sento la mia mente svuotarsi dai problemi dallo stress quotidiano, come se entrassi in un altro mondo in una dimensione dove il passato non esiste, e finalmente, mi sento svuotato dall'odio, dalla rabbia, dalla delusione che sfinisce la mia vita quotidiana. Finalmente posso sorridere con un sorriso vero, diverso dal sorriso di tutti i giorni, sorrido, perchè posso sentire la pace interiore che si fonde con la quiete esteriore. Riesco a sentire il battito accelerare ma non mi accorgo della fatica, perchè la mia mente lascia spazio solo ai sensi per captare i profumi che arieggiano in quella brezza frizzantina che riempie i polmoni e tutta la mia anima di gioia, quella gioia che trovo solo sul sentiero che mi porta in alto nel mio mondo tra le montagne».

Dialoghi fra pazzi 8

Io: « Ciao. »
Tu: « Chi parla? »
Io: « Sono io... »
Tu: « ... »
Io: « Si io dai...  »
Tu: « Non mi aspettavo questa telefonata. »
Io: « Ti scoccia? »
Tu: « No ma sai quanto tempo è passato da quando mi hai detto che mi avresti richiamato? »
Io: « Si sono passati 2 anni, 3 mesi e 20 giorni. »
Tu: « Probabilmente non sarei stato così preciso. »
Io: « Io invece ho contato ogni giorno da quel giorno. »
Tu: « Perché? »
Io: « Perché mi ci sono voluti due anni, tre mesi e venti giorni per spostarti dal lato sinistro al lato destro del mio cuore. »
Tu: « Non ti capisco. »
Io: « Dopo due anni sono in grado di parlarti senza sperare che tu mi chiuda la bocca con un bacio.
Tu: « Mi hai chiamato per dirmi questo? »
Io: « No, ti ho chiamato per dirti che nonostante siano passati due anni, tre mesi e venti giorni io ti voglio bene come se il tempo non fosse passato. »
Tu: « Il tempo ha cambiato un po' di cose. »
Io: « Aspetta non fraintendermi non ti sto chiedendo niente ti sto solo dicendo che finalmente so dare un nome e un cognome a quell'affetto che provo per te. E' per questo che non sei più nel lato sinistro del cuore ma in quello destro. Non vorrei mai più tornare con te ma voglio che tu faccia parte del mio presente come amico o come conoscente: sta a te deciderlo. Per quanto mi riguarda io ho deciso. »
Tu: « Io aspettavo questa telefonata tempo fa... »
Io: « Mi spiace che sia arrivata solo ora ma tempo addietro non sarei riuscito a dirti questo. »
Tu: « Sai che ora ho un compagno? »
Io: « Sono felice per te, tu sei felice? »
Tu: « Certo! »
Io: « Allora sono doppiamente felice! »
Tu: « ... »
Io: « Sai che io sono finalmente felice? »
Tu: « Ah. »
Io: « Ti chiedo scusa se con te a volte non sono stato né tenero né felice. »
Tu: « Ma stai bene? »
Io: « Si.. ti va se ci prendiamo una birra e mi racconti di te? Invita anche il tuo compagno ho piacere di conoscerlo. »
Tu« Ci devo pensare, posso? »
Io: « Certo. Ti do due anni, tre mesi e venti giorni per rifletterci. »