Sono molto "incuriosito" da questa sensazione di vuoto che ho tra il cuore e lo stomaco e che non mi lascia da qualche giorno; questa assenza di qualcosa che si tramuta in un continuo girotondo di emozioni.
Ho una costante voglia di piangere. Ho una costante voglia di urlare. Ho una costante voglia di interrogare il mondo sul perché non sia andato come dico io. E' veramente un turbinio di emozioni, un altalena, un vortice, una centrifuga a cui non sono abituato e alla quale non riesco a dare un nome e un cognome. Mi manca, mi manca sapere che non c'è un giorno ad oggi in cui potrò rivederlo o sentirlo. Il silenzio che mi sono imposto e che inizialmente avevo pensato di farlo durare settimane ora sto pensando di posticiparlo a mesi. Mi sono realmente reso conto che tutto quello che stavo facendo in quel momento era un tentativo di sbracciarmi il più possibile per farmi notare.
Una delle cose che in questo momento mi scoccia di più e non sapere se l'altra persona sia, almeno un pochino, pensieroso o intristita.
Mi sento poi cosi sciocco, così tremendamente stupido ad aver insistito e aver partecipato ad un capriccio momentaneo. Ho il timore che in realtà lui si sia accorto della stronzata che ha fatto ad aver giocato con me e che mi teneva vicino solo per non farmi ulteriore male.
Anche ora che sto scrivendo tutto questo invece di avere un minimo di sollievo ho una costante voglia di piangere. Piangere, piangere e piangere perché forse ho la speranza che versando fuori tutte le lacrime, forse, riuscirei a buttare via tutto questo dal mio cervello.
Passerà.
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