Il silenzio diventa assordante quando non vi è più niente da dire. La bocca non si muove più e non emette suono e se il silenzio assordante viene accompagnato dalla stanchezza di giorni di lavori estenuanti allora la mancanza di rumore si fa completa.
Quello che dovevo dire e quello che doveva dire è stato detto mesi fa e ad oggi è rimasto solo il vuoto che inevitabilmente deve essere riempito.
Con il cuore calmo, le gambe stanche e i polmoni ben funzionati si inizia nuovamente la vita.
Tu: «E' come se le storie fossero dei libri.»
Io: «Beh si è quasi ovvia l'affermazione che hai dato»
Tu: «Ma non è sicuramente quello che pensi te, sai?»
Io: «Sentiamo allora, spiegami un po' quello che vuoi dire»
Tu: «Che fai quando finisce una pagina?»
Io: «Continuo a leggere il testo nel foglio successivo»
Tu: «Volti la pagina, insomma?»
Io: «si»
Tu: «Ecco le storie sono come le pagine. Se hai finito il foglio è necessario girare la pagina per vedere se il paragrafo, capito o libro è realmente finito. Se non volti la pagina sei costretto a rileggerla centinaia di volte»
Io: «Affascinante lettura»
Tu: «E tu mi spieghi cosa stai aspettando a voltare sta pagina!»
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