In questo momento mi andrebbe di scrivere per ore e ore lasciando che il flusso di pensieri si trasformino in parole scritte. Scrivere di me, di te, dei miei amici, della mia famiglia, dei mie sogni. Scrivere e scrivere per riversare su un foglio tutto quello che ho in gola. Vorrei vomitare parole e pensieri. Vorrei liberarli e fargli uscire da dentro il mio cranio e da dentro il mio stomaco. Oggi mi sento pieno di parole. E' come se mi sentissi sazio, come una dopo lunga abbuffata e hai voglia di allungare le gambe sotto il tavolo e sbottonarti il bottone dei calzoni. Sensazione simile ad una abbuffata domenicale quanto ti alzi dal tavolo troppo tardi e sei un po' stanco e confuso.
Ho fatto indigestione di qualcosa e vorrei vomitare tutte le parole che mi sono rimaste sullo stomaco. Liberarle in una stanza vuota e lasciare che siano loro a trovarsi un posto nel mondo: che si ordinassero da sole e che non chiedessero a me, oggi, di fare questo sforzo. Non so cosa scrivere, cosa pensare e come mettere ordine. Perché non possono essere loro a riordinarsi e trovare una coerenza e filo logico?
Ho inoltre delle sensazioni, che sono fastidi irrazionali, come se mi mancasse qualcosa e che dovessi riempire dei vuoti. Mi rendo conto però che questi pensieri sono stupidi: non ho nessun vuoto da riempire perché niente mi ha lasciato. Tutto però porta inevitabilmente a qualcosa di buono in primis è che finalmente sono stato sincero, rivelandomi per quello che sono, alle poche persone che mi mancavano. Ora rimane una parte della famiglia ma quella arriverà più tardi.
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