"Podría pasarme la vida lamiéndome las heridas y aún no cicatrizarían. Mejor me levanto y salgo de este estéril letargo. Y vuelvo a empezar a empezar a creer que hay alguna opción de ganar"
Questo testo è stato profetico. Ho ascoltato la canzone qualche giorno fa inizialmente con poca attenzione ma, forse, per il fatto che fosse scritta in spagnolo e che ha uno stile un po' melanconico mi è subito garbata.
Ad ogni successivo ascolto la canzone è penetrata sotto la pelle e li si è mescolata al sangue e alle cellule. So che non è una canzone bella, di quelle che fanno la storia e che non hanno il potere di non invecchiare. Sento, però, che ha un testo che calza perfettamente il momento come quelle camice che si fanno fare su misura.
"Y vuelvo a empezar a empezar a creer que hay alguna opción de ganar"
In questo istante ho i pensieri che corrono e si rincorrono frenetici verso l'infinito. Si tratta di infinito perché questi pensieri non riescono a placarsi, continuano a correre instancabili. A volte rallentano, sembrano stanchi e per un po' si plano ma basta un secondo e ricominciano a correre. Ma va bene così: è perfetto così. E' assolutamente quello che volevo: voler perdere il controllo della propria vita.
Cazzo Alessandro rilassati e fatti trascinare degli eventi. Maledetto tu e questa irresistibile voglia di controllare l'incontrollabile. Di avere sempre un pensiero, una soluzione su qualsiasi cosa. Il piano A, il piano B e forse il C. Il cervello che ha analizzato, sezionato e rigirato qualsiasi tipo di questione per vedere come saperla gestire.
Insomma è arrivato il momento di rilassarti. Basta! Mollare le redini, è un ordine. Fallo per te e per la tua salute. Lasciati andare e vivi serenamente i giorni.
Assapora, dannazione, la bellezza della felicità quando arriva con tutta la sua pienezza. Vedo i sentimenti in questi giorni con una nuova dimensione che mi era precedentemente sfuggita. Ora hanno una forma tonda e piana.
E quegli abbracci, quei baci, quelle strette apparentemente infinite. Ma come hai fatto a negartele per una vita? Ma come hai fatto ad essere cosi cinicamente bastardo da riuscire a legarti e privarti di qualcosa di così bello. Ti sei annichilito, nascondo nell'ombra dei dolori vissuti e cosi facendo non hai sofferto ma non hai gioito. Sciocco. Voglio scrivere queste cose per me e solo per me. Perché devo ricordarmi di come sono, di come ero e di come vorrei essere.
Spero che questa situazione continui non so verso cosa e momentaneamente non ci penso perché, stranamente, ad oggi mi interessi solo l'oggi. Il domani e le possibili varianti le voglio, o almeno vorrei provare a lasciarle a quel vecchio Alessandro che ad oggi sta uscendo dell'ombra.
Ps. il testo della canzone è di Tulsa - Ode al amor efimero
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