Ci siamo allontanati qualche giorno dalla solita vita andando fino in Marocco, precisamente a Marracash, per concedersi un piccolo regalo e una pausa dai pensieri.
Ovviamente i pensieri, come ben sapete pure voi, hanno questa brutta abitudine di seguirti sempre e ovunque ma il fatto di essermi calato in una nuova realtà per qualche giorno mi ha fatto bene. Mi sono riposato, rilassato, ho dormito e riflettuto il giusto.
Le considerazioni sul viaggio sono ottime, bei posti e bella compagnia. Le foto e i ricordi mi rimarranno per far si che ogni tanto io mi posso rifugiare in quei pensieri e essere sereno.
Una delle poche considerazioni che devo fare è sul fatto di non essermi sentito libero di essere quello che sono. Era da anni che non mi succedeva una cosa del genere.. non essere libero di potermi esprimere, se ne avessi avuta voglia, nella forma e nel modo in cui io mi sento. In questo ringrazio il creatore di avermi fatto nascere in Italia un paese, che per quanto complicato, da la possibilità a chiunque di essere quello che si è.
Io sono un essere complesso, un uomo, un po' bassetto, con la testa grande e il cuore strambo; sono gay, mi piace essere quello che sono. Mi piace essere in grado di amare a 360 gradi, mi piace la mia tolleranza, il mio essere femminista e rivendicare i diritti di tutti. Mi piace essere un polemista convinto. In Marocco ho avuto la sensazione di non poter essere Gay, di dovermi occultare, ed è stato orrendo. Non che io volessi andare a rimorchiare in giro, sia chiaro, anche perché i miei due cari compagni di viaggio, etero convinto, non avrebbero apprezzato... Ma il solo fatto di immaginare che un ipotetico Io in un contesto simile non avrei potuto essere libero mi ha messo tristezza.
Per quanto riguarda R. penso che la cosa, haimè, debba volgere inevitabilmente ad un punto di svolta: sentendo e leggendo le mie sensazioni vi posso pre-anunciare che non saranno a lieto fine. Percepisco che quello che voglio io non è quello ciò che vuole lui.
Ma cosa voglio io?
Questa è una domanda complessa perché dentro ha, probabilmente, un mondo. Posso provare a rispondere che quello che vorrei in questo momento è qualcuno che mi donasse amore. Come provare a spiegare questa considerazione in una maniera più lucida possibile.. tralasciando le mie aspettative e i miei desideri. Vorrei che la persona con cui mi frequento avesse verso di me un atteggiamento privilegiato ed esclusivo. Non sto parlando di fedeltà cieca e bieca, anche perché in questo periodo della vita vedo il tradimento fisico come un mero atto di svuotamento di palle che probabilmente mi ferirebbe di meno di un tradimento di mente.
Vorrei una persona che mi facesse sentire unico; che mi facesse sentire che io sono stato una scelta ponderata.. un volere me e nessun altro. Ad oggi questo con R. non c'è. Ci sono dell'incontri fugaci, degli scambi di emozioni e sensazioni ma niente di più. Siamo, probabilmente, due scopamici, due persone che si annusano. Vivo questa situazione con un leggero fondo di insoddisfazione.
Mi piacerebbe sapere che c'è dall'altra parte della città una persona che è pronta, a volte, a scombussolare i suoi piani, a rivedere le sue priorità a cercarmi anche venti minuti al giorno per dire: "ci sto, eccomi. Avevo venti minuti e ho deciso di dedicarli a te". Mi piacerebbe sapere che c'è qualcuno che ha un battito di cuore accelerato ogni volta che veda sul display del cellulare il mio nome.
E' chiedere tanto? E' aspettarsi sempre qualcosa di più di quello che in realtà abbiamo? Vorrei questo solo per appagare il mio desiderio di amore e di sentirmi voluto?
Sto leggendo alcuni libri di yoga, sapete sono entrato un po' in fissa, e una delle tante cose che viene detta è di sapersi accontentare. Di non dover sempre cercare il di più delle cose, di saperle accettare così come sono e soprattutto di provarle a vedere da diverse angolazioni. Una situazione se letta sempre nella solita maniera può sembrarci assurda ma se lo sforzo di comprensione venisse impiegato per leggere la situazione da una diversa angolazione potremmo ricevere delle risposte positive.
Calmare la mente, calmare i pensieri, distaccarsi dalle cose e dalle persone e lasciare per un attimo quella assurda convinzione che le cose ci appartengono.
Tempo fa avevo detto che le persone sono come i cani: non si possono legare a noi perché comunque sia appena molliamo la presa quelle se vogliono scappare.. scappano.
Altro suggerimento datomi dallo yoga è quello di prendere una decisione di un periodo di riflessione, dopo un lungo respiro, che aiuti la mente ad acquietarsi ed uscire da un vortice di pensieri non sani. Proverò a fare così e a distaccarmi dalle cose e vederle per quelle che sono rimanendo però consapevole di quello che voglio e cioé: sentirmi amato.

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