Siamo in grado di fermare i flussi di pensieri che inevitabilmente, e quotidianamente, inondano i nostri cervelli?
Personalmente sono consapevole di poter rispondere negativamente alla frase sopra espressa. Al massimo sono di arginare, durante alcune giornate, i miei pensieri ma di bloccarli completamente quello no.
Lo yoga in questo non ha fatto miracoli, o almeno per ora non ne ha fatti, perché inevitabilmente la mie mente viene, periodicamente, stravolta da pensieri che hanno il solo scopo di mettere tutto a soqquadro.
Questi pensieri hanno la capacità di rovesciare il mio intero mondo: è come la classica immagine da film dove il protagonista di turno afferrando il tavolo lo rovescia con tutte le sue forze. Vorrei essere in grado di poter afferrare il braccio del protagonista un attimo prima del gesto inconsueto e poter dire a lui: "fermo, non serve a niente. Anzi se rovesci quel tavolo poi dovrei risistemare tutto. Ti consiglio di lanciare contro il muro solo alcuni oggetti che ti infastidiscono".
Bisognerebbe, dovrei e vorrei, essere in grado di poter eliminare con una precisione chirurgica solo quello che ci rende insoddisfatti. Ma io non sono un dottore e i sentimenti non possono essere tagliati e sezionati come se fossero un blocco di marmo. Quindi mi riesce complesso mantenere un sangue freddo e ragionare su quello che dovrei cambiare senza rovesciare quel fottuto tavolo.
Sono giorni complessi, non riesco nemmeno a negarlo, sono giorni dove le emozioni fanno a cazzotti fra di loro. Dove la voglia di essere guerriero cozza terribilmente con la voglia di sedersi a gambi incrociate e sventolare la bandierina bianca. Giorni dove mi sono sentito inevitabilmente inutile nei riguardi di alcune persone a cui avrei voluto invece dimostrare che la mia presenza possa essere per loro fonte di forza. Sono giorni dove il mio corpo mi manda messaggi che forse qualcosa devo cambiare: da prima influenza e poi una congiuntivite che ha detto di L. è una reazione al corpo che si rifiuta di vedere una determinata cosa. Boom: sberla in faccia.
E' come se mi trovassi su un bivio di montagna e ho pochi secondi per capire quale sentiero imboccare; non ci sono i numeri del CAI ad indicarmi la rotta, non ho cartine dove è segnato il tragitto ma ho solo il mio senso dell'orientamento, il mio carattere, le mie gambe allenate e il mio zaino in spalla dove ho sapientemente, spero, riposto tutto quello di cui ho bisogno. Ho pochi secondi per decidere e prendere ogni decisione... Tocca muoversi.
R. sei fonte di alcuni dei miei pensieri più grossi: mi andrebbe di essere risoluto e cinico ma non credo di farcela o almeno non credo di riuscirci a fatti. Abbaio, abbaio ma alla fine non mordo. Non mordo, e di conseguenza non lo lascio andare per la sua strada, perché quelle sensazioni che ho vissuto si sono cicatrizzata nel mio cervello. Dovrò prendere una decisione, forse non in pochi secondi, ma ormai sono perfettamente a conoscenza che una decisione va presa.
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