Ho voglia di lamentarmi e di lasciarmi cullare dalla malinconia. Lasciatemi lamentare almeno per qualche giorno e permettetemi di indossare la malinconia come se fosse la mia sciarpa in questi giorni di freddo.
Lasciatemi che mi sieda per terra con le ginocchia piegate e strette al petto e con le braccia permettetemi di cingerle. Rimarrei in questa posizione per ore e mi dondolerei: avanti, indietro e poi a destra e sinistra.
Sento il respiro della malinconia addosso come se fosse una persona piegata dietro di me. Sento questo respiro sul collo, sulla nuca, sulla spalla.. sento la malinconia come se fosse una mano di una persona che l'appoggia sulla mia spalla, la sento come se fosse un peso.
Sento la malinconia di non sentire quel calore, di non stringere quelle mani e di non guardare quegli occhi. Non riesco a comprendere se questa sensazione sia dettata da una particolare fissa o da un reale sentimento.
Vivo la malinconia scaturita dal vuoto come se fosse una presenza: la sento dentro la stanza, affianco a me nel letto mentre dormo o dentro la doccia quando m lavo. Questa malinconia è ingombrante e si fa sentire rumorosa come un'orchestra di strada.
Mi accorgo di affezionarmi alle persone, di farle subito mie e di volerle nella mia strada. Il problema è dettato dalla "possessione" di voler legare le persone a se stessi e invece gli individui sono liberi e non mi appartengono. Devo fare mio questo concetto se voglio liberarmi di questa presenza ingombrante.
Nonostante ogni pensiero io devo dire a me stesso che sono dispiaciuto e intristito di non poter passare del tempo con R. e di non poter comprendere se un futuro con lui fosse stato possibile. Mi piacerebbe passare un ultimo giorno con lui e poi lasciarlo andare.
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