Semplicemente Me

Sono A. ho troppi pochi anni per avere i capelli bianchi e troppi per essere un adolescente. Sono felice della mia vita, delle mie scelte e delle giornate passate ad essere me.

16 settembre 2016

Geopolitica o Filosofia dell'essenza?


Quello che sto pensando in questa mattinata di pioggia e di cielo grigio intenso è che è un gran casino quando uno spazio occupato ad un tratto viene lasciato libero. 

Come posso esprimere correttamente il mio pensiero... Proviamoci.

Se qualcuno o qualcosa si inserisce nella tua vita e si fa spazio tra le altre cose ha appena occupato uno nuovo spazio; prende possesso di una zona e tendenzialmente rimane fermo li. A volte gli spazi di queste persone si allargano a volte diminuiscono perché è come se questo "spazio" fosse qualcosa di vivo che muta con il tempo. 

Tutti questi spazi, occupati da cose o persone, sono interconnessi fra di loro e subiscono le mutazioni reciproche: se uno si allarga, un altro deve ripiegare... 

In realtà tutti questi pensieri mi vengono in mente dagli studi di relazione internazionale. In pratica la geopolitica funziona così: esistono zone di interesse tra varie nazioni, esistono spazi che vanno occupato e controllati perché uno spazio se non è controllato può essere una minaccia oppure passare sotto la zona d'influenza dell'avversario. Quindi quando un regime crolla c'è la corsa a coprire quello spazio.

Il casino, tornando a parlare di me, è quando capisci che ad un tratto uno spazio che è stato occupato smette di essere occupato. La cosa o la persona che ne erano responsabili abdicano, per vari e infiniti motivi, lasciando un senso di vuoto enorme. Quel vuoto deve essere necessariamente ri occupato altrimenti il pericolo di crisi è imminente. 

In questa mattina di attesa, ho un colloquio tra qualche ora, mi trovo sdraiato sul letto con il pensiero che uno spazio vuoto all'interno dell'assenza destabilizza tutto. In pratica l'equilibri dell'essenza sono un po' come gli equilibri dello scacchiere internazionale.

Bah. 

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