Sono deluso, arrabbiato, rassegnato, incazzato, nervoso, ansiose e chi più ne ha più ne metta. Pessimo anno, pessimi mesi, pessimo me. E' talmente tanta la voglia di fare e di avere che in questo momento non so più se ho voglia di seguire i miei sogni, se ne valga veramente la pena.
Siamo la generazione di quelli che hanno paura di sognare perché i sogni costano e a volte sono irrealizzabili. Ma siamo anche la generazione cresciuta con l'insegnamento che volere e potere e che fin dei conti sognare e lecito. Ora siamo la generazione che deve invece sapersi accontentare, lavorare gratis, continuare a istruirsi e rimanere sempre contenti e ringraziare se almeno abbiamo trecento euro al mese. Siamo la generazione che se sogna sbaglia, che se insegue i suoi principi non mangia e che se tiene dritta la testa se la trova spezzata. Bisogna accontentarsi in questo momento, è una delle frasi che viene maggiormente ripetuta dalle generazioni passate. Proprio quelle generazioni che ci hanno portato dove siamo noi, quelle generazioni che non mollano l'osso anche se quell'osso lo hanno completamente spolpato.
Io non vedo futuro. Questo pensiero mi terrorizza e mi toglie il respiro ogni mattina. Io ho voglia di lavorare, una voglia matta e disperata. Ma per alcuni sono trasparente, per altri troppo qualificato, per altri troppo giovane, troppo vecchio, troppa poca esperienza, troppo alto, troppo basso, troppo. Sono sempre troppo di qualcosa.
Ho ventisette anni e nessuna speranza. Nessun soldo. Nessuna casa. Niente. Come me ce ne sono a migliaia, ragazzi che combattono ogni giorno e quelli che si sono rotti di sgomitare. Invio decine di curriculum al giorno per i lavori più assurdi ma per molti sono trasparente. Lavori che durano un mese, lavoro che durano tre mesi, stage di sei mesi con rimborsi spesi ridicoli (per fino il consiglio dei ministri ha indetto un bando per dei tirocini pagati 250€, l'ho fatto e spero anche di vincerlo)
Sogna ragazzo sogna, cantava Vecchioni. Se avessi un figlio gli direi: "non sognare figlio mio e non studiare". Ho preso una laurea in cinque anni, conosco tre lingue e ho vissuto in tre capitali estere. Ma per tutti continuo ad essere trasparente.
Siamo la generazione di fantasmi, che chinano la testa, che hanno paura di sognare perché i sogni costano. Se noi siamo la generazione futura il futuro farà schifo.
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