La verità è che non riesco a smettere di pensare/scrivere a questa sensazione. Non vorrei che mi incastrassi da solo in un pensiero fisso ma è tutto cosi strano, talmente intenso e nuovo da non riuscire a gestirlo.
Vorrei cercare di spiegare, forse a me stesso o forse alle persone a me vicine, questa sensazione di voler piangere per qualsiasi cosa. Cito una frase che uso spesso; "le lacrime in tasca". Esattamente questo, in realtà non le ho in tasca, ma sotto le palpebre e sono accompagnato dal nodo alla gola e dal macigno sul petto. E' un tris micidiale.
Tutto accompagnato da una leggere insofferenza verso il prossimo.
Vorrei che le parole avessero un peso.
Vorrei che le parole fossero sempre seguite da azioni e viceversa.
Vorrei che le polemiche sterili si interrompessero sul nascere.
Vorrei la coerenza, non cieca, ma logica.
Vorrei che le persone assomigliassero un po' di più alle parole che dicono.
Vorrei avere una soluzione, pratica e concreta, sempre a portata di mano.
Vorrei riuscire a contenere i pensieri.
Vorrei che le litigate fossero costruttive e non distruttive.
Vorrei che le persone fossero proiettate ad un futuro di crescita comune.
Vorrei che il passato venisse considerato come tale e quindi PASSATO.
Vorrei che i miei pensieri, a volte cosi nitidi e lucidi, fossero tradotti in azioni altrettanto lucide.
Vorrei avere il dono della sintesi.
Vorrei che le relazioni umani fossero basate sulla semplicità e non sulla complessità.
Vorrei dare una sforbiciata alle parole.
Vorrei essere solido.
Vorrei essere austero.
Vorrei essere lucido.
Vorrei fermarmi e assaporare, con gusto, il momento.
Vorrei poter dire vaffanculo.
Vorrei esaudire uno dei miei desideri.
Vorrei dire a me stesso che la felicità è a portata di mano.
Vorrei non essere smanioso.
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